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Sequestro record dalla Finanza:
scovate a Fermo quattro tonnellate
di sigarette di contrabbando,
scattano gli arresti (Foto e Video)

MAXI SEQUESTRO - Dal Casertano a Fermo, la filiera del contrabbando sgominata dalle Fiamme gialle. Il tutto parte da un controllo di un furgone sull'A1. perquisito il deposito così individuato dove, occultati in numerosi imballaggi per termosifoni del tutto analoghi a quelli rinvenuti a bordo del furgone ispezionato, hanno rinvenuto ulteriori 3.307 chili di Marlboro Gold e Regina di contrabbando, pari a 15.188 stecche e identificato tre soggetti responsabili della custodia della merce illegale. Il complessivo valore delle sigarette sequestrate avrebbe consentito agli indagati rilevantissimi guadagni, stimabili in oltre 700 mila euro
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Il video del maxi sequestro messo a segno dalla Guardia di Finanza di Fermo

di Giorgio Fedeli

Una complessa rete di indagine che alla fine, e a dire la verità molto rapidamente, ha portato la Guardia di Finanza di Fermo a mettere a segno un sequestro record di sigarette di contrabbando, proprio nel capoluogo di provincia. Con quattro persone finite in manette. Ma andiamo per ordine ricostruendo le fasi investigative che hanno condotto i finanzieri a scovare il maxi deposito di ‘bionde’. 

Partiamo dall’impegno, costante, quotidiano delle Fiamme Gialle nel controllo delle principali arterie stradali per la repressione dei traffici illeciti e del contrabbando in particolare. Perché è proprio dalla strada che parte tutto.

IL CONTROLLO IN AUTOSTRADA

Nella notte tra martedì e ieri i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caserta hanno intercettato un furgone che trasportava mezza tonnellata di “bionde”, pari a circa 25.000 pacchetti, destinata ad alimentare il mercato illegale dell’hinterland napoletano.

“Il controllo – spiegano i finanzieri di Fermo – è avvenuto lungo l’asse autostradale A1, in territorio del Comune di San Nicola La Strada (CE), dove i militari hanno intimato l’alt a un furgone, risultato poi noleggiato, a bordo del quale è stato identificato un 36enne napoletano, pregiudicato. Alle domande dei finanzieri circa la natura della merce stivata a bordo del mezzo, l’uomo ha dichiarato di trasportare dei caloriferi nuovi senza, tuttavia, esibire alcun documento di trasporto e rifiutandosi di dichiarare il luogo di destinazione dei prodotti.

Approfondendo dunque il controllo della merce i finanzieri hanno rinvenuto nel vano di carico numerosi colli, apparentemente contenenti stufe e termosifoni, riportanti indicazioni del prodotto in lingua polacca, al cui interno erano, però, occultate stecche di sigarette di contrabbando di marca “Regina” e “Marlboro Gold”, per un peso complessivo pari a 480 chilogrammi.

DAL CASERTANO AL FERMANO

La perquisizione all’interno dell’abitacolo ha consentito, poi, di rinvenire un ticket autostradale, dal quale è stato possibile desumere la provenienza del carico. Poche ore prima, infatti, il furgone era entrato in autostrada dal casello di Porto Sant’Elpidio.

I Finanzieri hanno, quindi, acquisito i dati del sistema gps associato alla polizza assicurativa del veicolo e scoperto il luogo esatto in cui il ‘corriere’ si era recato per caricare, un capannone nella zona industriale di Fermo”.

SCATTA IL BLITZ A FERMO

E così le indagini si spostano, anzi si concentrano a Fermo. Alla ricerca della ‘casa madre’ del contrabbando. “Le Fiamme gialle fermane, allertate dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Caserta, insieme ai colleghi casertani – spiegano sempre i finanzieri di Fermo – nella mattinata di ieri hanno perquisito, dopo averlo individuato, il deposito dove, occultati in numerosi imballaggi per termosifoni del tutto analoghi a quelli rinvenuti a bordo del furgone ispezionato, hanno rinvenuto ulteriori 3.307 chili di Marlboro Gold e Regina di contrabbando, pari a 15.188 stecche e identificato tre soggetti responsabili della custodia della merce illegale: un’italiana, di circa 60 anni nata ad Ascoli Piceno, un uomo ucraino ed una donna russa, entrambi di circa 50 anni, tutti arrestati.

Il complessivo valore delle sigarette sequestrate avrebbe consentito agli indagati rilevantissimi guadagni, stimabili in oltre 700 mila euro.

I sequestri operati confermano le recenti evidenze investigative che attestano la scelta strategica delle storiche organizzazioni contrabbandiere napoletane di ramificarsi nelle regioni del centro-nord Italia per approntare lì dei depositi di smistamento dei carichi provenienti dall’estero, da cui far partire poi ripetuti trasporti di quantità più ridotte verso i territori del consumo finale.

I risultati in tal senso ottenuti, grazie alla costante attività repressiva in atto, che vede la sinergica azione dei finanzieri operanti nei territori di consumo finale e in quelli di stoccaggio intermedio – la riflessione dei finanzieri – testimoniano l’impegno della Guardia di Finanza a tutela della sicurezza economico-finanziaria del Paese, per il contrasto di un pericoloso fenomeno delinquenziale, quale è il contrabbando di sigarette, che storicamente alimenta le casse delle organizzazioni criminali, con pregiudizio dell’erario e, spesso, importando prodotti non controllati e non conformi alla normativa comunitaria, anche a danno della salute dei cittadini”.


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