fbpx
facebook twitter rss

Marche 2020, a sinistra del Pd…
eppur qualcosa si muove
«Basta con la scelta del male minore»

ANCONA – Il Partito comunista lancia un appello per creare un'alternativa tanto alla destra quanto all'attuale esecutivo Ceriscioli. Una chiamata alle armi lanciata un mese fa con toni simili anche da un movimento di associazioni, reti e comunità a cui hanno dato la loro adesione anche 16 consiglieri comunali che non si riconoscono in nessuna delle ricette politiche in campo. Intanto, oggi il Psi ha organizzato un incontro su 'Le nuove prospettive della sinistra italiana'
Print Friendly, PDF & Email

 

Incontro ‘Le prospettive della sinistra italiana’ organizzato ad Ancona dal Psi

 

di Martina Marinangeli

Eppur si muove. Nella landa desolata che si è creata a sinistra del Pd e dei suoi satelliti, c’è chi cerca di intercettare i consensi degli elettori che non si riconoscono nelle politiche Dem, ripartendo da temi del welfare e dell’ambiente. Ci prova il Partito comunista, che ha elaborato il documento ‘A Sinistra, per un’alternativa politica, sociale e di governo delle Marche’ con il quale si appella «a tutte le componenti politiche e sociali di sinistra, ecologiste e democratiche, al fine di costruire una nuova proposta programmatica unitaria» alternativa sia alla «destra reazionaria» che all’attuale esecutivo regionale. «Occorre invertire la rotta rispetto alle politiche dell’ultimo decennio, caratterizzate da una svolta a destra, in senso neoliberista, oggi rappresentata dalla giunta Ceriscioli – scrive il Pci in una nota –. È evidente, per esempio, una forte spinta alla privatizzazione della sanità pubblica, con l’aumento di fondi di bilancio destinati alla sanità privata convenzionata e le dismissioni di importanti strutture ospedaliere e punti-nascita sul territorio».
Una critica sferrata da sinistra all’indirizzo del governatore che è stata declinata con temi molto simili anche da un altro assembramento, in questo caso non partitico, composto da un «movimento di persone, associazioni, reti, comunità che, al di là dei verticismi di partito – scrivono in una nota –, alle prossime elezioni regionali del 2020 vuole offrire a chi dovrà votare una scelta non per il male minore, ma per una liberazione concreta dalla trappola dell’intreccio tra destre nocive e finta sinistra, come quella che ha guidato la nostra Regione negli ultimi anni». Una prima chiamata alle armi è stata organizzata lo scorso 13 ottobre ad Ancona e, tra gli altri, hanno partecipato anche 16 consiglieri comunali del territorio che non si riconoscono in nessuna delle ricette politiche in campo. Sanità pubblica, ricostruzione post sisma e attenzione per l’ambiente e per i giovani sono i temi principali su cui la sinistra a sinistra del centrosinistra intende confrontarsi con chi è attualmente al potere.

Incardinato nella galassia del Pd è invece il Partito socialista – in quota Uniti per le Marche nella maggioranza di governo – che oggi ad Ancona ha organizzato un incontro su ‘Le nuove prospettive della sinistra italiana’, alla presenza di Riccardo Nencini, presidente del consiglio nazionale del Psi. Il senatore ha annunciato anche la modifica del simbolo del partito: «reintrodurremo il garofano, il simbolo più riconoscibile del Psi». Un ritorno alle radici insomma, calato però in un tempo molto diverso dall’era craxiana. I socialisti cercano il dialogo con il loro principale alleato, rappresentato nell’appuntamento di oggi dalla presidente regionale del Pd Silvana Amati. Ed è proprio a lei che l’assessore regionale Moreno Pieroni chiede di «farsi portavoce con il partito per aprire un confronto il prima possibile su programma e coalizione in vista delle Regionali 2020, altrimenti saremo noi a chiederlo perché i tempi sono più che maturi».

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti


X