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Ad Udine la luce gialloblù si
spegne, la Poderosa cade ancora

SERIE A2 - XL Extralight in corsa e di buona lena per metà gara sul parquet del PalaCarnera, prima del black out costato un passivo pagato con uno scarto di quasi venti punti. Al ritorno della lucidità tecnico-tattica è troppo tardi, e mercoledì si torna di nuovo in scena per la sfida interna contro Forlì
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UDINE – Un tremendo blackout nella seconda parte del terzo quarto spegne completamente la luce ad una XL Extralight che, per 25’, aveva duellato ad armi pari sul campo della quotata Old Wild West Udine.

Un passaggio a vuoto che si è tramutato in un parziale di 20-0 a cavallo tra gli ultimi due periodi che ha scaraventato i gialloblù fuori da ogni possibilità di giocarsi una gara che sembrava potersi decidere ancora una volta all’ultimo respiro.

IL TABELLINO

OLD WILD WEST UDINE 88: Cromer 2, Minisini ne, Ohenhen ne, Amato 16, Antonutti 14, Fabi 7, Zilli 14, Cortese 11, Jerkovic 14, Beverly 15, Nobile 3, Penna. All. Ramagli

PODEROSA XL EXTRALIGHT MONTEGRANARO 75: Thompson 16, Miani, Mastellari 12, Conti 4, Palermo 15, Bonacini 4, Berti ne, Thomas 13, Cucci 9, Serpilli 2. All. Ciani

PARZIALI: 20-21, 21-21, 26-9, 21-24

LA CRONACA

Peccato perché i veregrensi, ancora privi di Berti ma con capitan Palermo a riprendersi il suo posto in quintetto, hanno mostrato buonissime cose nel primo tempo. Anche dopo un avvio difficile, nel quale lo strapotere di Beverly sotto le plance (8 punti nei primi 5’ ma anche tanto altro) aveva lanciato il primo allungo udinese (11-4 al 4’). Proprio l’uscita per 2 falli prematuri del pivot americano aveva aiutato la Poderosa a rimettersi in pista, trovando in un ringalluzzito Thompson un faro nel pitturato avversario. In un primo quarto zeppo di errori, la XL Extralight  mette il naso avanti proprio sulla prima sirena con l’ex Eastern Michigan.

Il secondo quarto è una guerra di posizione: la Poderosa continua a tenere Cromer fuori dalla partita (appena 2 punti alla fine per la guardia Usa) e tocca più volte il +3, ma non riesce mai davvero a scrollarsi di dosso una Apu che, all’intervallo lungo, è sotto di 1 (41-42).

Il canovaccio sembra simile a quello del primo quarto in apertura di secondo tempo, con Antonutti che scalda la mitraglia e la Poderosa che tiene botta fino alla metà del quarto. Poi, però, di colpo la diga calzaturiera cede. Sono i canestri di Amato e Zilli ad allargare le crepe in una retroguardia che d’improvviso si è fatta di burro, mentre in attacco semplicemente i veregrensi non la mettono mai, intestardendosi a volte in uno contro uno sconclusionati.

La Poderosa non segna per oltre 6’ e nel frattempo Udine è scappata: dal 52-51 del 25’ il punteggio è diventato di 72-51 in apertura di quarto periodo, con anche Fabi ad iscriversi al match. La mazzata è terribile e la Poderosa non trova la forza per rialzarsi quando ci sarebbe ancora spazio per provarci. Nel finale i guizzi di Palermo e Mastellari servono solo a limitare i danni fino all’88-75 finale.

Udine ferma a tre la serie di sconfitte consecutive nella quale annaspava, la Poderosa incassa la seconda in fila ma non ha tempo per i pianti: mercoledì sera al PalaSavelli arriva Forlì e fare punti, con una classifica cortissima come quella attuale, sarà di vitale importanza.

LE DICHIARAZIONI

Queste le parole di coach Ciani nella sala stampa del PalaCarnera: “La partita ha avuto una spaccatura grande più o meno come il Grand Canyon all’intervallo. Abbiamo fatto vedere due primi quarti di buonissimo livello, per alcuni tratti abbiamo avuto anche maggiori lucidità e presenza dei nostri avversari, rispettando il piano partita che avevamo preparato in una settimana, anzi due, parecchio difficili sotto il profilo degli infortuni”.

Ci siamo allenati praticamente sempre senza i due playmaker e i due centri, a parte il sabato – ha proseguito Ciani -. E quindi diventa ancora più difficile preparare una partita contro una squadra tattica e di qualità come Udine in 40 minuti di 5 contro 5. Ma al di là di queste problematiche, con le quali dobbiamo convivere, nel terzo quarto abbiamo avuto tanta leggerezza nel momento in cui Antonutti con i suoi quattro canestri ha spaccato la partita. Poi quando Udine prende un vantaggio così importante diventa difficile rintuzzare. O fai le cose sempre per bene oppure arrivi al secondo errore che abbiamo commesso oggi e che ci capita spesso di fare: che la giocata individuale ci porti a risolvere i problemi della squadra”.

Accettando una sfida individuale contro una squadra della caratura di Udine non potevamo venirne a capo. Dovevamo riprendere quel canovaccio che avevamo avuto all’inizio ma non siamo riusciti a farlo – ha concluso Ciani -. Poi nel finale abbiamo fatto qualcosa, ma è servito solo a rendere più degno numericamente il divario. Ancora una volta abbiamo un quarto deficitario, nel quale cadiamo mani e piedi senza saper riuscire ad avere una reazione e sprechiamo quanto di buono facciamo. E non è poco”.

 

 


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