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Scrive un libro sulle figlie nate
premature e lo regala
come bomboniera “E’ una favola per adulti”

GIORNATA MONDIALE DEI NATI PRE TERMINE - Giovanni Pompins, informatico di Porto Sant'Elpidio, ha rielaborato l'esperienza vissuta alla nascita delle sue due bambine. La sua storia ha conquistato gli esperti del settore
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Giovanni Pompins con la sorella e la moglie Chiara

di Alessandra Pierini

Ha scritto un libro sulla prematurità come bomboniera in occasione della Cresima della figlia Francesca, 11 anni, nata pretermine, a 24 settimane di gravidanza. E’ talmente piaciuto a familiari ed amici che il passaparola lo ha fatto arrivare in mano ai professionisti del settore che lo hanno pubblicato. Giovanni Pompins, informatico 43enne di Porto Sant’Elpidio, papà anche di Cecilia, 8 anni, anche lei nata prematura (è nata a 30 settimane), si trova così improvvisamente ad essere protagonista di incontri e presentazioni di libri. Proprio oggi, nella giornata mondiale della prematurità, sarà al Salesi, dove migliaia di bambini e bambine nati pretermine in anni di attività hanno trovato la vita.

Giovanni Pompins con la moglie Chiara

Come nasce il suo libro “Come una bambina”?
«Quando sono nate le mie bambine ho preso degli appunti. I genitori del prematuro si trovano nell’ambiguità, da una parte la gioia della nascita, dall’altra le difficoltà per un percorso complesso e inatteso. La mia strategia per rimanere a galla è stato scrivere. i miei appunti sono rimasti per anni nel cassetto. Finchè non mi è venuto in mente di dare una forma di un oggetto a quegli appunti. L’occasione è stata la Cresima».

Di cosa parla il suo libro?
«E’ una favola per adulti e bambini. Questa la trama. Maria si affaccia alla vita, si rannicchia nel grembo della mamma. Un angelo la accompagna, la porta in volo ad esplorare il creato, le insegna i nomi delle cose. Al momento della nascita, l’angelo dovrà far dimenticare alla bambina ciò che ha appreso, affinché possa iniziare una vita nuova. Maria, però, viene alla luce prima del previsto, con gli occhi ancora chiusi, incapace di respirare. È in una scatola trasparente, non può farsi cullare fra le braccia della mamma. L’angelo si confonde, rimanda il proprio compito. Nel reparto di terapia intensiva neonatale scorre un tempo incerto. Un tempo in cui abita la fiducia. Perché gli esseri viventi nascono, crescono, amano e muoiono. E rinascono. Perché la serie dei miracoli non ha fine».

Giovanni Pompins durante la prima presentazione del suo libro

Di solito sono le mamme a scrivere libri sulla prematurità…
«Io ho sempre usato molto la scrittura pur facendo l’informatico, mi è venuto naturale scrivere. Anche mia moglie (Chiara Vitali ndr) ma poi non ha concretizzato i suoi scritti in un libro. Comunque condivide al 100% il mio testo, anche se è il mio punto di vista e c’è la mia sensibilità. Per noi  è stato un cammino a due tenendosi per mano».

Cosa pensa degli ospedali che vi hanno accolto e delle figure professionali che avete incontrato?
«In realtà una valutazione delle realtà ospedaliere nel libro non c’è. Anche se ci sono figure dell’ambito medico. Ho preso il meglio e ho cercato di mettermi nei loro panni.  Un punto di vista un po’ rovesciato. E’ una storia astratta proprio per universalizzarla».

Oggi le vostre bambine come stanno?
«Hanno superato abbastanza bene le difficoltà, rispetto a quello che si prevedeva allora. Per Francesca ci avevano dato il 30 % di possibilità di vita. In realtà hanno le loro traversie ma stanno bene».

In questa giornata così speciale cosa vuole dire ai genitori dei bambini e delle bambine pre termine nati in questi giorni?

«Ogni storia è a sé. Nel libro ad esempio parlo della sala d’aspetto della Tin. (Terapia intensiva neonatale ndr). Lì tutti i genitori si ritrovano e si incontrano. I muri e i sedili sono gli stessi per tutti  ma ognuno fa il suo viaggio in base al suo modo di essere, alla sensibilità che ha. Nessuno è giudicabile e consigliabile, ma condividendo le esperienze queste si alleggeriscono. Quindi quello che posso consigliare ai genitori è di mettersi assieme e condividere, ascoltare le storie degli altri per me è significato molto.

Il libro è disponibile online.

 

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