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Fermo Urban Museum,
quando il colore e l’arte
donano vita alla città

FERMO - Conclusa la fase 2.0 del Fermo Urban Museum si pensa già all'edizione 3.0, tra murales, installazioni e preziose collaborazioni con gli studenti
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di Maria Elena Grasso

Continua inarrestabile l’onda dell’arte a cielo aperto del Fum – Fermo Urban Museum. Presentati stamattina nella sala Corinaldesi del Comune di Fermo i risultati della seconda fase del progetto Fermo Urban Museum per l’innovazione e l’integrazione nell’arte contemporanea. Un progetto fresco, innovativo che vede il coinvolgimento di tanti giovani delle scuole e una collaborazione con l’amministrazione della città e che ha come fine ultimo quello della riqualificazione attraverso la realizzazione di opere urbane.

Prosecuzione del progetto che, dopo la seconda edizione, continua il suo percorso museale a cielo aperto, come ha spiegato l’assessore Francesco Trasatti: “Siamo alla seconda fase della realizzazione del piano, per vivacizzare e riqualificare aree della città in disuso. Anche questo è un progetto in prospettiva che può essere implementato all’infinito. E’ un’importante risorsa per i giovani delle scuole, per questo auspico che il piano di lavoro continui, così come anche la collaborazione collaudata con Gia’ Colors e 1P Color Center”.

Dello stesso avviso il coordinatore del progetto Andrea Marsili che ha tenuto a ringraziare per il forte supporto ricevuto dal cofinanziamento della Regione Marche e dall’amministrazione fermana; Marsili ha illustrato le due nuove opere urbane realizzate, la prima ‘Struttura G041‘,è per l’artista Giulio Vesprini, il primo lavoro su una superficie piana dopo tanti interventi su pareti verticali. Questo lavoro, realizzato sul playground al Parco della Mentuccia, si adatta perfettamente all’ambiente che lo ospita. L’opera vuole essere un primo approccio alla riqualificazione del parco, che potrà tornare ad essere uno dei principali punti d’incontro tra cultura, sport e natura.

La seconda opera, intitolata ‘Future(nature/humans)Dreams’, ha una evidente valenza sociale. Una serie di profili di diversi colori, all’interno del parcheggio nel piazzale Carducci, riguarda la rappresentazione artistica del desiderio d’integrazione culturale e sociale, nel rispetto della natura che ci circonda, della quale dobbiamo prenderci cura. L’artista sceglie il parcheggio proprio per la sua caratteristica: un ambiente dove molte persone, anche di diverse etnie, si incontrano.

L’autore delle opere, Giulio Vesprini, ha spiegato, come il tema della street art si inserisca bene in progetti trasversali con le scuole. Infatti proprio grazie a questa iniziativa ha trovato in Carolina Traini (studentessa del Liceo Artistico), una preziosa collaboratrice. “Il senso della street art – le parole di Vesprini – è quello di interagire con i giovani, dar loro modo di esprimersi ed allo stesso tempo riqualificare le zone periferiche della città.”

La squadra del Fum è composta dal coordinatore del progetto Andrea Marsili, Giulio Vesprini come direttore artistico, William Vecchietti artista dell’opera a piazzale Carducci, Giulia Iacoponi responsabile dei social, e Lorenzo Giuliani. Altre opere a Fermo sono state realizzate a Santa Caterina, sulla facciata del Liceo Artistico, in via Diaz e nel quartiere Girola, mentre i progetti futuri mirano al quartiere di Lido Tre Archi.

La squadra del Fum, in collaborazione con i ragazzi del Liceo Artistico di Porto San Giorgio, ha realizzato delle grafiche sul post-sisma che nelle prossime settimane verranno affisse per le città di Fermo e Porto San Giorgio, mentre in un secondo momento, si è occupata della realizzazione di nuovi murales da inserire nel percorso museale. Le opere del Fum hanno avuto un successo internazionale, tanto da  essere pubblicate su rinomati siti di street art come: www.archisearch.gr, www.dailybest.it, www.brooklynstreetart.com.


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