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LA RICORRENZA
Due anni fa l’insediamento di Rocco Pennacchio: l’Arcivescovo tra la gente che insegna il Vangelo

FERMO - Un pastore tra la gente e tra i tanti ragazzi e ragazze di questo territorio, ai quali insegna ad essere vivi, impegnati nella vita quotidiana, coinvolti nel sociale e nel mettere in pratica gli insegnamenti del Vangelo nella realtà della quotidianità,  lontano dalla semplice forma
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di Paolo Paoletti

foto Simone Corazza

Era il 25 novembre del 2017 quando Mons. Rocco Pennacchio venne ordinato vescovo nel palazzetto dello sport della sua Matera gremito di gente.  Una settimana dopo, il 2 dicembre del 2017, l’arrivo e l’insediamento ufficiale a Fermo come nuovo Arcivescovo Metropolita dell’Arcidiocesi più grande delle Marche. Ricorrono oggi due anni dall’ingresso dell’Arcivescovo Rocco nella comunità fermana. Due anni durante i quali Mons. Pennacchio ha imparato a conoscere  il territorio fermano, maceratese, piceno e si è contraddistinto per la sua grande predisposizione nel sapere stare in mezzo alla gente, soprattutto ai giovani e ad ascoltarli.  Il primo incontro che fece, arrivato a Fermo, fu con i sacerdoti anziani e malati. Non mancò anche di stupire tutti quando, il primo dicembre del 2017, alla vigilia delle cerimonia ufficiale che sancì anche la riapertura della Cattedrale dopo i danni del sisma,  celebrò la messa della sera nella chiesa di San Domenico sorprendendo  i presenti. 

In questo secondo anniversario lo stesso Arcivescovo, in una recente intervista a Radio Fermo Uno, aveva ricordato un orario che significa molto per lui: “Sia la celebrazione per l’ordinazione a Matera, che la messa d’insediamento a Fermo si svolsero per coincidenza alle 4 del pomeriggio. Ricordo ancora – ha spiegato Mons. Pennacchio –  che feci riferimento, durante l’omelia, al Vangelo di Giovanni. Quando infatti Giovanni Evangelista scrive ottant’anni dopo dell’incontro con Gesù, ricorda l’orario preciso in cui avvenne, le 4 del pomeriggio. E’ un segno di un incontro importante”.

Sempre durante la visita negli studi di Radio Fermo Uno e Cronache Fermane, Mons, Pennacchio spiegò la decisione di celebrare messa la sera prima dell’insediamento: ” Venni un giorno prima perché portavo i miei genitori che sono anziani e malati quindi era giusto così. Come si sa, ogni sacerdote deve celebrare la messa tutti i giorni. Lo fa per dovere ma soprattutto per piacere. Quindi cercavo una parrocchia dove celebrare messa, la più vicina era quella di don Michele e andai lì. Forse non mi ero perfettamente reso conto che non ero più un parroco qualunque”.

Nel corso di questi due anni l’intera comunità dell’Arcidiocesi ha imparato a conoscere e amare il nuovo l’Arcivescovo Rocco. Un pastore tra la gente e tra i tanti ragazzi e ragazze di questo territorio, ai quali insegna ad essere vivi, impegnati nella vita quotidiana, coinvolti nel sociale e nel mettere in pratica gli insegnamenti del Vangelo nella realtà della quotidianità,  lontano dalla semplice forma, ma convinto dell’universalità di un messaggio sempre vivo e attuale.  

L’arcivescovo di Fermo, monsignor Pennacchio

La mamma Angela

 


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1 commento

  1. 1
    Fabrizio il 3 Dicembre 2019 alle 1:28

    Buon secondo Anniversario a Monsignor Rocco Pennacchio, quale Arcivescovo metropolita di Fermo!

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