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Livini e la sanità nel post terremoto:
“Amandola esempio di velocità”

SANITÀ - Il direttore dell'Area Vasta 4 ha visitato la RSA, soggetta negli ultimi mesi a lavori di adeguamento portati avanti dall'Amministrazione comunale
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di Andrea Braconi

Amandola come esempio di velocità e di garanzia di servizi? Per il direttore Licio Livini il percorso intrapreso dall’Area Vasta 4 subito dopo le scosse che devastarono l’entroterra ha prodotto risultati assolutamente tangibili. Come la Residenza Sanitaria Assistenziale, visitata in mattina insieme al sindaco Adolfo Marinangeli, al direttore del Distretto Tonino D’Angelo e alla consigliera comunale Sandra Rafaiani.

“Abbiamo rifatto un po’ di passaggi su tutti servizi riportati ad Amandola dopo il terremoto e posso affermare che è un esempio di velocità: sono stati percorsi complicati, senza alcun dubbio, ma siamo stati celeri. Non lo dico per elogiarci, ma per constatare come quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto. Penso agli ambulatori di specialistica, al servizio radiologia al completo, a dialisi, Potes, Punto di Primo Intervento, Guardia Medica e quant’altro”.

E dentro il ragionamento del direttore non poteva non rientrare anche la stessa RSA, dove si è recato per prendere atto dei lavori di adeguamento della struttura effettuati dall’Amministrazione comunale. “C’è finalmente un montalettighe, una sorta di ascensore per pazienti con lettiga, e anche un obitorio a servizio della stessa RSA. La nostra non è stata ne voleva essere un’inaugurazione, ma sicuramente adesso questa RSA è al completo. Due anni fa sembrava una soluzione provvisoria, ma ci siamo resi conto di aver fatto tutto, garantendo 20 posti letto e diversi servizi. Insomma, una struttura con tutti i crismi”.

Anche sul futuro del vecchio ospedale Livini ha voluto fare alcune riflessioni. “Seppur danneggiato, non possiamo abbandonarlo, in quanto patrimonio pubblico, e perciò stiamo recuperando alcuni spazi. Abbiamo fatto lavori sul corpo di fabbrica dove c’è l’ingresso e dove una volta si trovava la dialisi. Per gennaio l’intervento dovrebbe essere ultimato e successivamente decideremo cosa metterci. Poi il Comune si è impegnato a terminare i lavori in una parte vecchia a fianco di Radiologia, dove andremo ad allocare Potes, Punto di Primo Intervento e Guardia Medica”.

Dal vecchio al nuovo ospedale, il passo è quantomai breve e obbligato. A fare il punto il sindaco, che ha annunciato come entro la fine anno verrà comunicato il nominativo della ditta vincitrice dell’appalto.

Un’ultima precisazione il direttore Livini ha invece voluto farla in merito ad alcune lamentele sollevate su prescrizioni e orari dei medici di base. “Da settembre c’è stato un pensionamento e si pensava ad una sostituzione con un altro medico. Invece, per una serie di normative regionali non è che se uno va via viene sostituito: dobbiamo sempre fare il rapporto tra popolazione e medici e se questo è inferiore a 1.200, cioè il massimale che ogni medico può avere, non dobbiamo integrare l’organico. Se invece andiamo oltre si crea una zona carente e così diamo la possibilità ad un medico di inserirsi in quel territorio. Ad oggi però Amandola non ha questa condizione e i medici di base presenti garantiscono il servizio alla popolazione. Certamente, se a marzo questa zona dovesse risultare in difficoltà, saremo pronti ad intervenire”.


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