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Pacini: “Ex Gigli, vicenda grottesca; il Comune da sempre dalla parte del privato”

PORTO SANT'ELPIDIO - L'ex sindaco bacchetta Franchellucci:"Se anche la norma nazionale cambiasse, dovrebbe comunque attenersi al parere di congruità dell'Agenzia del demanio"
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“La vicenda del Gigli sta assumendo aspetti grotteschi!” Inizia così la riflessione di Giancarlo Pacini, ex sindaco di Porto Sant’Elpidio, sull’annosa vicenda dell’ex cineteatro in piazza Garibaldi e la trattativa per l’acquisto pubblico di parte dell’immobile. “Non è la prima volta – nota l’avvocato – che il Comune sostiene la causa e gli interessi del privato proprietario della struttura avverso atti e provvedimenti assunti, a tutela delle ragioni e degli interessi della collettività, da organismi superiori. Era già accaduto in passato, al momento del vincolo funzionale  da parte della Soprintendenza regionale per i beni culturali, ed alla feroce battaglia che ne seguì, condotta a braccetto con la proprietà dapprima da Petrini e, di poi, da Andrenacci, per ottenerne l’abolizione”.

Pacini ricorda che “contro le loro aspettative, il vincolo venne mantenuto ed oggi un po’ tutti, l’attuale Sindaco compreso, si dicono compiaciuti che in Piazza si possa ammirare una struttura tornata al suo antico splendore al posto di un anonimo palazzaccio che qualcuno contava di realizzare. Purtroppo,come spesso accade, la storia si ripete. Ancora una volta, per non comprensibili ragioni, il Comune si schiera a fianco del privato per salvaugardarne le pretese nascenti da un discutibile ed affrettato accordo compromissorio, risultato non in linea con le valutazioni economiche effettuate dall’Agenzia del demanio, organo istituito a presidio del pubblico interesse”.

“Il comune cittadino stenta a capire il perché di certe irrazionali condotte e si pone una serie di interrogativi – prosegue Pacini – Non è strano che si stipuli un preliminare di compravendita senzacertezza del prezzo di acquisto?  Non è strano che, acquisita la valutazione del Demanio, la parte che risulta avvantaggiata, cioè il Comune, faccia di tutto per non avvalersene? Non è strano che sia proprio il Comune, per bocca del Sindaco, ad ostinarsi ad ipotizzare, senza alcun obiettivo riscontro, possibili errori da parte del Demanio, nonostante le richieste di revisione della stima avanzate dal privato siano state rigettate? Non è strano, infine, che sia sempre il Sindaco ad augurarsi con malcelato compiacimento il prossimo arrivo di una normativa nazionale che sopprima l’obbligo di richiedere al Demanio un parere di congruità?”

Su quest’ultimo aspetto, secondo Pacini, anche se arrivassero novità a livello statale, nulla cambierebbe per Porto Sant’Elpidio. “Sorprende che il Sindaco ignori, o finga di ignorare, che in ogni caso il sopravvenire di una tale nuova normativa non avrebbe la benché minima rilevanza nella soluzione del problema del Gigli. Il fatto che da domani possa venir meno l’obbligo di richiedere al Demanio il parere di congruità non esime assolutamente l’ente pubblico dall’assicurarsi che il prezzo convenuto debba essere ritenuto congruo. Nello specifico caso, una tale valutazione esiste già; è il parere di un organo competente ed autorevole, appunto il Demanio. Se poi il sindaco decidesse di bypassare quel parere, ricorrendo all’operato dei propri uffici, alto sarebbe il rischio che di tale questione siano chiamate ad interessarsi altre autorità, non esclusa la magistratura contabile”.

Per chiudere, Pacini ritiene “comprensibile che l’attuale sindaco smani dalla voglia di portare a compimento una operazione la cui paternità riconduce a coloro che nell’ultimo ventennio lo hanno preceduto alla guida della città. Ma laddove il dazio da pagare da parte della collettività siano i 450.000 euro di differenza tra la rivendicazioni della proprietà e la valutazione del Demanio, sarebbe il caso lo facesse di tasca sua e dei propri sodali e non sulle spalle dei suoi amministrati”.


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