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Dissequestro e assoluzione
‘perché il fatto non sussiste’:
via i sigilli al Verde Mare
Chiesa: «Straordinario»

FERMO - Dopo oltre tre ore di camera di consiglio la magistratura ha deciso di rimuovere i sigilli alla nota struttura ricettiva fermana. Esultano il titolare, Felice Chiesa, e gli avvocati Francesco De Minicis e Savino Piattoni
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Felice Chiesa

di redazione CF

“Quello che ho sentito questa mattina è qualcosa di straordinario. In tanti mi hanno chiesto come abbia fatto a resistere per tre anni. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta”. Non sta nella pelle Felice Chiesa, titolare del camping villaggio vacanze Verde Mare struttura posta, almeno fino a questa mattina, sotto sequestro. Ma dopo tre ore e passa di camera di consiglio la magistratura ha deciso, con sentenza di primo grado, di rimuovere i sigilli alla struttura ricettiva. E la sentenza , letta dal giudice Bondi Ciutti, parla di assoluzione piena “perché il fatto non sussiste”. “Un qualcosa di grande, ragazzi – continua Chiesa – ora aspetto solo materialmente il dissequestro per ripartire alla grande. Più forte di prima. E’ vero – continua – in tanti si sono sorpresi di come abbia fatto a resistere. Ma ero qui, sono qui e continuerò a essere qui”.

Savino Piattoni

“Siamo davvero molto contenti – fanno sapere i legali di Chiesa, gli avvocati Francesco De Minicis e Savino Piattoni – molto soddisfatti. In aula ci sono stati momenti di commozione e felicità. Erano presenti, alla lettura della sentenza, circa 50 persone del comitato (pro Verde Mare). E’ stato qualcosa di importante non solo per Felice (Chiesa) ma anche per tutta la città di Fermo, e anche oltre, per il turismo, per l’occupazione, per le famiglie che trovavano lavoro nella struttura, per quelle che vi venivano e verranno a trascorrervi le vacanze.

Francesco De Minicis

Vedere per tre anni, da Torre di Palme, quella macchia scura sulla costa, era un colpo al cuore. Anche perché il sequestro si basava sulla presenza di strutture leggerissime che possono essere rimosse rapidamente. E’ arrivata anche la revoca del sequestro e l’assoluzione – concludono De Minicis e Piattoni – con la formula piena perché il fatto non sussiste”.

Tutto era partito nel febbraio 2016 quando l’area del campeggio, per una ricettività giornaliera pari a 2.490 ospiti al giorno, era stata posta sotto sequestro dalla Guardia di Finanza per lottizzazione abusiva. ‘Indiziate’ le 400 roulotte lasciate all’interno del campeggio anche nei mesi invernali, che per l’accusa potevano essere considerate costruzioni stabili essendo così equiparate ad abitazioni residenziali. Tre mesi più tardi il tribunale del Riesame avrebbe accolto le istanze di Chiesa e dei suoi avvocati disponendo il dissequestro dell’area. Ma la Procura aveva impugnato il provvedimento in Cassazione con il fascicolo tornato al tribunale di Fermo dove il giudice, nell’ottobre del 2016,aveva disposto nuovamente il sequestro della struttura, convalidato dalla Suprema Corte. Da allora i sigilli non si sono più mossi. Fino ad oggi, quando è stato disposto il dissequestro.

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