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L’appello del comitato campeggiatori:
“Ok scogliere e infrastrutture
ma non far morire il Verde Mare”

MARINA PALMESE - I campeggiatori: "Se si lascerà morire una importante risorsa economica come il Verde Mare, c'è il fondato timore che tutte le infrastrutture elencate possano diventare l'ennesimo caso di cattedrale nel deserto".
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Il Comitato dei campeggiatori del Verde Mare, che ha affiancato e sostenuto il Verde Mare ed il suo direttore Felice Chiesa nella lunga vicenda processuale, plaude l’amministrazione per le scelte relative alla crescita del quartiere di Marina Palmense e allo stesso tempo spera che una risorsa importante come il loro amato campeggio, non venga lasciato morire.

“In questi giorni – scrive il Comitato –  sono iniziate le opere di completamento delle scogliere a protezione della costa a Marina Palmense. Queste opere, insieme al ponte ciclo pedonale che collegherà la frazione di Fermo a Porto San Giorgio ed alla strada arretrata, puntano ad un rilancio di quel tratto della costa fermana. Queste le ottime intenzioni dell’amministrazione comunale che sta investendo per favorire muove spiagge e nuove forme di sviluppo e di turismo come dichiarato su Cronache Fermane in un articolo del 16 dicembre. Come non condividere simili iniziative? Come non gioire per lo sviluppo di un territorio che da sempre è stato la ‘seconda casa’ dei tanti campeggiatori del Verde Mare?”

Comitato campeggiatori che aggiunge: “Marina Palmense 30 anni fa era un piccolo borgo marinaro. Negli anni, grazie soprattutto alla presenza dei campeggi in generale ed alle 2500 presenze giornaliere garantite dal Verde Mare, ha visto un notevole sviluppo. Le poche attività commerciali della zona hanno sempre tratto linfa vitale dalle numerosissime presenze estive. Quindi ben vengano tutte le attività e le infrastrutture a sostegno di questo meraviglioso tratto di costa all’ombra di Torre di Palme. Ma se si lascerà morire una importante risorsa economica come il Verde Mare, c’è il fondato timore che tutte le infrastrutture elencate possano diventare l’ennesimo caso di cattedrale nel deserto”.

 


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