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La fisica nucleare in un film:
la ricerca italiana premia
uno studente dello Scientifico

ROMA - Attestato di merito per l’alunno Francesco Marziali della classe 2° Scienze Applicate del Liceo Scientifico “Temistocle Calzecchi Onesti” di Fermo
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Lo scorso 20 dicembre a Roma, nell’Aula Marconi del CNR, l’alunno Francesco Marziali della classe 2° Scienze Applicate del Liceo Scientifico “Temistocle Calzecchi Onesti” di Fermo, grazie alla sua interessante e originale recensione del film “I ragazzi di via Panisperna” di Gianni Amelio, ha ricevuto un attestato di merito al concorso nazionale “Premio Ugo Fano 2019” nell’ambito della sezione “Premio Ugo Fano Giovani”.

L’iniziativa è organizzata dall’Istituto di Cristallografia del CNR e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Il concorso intente stimolare nei giovani l’amore per la scienza, anche attraverso la conoscenza della storia recente. Nella motivazione dell’attestato di merito la Commissione ha sottolineato la giovanissima età dell’alunno e la sua capacità di cogliere aspetti importanti del film, come il rapporto unico e particolare tra Enrico Fermi ed Ettore Majorana.

Il Premio “Ugo Fano Giovani” si è svolto all’interno della cerimonia di consegna della Medaglia d’oro Ugo Fano ai due scienziati internazionali Gabriel Aeppli e Laurens W. Molenkamp che nei loro esperimenti, manipolando la materia quantistica, hanno realizzato nuovi dispositivi elettronici, confermando le teorie dei fermioni di Majorana e delle risonanze di Fano, aprendo così nuove prospettive alla realizzazione di computer quantistici.

Il Liceo Scientifico di Fermo era presente alla cerimonia con un gruppo di ragazzi molto giovani accompagnati dalla professoressa Maria Rita Felici. Oltre al premiato Francesco Marziali, hanno partecipato gli alunni Jacopo Ascenzi, Adriano Basso, Matteo Catalini e Alessandro Mattetti tutti della classe 1° Scienze Applicate.

L’emozione di essere premiato all’interno di una manifestazione così importante è tutta nelle parole di Francesco. “È stata un’emozione grandissima. Alla conferenza c’erano solo ragazzi più grandi di me. Frequentavano tutti quinto e quarto superiore e le mie speranze di vittoria erano pressoché nulle. Ho svolto con impegno e accortezza il lavoro desiderato dai giudici. Assolutamente non mi aspettavo un risultato del genere. Poco prima dell’inizio della cerimonia ho sperato. Mi sono detto: ‘Non succede, ma se succede… mica male’. Alla fine poi è successo. È una soddisfazione speciale. Essendo più piccolo degli altri concorrenti sono fiero di me stesso e del mio lavoro. Ho stretto la mano a fisici di importanza internazionale, che mi hanno fatto i complimenti per il successo: in quel momento ero un po’ in imbarazzo, ancora non riuscivo a credere a quello che mi stavano dicendo”.


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