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Una folla per l’addio a Luca Meraglia:
“Ci hai insegnato che la vita è donare”

PORTO SANT'ELPIDIO - In tantissimi per l'ultimo saluto all'ex carabiniere morto dopo essere stato investito da un'auto:"Esempio di altruismo, sempre pronto a darti agli altri"
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Una folla straordinaria, quella che ha riempito questo pomeriggio la chiesa del Sacro cuore al quartiere Faleriense, per l’ultimo saluto a Luca Meraglia, il 73enne morto per le conseguenze di un investimento da parte di un’auto la scorsa settimana in via Curtatone. Una presenza massiccia che racconta molto della gratitudine di una comunità verso una persona che si è fatta amare per il costante altruismo.

In chiesa tante divise e gonfaloni, ciascuno a rappresentare un pezzo della sua vita. Quelle dei carabinieri in servizio ed in congedo, dopo una carriera trascorsa nell’Arma dei carabinieri. Quelle dei militi della Croce verde, di cui era una colonna. Quelle della Protezione civile, di cui pure era volontario, fino alle tute blu del Porto Sant’Elpidio basket, la società a cui ha dedicato più di 20 anni da responsabile della biglietteria. E ancora, la Crisalide, l’associazione di volontariato alla quale Meraglia dedicava spesso parte del suo temp, i membri del centro sociale Faleriense e tante altre realtà che si sono strette intorno ai due figli ed ai famigliari, per condividere un momento di cordoglio per un amico andato via all’improvviso.

“Di Luca rimangono il sorriso, la generosità, il ricordo della sua voce stentorea. Il suo insegnamento ci dice che una vita in cui non ci si dedica agli altri, non serve, non è vissuta pienamente. Ogni volta che si pensa: ma chi me lo fa fare, e si rimane in casa, anziché condividere, servire, aiutare chi ha bisogno, si perde qualcosa. Quante volte anche Luca avrebbe avuto i suoi buoni motivi per pensarlo, e invece lo abbiamo trovato sempre disponibile. Onoreremo la sua memoria se sapremo trarre questo insegnamento e dedicarci agli altri, anziché dire: non ho tempo. Di lui mi rimane in particolare un ricordo. Spesso accompagnava i ragazzi del Dopo di noi per la confessione, o per la benedizione. Andandosene non mancava mai di dire: ti ringrazio tanto. In quel ringraziamento, c’era il suo dar voce a chi non ha voce, c’era il suo farsi interprete dei più deboli e parlare a nome loro”.

“Ci rimarranno sempre il tuo impegno, la tua disponibilità ed allegria – il ricordo, al termine della cerimonia, del presidente della Croce verde, Ezio Montevidoni – Dire che ci mancherai non è una frase di circostanza, eri una persona su cui potevamo davvero sempre contare. Hai dato sempre, fino alla fine e oltre la fine, perchè i tuoi organi aiuteranno qualcuno a vivere meglio. La tua scomparsa fa pensare al ruolo del volontario, che hai assolto con tutta la dedizione possibile. Spesso iniziavi le tue barzellette con C’era una volta un carabiniere… ti saluto dicendoti: c’era una volta un volontario”. Al termine, all’uscita del feretro, un lungo applauso, il saluto militare dei colleghi carabinieri, la sirena dell’ambulanza a risuonare in piazza per l’addio a Luca.

P.Pier.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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