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«Amo il Fermano, volevo tornare»
Iannella si insedia alla guida
della Procura tra saluti
di ‘bentornato’ e commozione
(Foto e Video)

FERMO - Questa mattina, in tribunale, dinanzi al presidente Bruno Castagnoli, la firma per l'insediamento ufficiale del nuovo procuratore capo di Fermo. Il saluto, dinanzi a una sala gremita, tra magistrati, avvocati, forze dell'ordine e giornalisti, del procuratore generale presso la Corte di Appello di Ancona, Sottani, e del presidente dell'ordine degli avvocati di Fermo, Chiodini
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Il discorso del procuratore capo di Fermo, Raffaele Iannella

Il procuratore Iannella e il presidente del Tribunale, Castagnoli

di Giorgio Fedeli (foto e video Simone Corazza)

“Ho sempre amato questo territorio, il Fermano. Una dimostrazione? Per quindici anni, durata della mia permanenza, sono sempre stato in affitto. E sapete quando ho comprato casa? Quando stavo per andare via”, un amore che non è scaduto, non si è affievolito col passare degli anni, quello del nuovo procuratore capo di Fermo, Raffaele Iannella che questa mattina, alla presenza del presidente del Tribunale, Bruno Castagnoli,  si è ufficialmente insediato, dopo la nomina dei mesi scorsi, alla guida della Procura.

La firma dinanzi a una sala gremita, tra colleghi magistrati, avvocati, taccuini, forze dell’ordine, sindaci e istituzioni del territorio. Una cerimonia fatta di discorsi, applausi, saluti di benvenuto, anzi di bentornato, nel corso della quale non è mancata nemmeno una parentesi di commozione quando Iannella ha ricordato il padre e la madre scomparsi. Un momento istituzionale sancito anche dal saluto del procuratore generale presso la Corte di Appello di Ancona, Sergio Sottani, e dal presidente dell’ordine degli avvocati di Fermo, Stefano Chiodini, che si sono uniti al benvenuto di Castagnoli.

“Non ho mai perso i contatti con il Fermano dove (dopo cinque anni) ritrovo colleghi e amici – le parole di Iannella – volevo stare a Fermo, volevo tornarci. L’unica domanda che ho presentato è stata proprio per questo territorio. Il presidente Castagnoli? Un amico con cui c’era e continuerà ad esserci sintonia. E questo è essenziale per lavorare al meglio. Ringrazio le forze dell’ordine per la loro presenza e ai colleghi e avvocati dico che la mia porta sarà sempre aperta”. Poi i ricordi, particolari: “Non dimenticherò mai il procuratore Piero Baschieri e l’avvocato Sandro Chiodini, padre di Stefano (attuale presidente dell’ordine degli avvocati di Fermo, carica già ricoperta in passato proprio dal padre), due persone di un’umanità indescrivibile, e dalla professionalità indiscussa. Ringrazio anche la mia compagna Angelica e l’amore della mia vita, il piccolo Silvio. E poi mio padre, che è stato presidente del Tribunale di Benevento e mia madre che…” la voce si spezza, il nodo in gola sale. E’ l’emozione incontrollabile. “Scusate, non ci sono riuscito a trattenere l’emozione. Volevo ma non ce l’ho fatta. Mia madre, dicevo, che è stata ‘semplicemente’ mia madre”.

Ad accogliere Iannella, si diceva, il presidente Castagnoli, il procuratore generale Sottani e il presidente Chiodini. E dopo le formalità, le parole dettate dal cuore e dalla ragione, giudiziaria. “Ho da subito avuto un’impressione molto positiva di Iannella – il benvenuto di Castagnoli – sia per la sua preparazione tecnica che per le doti umane. E’ un magistrato senza pregiudizi, mai condizionato, dalla notevolissima cultura professionale.  E poi – la nota di colore – ci unisce la stessa fede calcistica. Sono felice del suo arrivo perché sono sicuro che con lui ci sarà un dialogo costruttivo. E questo è un sentimento condiviso dal foro e dalla popolazione. Buon lavoro Raffaele”. Dopo il presidente Castagnoli è stato il turno del presidente Chiodini: “Porto al nuovo procuratore il saluto di tutti i colleghi di Fermo. Sarà un piacere lavorare con lui. E’ un grande magistrato, apprezzato anche come uomo. Una persona aperta al dialogo, al confronto, un confronto leale e sincero, una persona che guarda in faccia, negli occhi, l’interlocutore. Cinque anni fa il suo è stato un arrivederci e oggi torna a capo della Procura che sono sicuro saprà guidare con lo spirito giusto”.

“Anche nel mio caso siamo uniti dalla fede calcistica – l’esordio ‘di colore’ del procuratore generale presso la Corte di Appello di Ancona, Sergio Sottani – e anche dallo stesso concorso. Grande stima nei confronti del magistrato. Il Fermano aveva voglia di un procuratore capo dopo la lunga assenza (dall’ottobre 2018). Sicuramente i sostituti procuratori hanno fatto un ottimo lavoro ma la necessità di una figura apicale c’era. Iannella è un magistrato che sa fare gruppo, dunque con i suoi sostituti, in grado di avere un rapporto di dialogo con il Tribunale, ma ha anche doti umane. E il saluto che porto a nome del presidente della Corte d’Appello non è rituale. I rapporti con noi sono assolutamente propositivi e questo è essenziale perché abbiamo l’obbligo di garanzia, professionalità, autonomia e indipendenza”. E, come nella migliore tradizione giudiziaria, non senza un sorriso che rende l’aula di tribunale più umana, il saluto finale a tutti i presenti del presidente Castagnoli con un simpatico “l’udienza è tolta“. E via con le foto di rito, i brindisi e le strette di mano prima che Iannella ‘imbocchi’ quelle scale che lo portano nuovamente al secondo piano del palazzo di giustizia, questa volta da procuratore capo.

 

 

Il procuratore Iannella e il presidente Chiodini

 

 

Il procuratore di Fermo Iannella e quello generale alla Corte di Appello, Sottani

 

 


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