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Basket Fermo, scacciata la
maledizione della sconfitta

SERIE D - Dopo quattro cadute consecutive la compagine fermana torna al sorriso avendo ragione, in casa, dei Fochi Pollenza transitando per un finale del tutto elettrizzante
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FERMO – Erano troppe settimane che il Basket Fermo non riusciva a dare emozioni come quelle di ieri sera.

Dopo quattro sconfitte consecutive i gialloblù si sono imposti sui diretti concorrenti in classifica, i Fochi di Pollenza, nella palestra fermana del Coni. Una partita in bilico fino all’ultimo secondo, risolta da una tripla sul filo della sirena finale dopo una palla rubata nella propria metà campo.

Tripla realizzata da un giocatore che pochi secondi prima aveva commesso un’ingenuità che sarebbe potuta costar cara alla squadra di casa. Emozioni che solo uno sport favoloso come la pallacanestro può dare, e che non finirà mai di farci ringraziare James Naismith quella volta che appese un canestro ad un muro della palestra di Springfield.

IL TABELLINO

BASKET FERMO 64: Poggi, Mezzabotta 14, Damico n.e., Pasqualini, Malaspina Bastarelli n.e., Belleggia 4, Bernard 22, Verdecchia 18, Acquaroli (cap.), Ballo 6, Durante. All. Valentini, vice Marilungo

FOCHI POLLENZA 61: Tombesi n.e., Gentilucci, Selami, De Marco 12, Luciani 8, Mazzoleni R. (cap.) 14, Borsella 3, Palmieri, Cingolani 9, Lombardelli 9, Mari 3, Mazzoleni G. 3. All. Luciani, vice Kasperskyy

ARBITRI: Corradini di Macerata e Todini di Matelica (MC)

PARZIALI: 20-16, 16-19, 13-15, 15-11

PROGRESSIVI: 20-16, 36-35, 49-50, 64-61

LA CRONACA

Raccontare la partita è molto semplice, perché si sono affrontate due formazioni sostanzialmente pari per capacità atletica e importazione tecnica. Una parità evidenziata anche dal punteggio che se ha visto, a dire il vero, per 25 minuti sempre avanti il Basket Fermo lo ha fatto per pochissimi punti che non faceva pensare a niente di particolarmente importante. Infatti gli ospiti a metà del terzo periodo hanno allungato il passo e raggiunto i padroni di casa restando in sostanziale parità fino ai secondi finali.

Ottima prestazione del solito Kennfil Bernard, ancora una volta miglior realizzatore dell’incontro, di Loris Verdecchia, con 5 triple individuali a referto, e di un ritrovato Davide Mezzabotta, solo 3 triple, si fa per dire, ma grande intensità difensiva e nell’impostazione del gioco. Ma quello che si è visto ieri sera, e che è mancato nelle gare precedenti, è stato il gioco di squadra: meno individualismi e più spirito di sacrificio hanno dimostrato che è possibile fare gruppo, giocare di squadra, creare più opportunità di canestro in attacco e più energia in difesa. Qualche rimpianto a dire il vero è venuto a più di un tifoso negli spalti pensando a quanti punti si poteva racimolare in più se la squadra avesse giocato in questo modo anche nelle partite precedenti, ma tant’è.

IL MOMENTO DECISIVO

I secondi finali vanno raccontanti partendo dal 61 pari, ad una ventina di secondi dalla fine. Possesso fermano con Loris Verdecchia che imposta il gioco camminando nella sua metà campo verso l’altra metà cercando di capire come impostare il gioco, quale schema chiamare in quello che avrebbe dovuto essere l’ultimo possesso, quello che sarebbe servito a scongiurare il tempo supplementare o peggio la sconfitta. Verdecchia si ferma a pochi centimetri dalla riga di centrocampo, senza attraversarla, a testa altra scrutando non si sa bene cosa ma qualsiasi cosa fosse è stata interrotta dal fischio dell’arbitro: infrazione degli 8 secondi. Gelo nella panchina e negli spalti fermani, boato di gioia dall’altra parte per l’inaspettato possesso regalato dagli avversari a pochi secondi dalla fine.

Si riparte dalla rimessa dei Fochi, qualche passaggio intorno alla linea dei tre punti per impostare il tiro definitivo quando, improvvisamente, Davide Mezzabotta si fionda come un missile su una palla intercettando un passaggio e deviandone appena il percorso. La palla sta uscendo dal campo quando lo stesso Mezzabotta vola fuori dal rettangolo di gioco e in sospensione rimette la palla in campo, per fortuna tra le braccia di Bernard. Verdecchia scatta in contropiede, Bernard lo serve e a pochi centimetri dalla linea dei tre punti si eleva in alto e scocca la bomba finale, la quinta della sua partita ma quella con più valore aggiunto, quella che ha fatto dimenticare l’ingenuità di pochi secondi prima e che ha portato la sua squadra alla vittoria.

Passata la sbornia della vittoria e trovata la chiave di volta per far girare nel verso giusto la squadra non bisogna farsi prendere dalla sconforto se nelle prossime gare qualche sconfitta dovesse pararsi davanti: giocare contro Macerata, Pedaso e San Severino, le prime tre in classifica, nelle prossime tre gare potrebbe minare la fiducia ritrovata ma non deve essere così, bisogna lavorare sul gioco di squadra, sullo spirito di sacrificio e prepararsi per vendere cara la pelle. Qualche soddisfazione potrebbe anche scapparci.

 

 

 


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