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Balneari, concessioni salve per 15 anni
Silvestrini: “L’ultimo step sarà in giunta”

PORTO SAN GIORGIO - Concessioni balneari salve. Almeno per i prossimi quindici anni. Stretta sui tempi, per concedere l'estensione, da parte della giunta Loira. L'assessore Silvestrini assicura. "Procedura chiusa entro pochi mesi".
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di Sandro Renzi

Concessioni demaniali salve. Almeno per i prossimi quindici anni. Ed a patto che non vi siano opposizioni. Ipotesi peraltro assai remota. La strada che il Comune di Porto San Giorgio seguirà è la stessa di Pesaro e Fermo. Arrivare quindi tecnicamente ad una estensione, e non proroga, della concessione per tre lustri, in attesa di capire come si muoverà nel frattempo il governo italiano sul quale pesa la spada di Damocle della direttiva Bolkestein. La stessa che impone la messa a bando di tutte le concessioni pubbliche nel territorio dell’Unione, tra cui quelle dei litorali.

Anche i balneari sangiorgesi, come i loro colleghi fermani, possono insomma dormire sonni tranquilli. “Per il 2020 sono già coperti –assicura l’assessore Massimo Silvestrini, con delega al demanio- ma contiamo entro qualche mese di chiudere la partita anche per i prossimi anni”. Le tappe sono state già delineate. Il Comune ricorrerà ad un annuncio per comunicare formalmente e pubblicamente l’intenzione di dare seguito ad una estensione delle concessioni balneari. Nel frattempo si resterà in attesa di eventuali opposizioni. “Non mi risulta che altrove siano state fatte” prosegue e confida ancora Silvestrini. A quel punto la giunta Loira delibererà indicando peraltro il modello di domanda che gli operatori del settore dovranno presentare. Alla fine di questo percorso il pezzo di carta che i balneari avranno in mano dovrebbe consentire loro di continuare ad operare senza problemi nelle strutture sui cui hanno fatto negli anni investimenti e sulle quali, tuttavia, altre risorse potrebbero essere spese per ammodernare e qualificare i servizi. Solo a Porto San Giorgio sono circa 60 le concessioni attive. Dietro a ciascuna ci sono, in qualche caso, più famiglie che operano assumendo personale stagionale e non solo. Si tratta a tutti gli effetti di imprese turistiche che vivono in un limbo da anni, strette tra un futuro incerto e la norma rigorosa dettata dall’Europa.


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