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Monte Rinaldo tra i “100 Ambasciatori
nazionali” con la campagna di scavi
nell’area archeologica ‘La Cuma’

MONTE RINALDO/ROMA - A ritirare il premio, ieri, nella celebre sala Koch di Palazzo Madama, il sindaco Gianmario Borroni
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La celebre sala Koch di Palazzo Madama ha ospitato ieri la presentazione del volume di pregio “100 Ambasciatori nazionali”, facendo da cornice alla cerimonia ufficiale per la consegna del simbolico Premio agli interpreti di quelle buone pratiche, prolifiche e floride, che conferiscono pregio al patrimonio territoriale italiano. E tra i 100 Ambasciatori nazionali, ambito e prestigioso riconoscimento, c’è anche il comune di Monte Rinaldo, con il progetto sulla campagna di scavo nell’area archeologica La Cuma. A ritirare il premio il sindaco Gianmario Borroni.
Il progetto editoriale “100 Ambasciatori nazionali” nasce per valorizzare e dare merito a Comuni italiani, aziende, enti, associazioni ed istituti che, con il loro operato, contribuiscono alla crescita del proprio territorio, nonché alla crescita della nostra amata Italia. L’evento, organizzato dall’associazione Liber ed in collaborazione con l’editore Riccardo dell’Anna, si propone di far conoscere al meglio le ricchezze storiche, naturali, tradizionali, economiche, sociali di ogni Regione, attraverso un lavoro finalizzato alla sensibilizzazione del valore del nostro Paese.

La fondazione di Monte Rinaldo – ricorda il primo cittadino – risale all’età romana. Dopo la distruzione del castello di Bucchiano nel 1378, gli abitanti si spostarono dove oggi sorge il Paese, poiché l’altitudine garantiva minore esposizione ad attacchi nemici. Fu oggetto di contesa tra il Ducato di Fermo, la città di Ascoli ed i monaci Farfensi della vicina Santa Vittoria, ma alla fine nel 1333 passò definitivamente sotto le dipendenze del vescovo di Fermo. Nel 1539 furono definitivamente stabiliti i confini con i vicini Montelparo e Sant’Elpidio Morico. In seguito Monte Rinaldo visse il dominio dello Stato Pontificio, dell’invasione Francese e di quella napoleonica fino alla restaurazione Pontificia ed alla proclamazione del Regno d’Italia nel 1861. Il Comune si erge su tre colli tra la valle tra il fiume Aso e l’Ete Vivo nella Regione Marche, a metà strada tra il mare Adriatico e i Monti Sibillini, con un clima temperato nelle notti d’estate ed un contesto in cui il tempo sembra essersi fermato. Vanto del borgo è il famoso tempio ellenistico-romano costituito da un porticato, da un tempio e da un edificio rettangolare ancora di incerta destinazione i cui resti monumentali lo rendono non solo uno dei più importanti della Regione, ma anche una gradita meta di escursioni a carattere culturale e turistico, alla scoperta dell’entroterra fermano. Tra le prelibatezze culinarie si evidenzia il castrato e le tipicità delle Marche Sud. Oggi Monte Rinaldo si presenta come un’importante meta culturale, enogastronomica, naturale e paesaggistica delle Marche”.

Sindaco che sulla campagna di scavo dell’area archeologica La Cuma, ricorda: “La campagna di scavo 2019 ha avuto ufficialmente inizio, i primi giorni di luglio, presso l’Area Archeologica la Cuma. Lo staff di archeologi e restauratori dell’Università di Bologna e della British school at Rome è stato impegnato per sei settimane nelle operazioni di scavo per approfondire quanto già emerso l’anno precedente e ad allargare l’area di indagine per chiarire aspetti fondamentali della storia del monumento e del sito. Quest’anno i lavori sono iniziati con la riapertura di parte dello scavo effettuato lo scorso anno, dal quale era venuto alla luce un vano, e i lavori sono proseguiti approfondendo lo scavo proprio attorno ad esso. Un’attività che ha coinvolto circa trenta giovani studenti universitari indaffarati nelle operazioni di recupero, oltre a Professori e Responsabili di cantiere, tutti impegnati nella valorizzazione dell’area che si realizzerà mediante l’allestimento di una mostra temporanea, a partire dal mese di settembre, che raccolga sia parte del materiale architettonico del santuario, scoperto nel secolo scorso e attualmente in corso di restauro presso i Laboratori del Disci (sede di Ravenna), sia parte dei reperti provenienti dai nuovi scavi dell’Università di Bologna. La campagna di scavo è un appuntamento particolarmente voluto e sentito dall’intera comunità, fortemente colpita dal sisma del 2016, per riscoprire un patrimonio comune che è il vanto del territorio. Tanti giovani, studenti e visitatori che possono visitare da vicino un cantiere di scavo che regala grandi scoperte. A fine luglio, al termine della campagna di scavo, i risultati delle ricerche sono stati presentati nel corso di una conferenza conclusiva organizzata dall’Amministrazione Comunale presso l’Area archeologica. L’incontro con gli archeologi dell’Università di Bologna e della Soprintendenza delle Marche ha avuto l’obiettivo di comunicare ad appassionati e studiosi le novità emerse oltre alle nuove prospettive di ricerca per questo sito unico nelle Marche. 


“Il Premio ‘100 Ambasciatori nazionali’ – spiegano dall’organizzazione del progetto – è dedicato a tutti coloro che nel loro territorio mettono in pratica azioni volte allo sviluppo socio-economico ed alla valorizzazione del patrimonio, diventando un esempio virtuoso per la comunità e personificando le cento migliori esperienze dedicate al benessere collettivo ed alla valorizzazione dei luoghi natii. I “100 Ambasciatori Nazionali” hanno avuto il coraggio di decidere, nonostante le difficoltà dei nostri tempi, di investire in prima linea sul benessere e sulla crescita dei loro territori. Ambasciatori radicati nelle proprie aree di riferimento che aiutano anche la nazione ad acquisire valore, creando occupazione e benessere sociale, diventando un punto di forza per la crescita ed il miglioramento delle sue potenzialità. La selezione si propone di individuare gli Ambasciatori Nazionali sulla base di alcune spiccate caratteristiche: la bellezza dei paesaggi, il ricco patrimonio storico e culturale unito alle molteplici e antiche tradizioni, le meraviglie dell’arte, la qualità dei prodotti alimentari, ma anche il gusto per l’ospitalità ed il coraggio di fare fronte alle difficoltà, incentivando attività sportive e artistiche.
Oltre a rendere omaggio ad istituzioni ed enti, la prima edizione del volume di pregio “100 Ambasciatori Nazionali” valorizza e pone in risalto le realtà aziendali italiane che hanno investito nelle loro aree creandovi benessere e prosperità; in tal modo, esse hanno reso possibile il rafforzamento di quel legame territoriale con le proprie tradizioni e consentito alla Regione di riferimento di farsene baluardo, nonostante le oggettive difficoltà dei nostri tempi. La squisita conduzione della eclettica giornalista Alda D’Eusanio per un affascinante viaggio tra gli esempi virtuosi di Comuni, enti ed aziende distintisi per le buone pratiche messe in atto nei lori territori. Tra gli interventi quelli di alcuni degli illustri membri del Comitato d’onore che ha selezionato gli Ambasciatori Nazionali. Tra questi, il presidente del comitato d’onore, l’attore e regista Carlo Verdone, il primo presidente della Suprema Corte di Cassazione Giovanni Mammone, il segretario generale della Corte dei Conti Franco Massi, il comandante generale delle Capitanerie di Porto italiane e Guardia Costiera Giovanni Pettorino, il vicecapo di Gabinetto del Ministero della Salute Tiziana Coccoluto, il coordinatore della Struttura di missione per la realizzazione di un polo centrale della sicurezza cibernetica del Ministero dell’Interno Roberto Sgalla, il direttore generale Ministero dell’Ambiente Maria Carmela Giarratano e il presidente di FederManager Stefano Cuzzilla, chiamati a relazionare sulle tematiche che costituiscono il leit motiv di tutto il progetto”.


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