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Calcinaro: “Sì convinto alla terza corsia
L’emodinamica programmata? Se la tengano”

FERMO - Calcinaro spera nell'ampliamento A14 e stronca "l'eccesso di formalismo della Regione sul no all'emodinamica a Fermo, da Cesetti uscita sguaiata sulla Soprintendenza"
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di Pierpaolo Pierleoni

Plauso all’impegno della Regione per premere sulla terza corsia, ma anche bordate verso Palazzo Raffaello sul no all’emodinamica a Fermo. Il sindaco Paolo Calcinaro tocca alcuni dei punti trattati dal governatore Luca Ceriscioli e dall’assessore regionale Fabrizio Cesetti, due giorni fa, nel rendiconto dell’attività svolta nella legislatura che volge al termine.

“Colgo con favore la posizione sulla terza corsia, che mi vede da sempre favorevole, sin dal 2006, quando l’amministrazione comunale di Fermo si espresse contrariamente all’opera – esordisce Paolo Calcinaro – Arrivare fino a Pedaso deve essere prioritario e slegato da eventuali arretramenti ed interventi particolarmente complessi nella parte più a sud delle Marche. Dato che in questo momento Autostrade per l’Italia sta aprendo a faraonici investimenti, di fronte all’ipotesi di revoca della concessione, potrebbe essere un’occasione particolarmente favorevole. Ma non possiamo legarci al secondo tratto o rischiamo di non partire mai. La terza corsia fino a Pedaso è già progettata e cantierabile, andiamo subito avanti con quella”. Calcinaro confida in una posizione favorevole anche da parte del comune di Porto San Giorgio, che in passato si espresse contrariamente all’ampliamento A14. “Credo che anche l’amministrazione sangiorgese, dopo gli ultimi accadimenti che hanno prodotto ricadute negative sulla città per il caos viabilità, possa essere disponibile. D’altra parte, la gran parte della terza corsia, dove si è realizzata, è stata costruita con ampliamenti in sede, non ha portato grandi scompensi sul territorio”.

Altro tema forte in senso di viabilità è la Mare-Monti: “Non dobbiamo dimenticarcene – puntualizza il primo cittadino di Fermo  – siamo l’unica provincia delle Marche senza un asse vallivo degno di tale nome. Ma non vorrei che nel parlare del tutto non si stringa nulla. Quello che possiamo ottenere immediatamente è l’ampliamento A14. Le due opere hanno la stessa dignità, ma una sta decisamente più avanti e si può ottenere in tempi più rapidi”.

Il tono si fa più duro, verso la Regione, quando si parla di emodinamica. Ceriscioli e Cesetti, due giorni fa, hanno escluso la possibilità di portare il reparto a Fermo, ma hanno puntato sull’importanza delle reti cliniche. “Mi ha sconcertato la distanza tra le esigenze per un servizio primario come emodinamica e il formalismo estremo della Regione – attacca Calcinaro – Se l’emodinamica che intendono per Fermo è quella programmata, se la tengano. Non ha senso. E’ un contentino. Apprezzo lo spirito del direttore Licio Livini, che cerca di programmare, con le competenze e le risorse a disposizione, un servizio più esteso possibile. Ma non basta. Non possiamo avere come unico appiglio la bravura del direttore d’area vasta. La Regione ci deve mettere del proprio, anche col rafforzamento della rete clinica delle Marche sud. Non mi importa dove sta il primario, mi interessa che ci sia un medico in grado di intervenire velocemente sul posto ed una equipe che lo possa sostenere. E’ un diritto, non si può liquidare nascondendosi dietro il decreto Balduzzi. Se si vuole, la modalità si trova, basta investire su risorse umane aggiuntive”. Calcinaro fa sapere di aver sentito i colleghi del Fermano e di essere pronto a convocare a breve un incontro della Conferenza dei Sindaci, “per chieder conto alla Regione di servizi sanitari e pronto soccorso”.

In chiusura, una stoccata all’assessore regionale Cesetti sulla questione della Soprintendenza assegnata ad Ascoli Piceno e non a Fermo. Ieri quest’ultimo aveva definito l’assegnazione di un ufficio decentrato a Fermo come un contentino ed una toppa peggiore del buco. “Un’uscita sguaiata, la sua – attacca Calcinaro – Vada a dire che è un contentino a chi avrà un punto di riferimento per il territorio per la ricostruzione delle proprie abitazioni dopo il sisma. Vada a chiedere a tecnici e cittadini se si tratta di qualcosa di inutile. Che poi gli ascolani siano stati più bravi per ottenere la sede della Soprintendenza è evidente. Il fatto che lo stesso giorno in cui si cercava un rimedio, i rappresentanti politici del Fermano fossero qualcuno a Roma, qualcun altro a magnificare in conferenza stampa i propri risultati, ci dà la risposta del perchè altri si siamo mossi meglio. Per non parlare del grande apporto arrivato tramite Facebook dai critici dell’ora dopo”. L’importante è che la sede decentrata che aprirà a Fermo abbia un referente architettonico ed archeologico per velocizzare le pratiche”.


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