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Marina, Cesaroni pronto a lasciare
“Il porto ha bisogno di prospettive certe”

PORTO SAN GIORGIO - Alvaro Cesaroni, nominato a dicembre presidente della Marina, la società che gestisce il porto turistico, potrebbe abbandonare l'incarico. Dimissioni in vista? "Ipotesi concreta" la definisce il patron della Sigma. Traballa anche il Cda: nell'aria le dimissioni anche di un secondo componente dei tre
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di Sandro Renzi

A distanza di un mese dall’elezione del nuovo Cda della Marina, il presidente Alvaro Cesaroni potrebbe lasciare l’incarico. Le sue dimissioni sarebbero sul tavolo. Ma il patron della Sigma, che conferma in queste ore l’indiscrezione, non sembra intenzionato a chiudersi definitivamente la porta alle spalle. “Ipotesi concreta” la definisce lo stesso Cesaroni. “Ho cercato in queste settimane di conoscere nel dettaglio la situazione. Il quadro nel suo insieme è senz’altro molto complesso e da parte della proprietà occorrono volontà e scelte precise per andare avanti”. Solo un mese fa la società che gestisce il porto turistico aveva rinnovato i suoi vertici con l’ingresso in Consiglio di Alvaro Cesaroni, Gilberto Belleggia, che nel 2019 aveva rivestito l’incarico di amministratore unico della Marina, e di Eugenio Michelino nella veste di amministratore delegato. Adesso qualcosa potrebbe rimettersi nuovamente in gioco. Cesaroni lo rimarca nero su bianco. “Occorrono prospettive certe, se queste vengono a mancare personalmente non me la sento di portare avanti iniziative a spot. Non è nel mio stile né nella mia volontà”. Il presidente, o forse ex a questo punto, rimarca l’importanza di una progettualità di medio e lungo termine, per restituire centralità al porto turistico.

E’ consapevole che intorno alla nomina del nuovo Cda si sono create molte aspettative, anche da parte dell’amministrazione comunale sangiorgese che sta definendo il piano regolatore del porto, e forse anche per questo  non rinuncia all’idea di una infrastruttura che in sé ha tantissime potenzialità da sviluppare. Ma anzi la rilancia. Si intuisce la sua passione per l’approdo sangiorgese e le sue vicissitudini, e per questo motivo ritiene che il porto non possa essere lasciato da solo e “che oltre ai privati pure gli enti pubblici debbano fare la loro parte”. “Il porto è strategico per il territorio sotto tanti punti di vista” aveva detto appena nominato presidente. A partire da quello turistico ovviamente. Ecco quindi l’ok all’ipotesi di agganciare lo scalo sangiorgese alla rete dei porti Marinedi, gruppo capitanato da Renato Marconi, a cui appartengono altri 14 approdi in tutta Italia. Una decisione strategica, accolta di buon grado da tutto il Cda. Decisivi sulla sua scelta di restare o meno alla guida del Cda stesso allora potrebbero risultare i prossimi giorni. Ma anche lo stesso Cda sarebbe in una situazione a dir poco traballante dal momento che in queste ore è circolata la notizia delle possibili dimissioni di un secondo componente. Mossa che, se confermata, porterebbe alla decadenza dell’organo societario. 


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