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Tragedia di Servigliano,
altri esami sul corpo di Jennifer

SERVIGLIANO - In mattinata l’incarico sarà assegnato al dottor Valsecchi, probabilmente già nel pomeriggio gli accertamenti: il nodo è l'ora della morte
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di Pierpaolo Pierleoni

Si era capito sin dall’inizio: la chiave del dramma di Servigliano sta nel corpo della piccola Jennifer. E per chiarire ogni aspetto sulla morte della bimba, ora si dispongono nuovi rilievi sulla salma. La Procura della Repubblica di Fermo formalizzerà in mattinata un incarico al medico legale Marco Valsecchi, per supportare il collegio che sta effettuando tutti gli approfondimenti scientifici sul caso. 

Alla dottoressa Alessia Romanelli, che ha effettuato l’esame autoptico, ed al dottor Rino Froldi, tossicologo che la affianca negli accertamenti, si aggiunge dunque un terzo professionista. L’incarico sarà conferito in mattinata e con ogni probabilità, già nel pomeriggio, sarà effettuato un nuovo esame sul corpo della bambina di 6 anni, all’obitorio di Fermo. Rimane il massimo riserbo, da parte degli inquirenti, sull’andamento delle indagini, che comunque dipendono in modo decisivo dai risultati dell’autopsia. Come noto, la madre della piccola, la 37enne Pavlina Mitkova, si trova in carcere con l’accusa di incendio doloso e morte come conseguenza di altro reato. L’ipotesi degli inquirenti è che abbia volontariamente appiccato il fuoco, la notte dell’8 gennaio, all’appartamento di Servigliano dove viveva con il marito e le due figlie. Il nodo cruciale del caso ruota intorno all’orario della morte di Jennifer Francesca. E’ stata uccisa dal fumo sprigionato dal rogo, come ipotizzato inizialmente, o è stata uccisa prima? E se questo è il caso, quanto prima, e come?

A difendere la donna l’avvocato Gianmarco Sabbioni, che valuterà domattina se incaricare un consulente di parte per assistere i medici nell’esame sulla salma di Jennifer Krasniqi. “Valuteremo dopo il conferimento dell’incarico – il breve commento del legale – Non sorprende si siano disposti ulteriori accertamenti, il fatto che non si sia rilasciato il nulla osta alla riconsegna della salma ed al funerale lasciava intendere la possibilità di approfondimenti. Fare ogni ipotesi è prematuro, dipenderà anche dal quesito che la Procura intende sottoporre al nuovo consulente”.


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