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“Una via dedicata ai martiri delle foibe”
La Lega porta in Consiglio la proposta

PORTO SAN GORGIO - Ordine del giorno della Lega per chiedere l'intitolazione di una strada o piazza ai martiri delle foibe. Il 10 febbraio verrà infatti celebrato il "Giorno del ricordo" istitutio con legge nel 2004. Un tentativo analogo era stato fatto dai consiglieri di FdI lo scorso anno, proponendo l'intitolazione di uno spazio cittadino a Norma Cossetto.
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di Sandro Renzi 

Dopo Fratelli d’Italia tocca alla Lega. “Dedichiamo una via o una piazza ai martiri delle foibe”. E’ la proposta contenuta nell’ordine del giorno depositato dal capogruppo Marco Marinangeli a fine mese.  Porta in calce anche la firma dell’altro consigliere del Carroccio, Renzo Petrozzi, ed è indirizzata al Presidente della civica assise, Giuseppe Catalini. La Lega punta in primis ad ottenere che l’Amministrazione Loira “sia promotrice di progetti scolastici volti a diffondere la conoscenza dei tragici eventi legati alle foibe e all’esodo giuliano-dalmata in tutte le scuole di ogni ordine e grado, così come disposto dall’Art.1 della legge 92 del 2004”. E poi ad ottenere che vi sia uno spazio della città formalmente dedicato alla memoria di queste vittime. Ad ottobre scorso i consiglieri di Fratelli d’Italia avevano proposto una mozione simile chiedendo di intitolare una via a Norma Cossetto, la giovane istriana uccisa nel 1943 dai partigiani titini. In Consiglio gli animi si accesero e per la mozione, solo discussa, non vi è stato alcun seguito.

La Lega prova adesso ad “allargare” la platea, parlando indistintamente di tutte le vittime gettate nelle foibe. “I massacri delle foibe sono stati eccidi ai danni di civili, militari, uomini, donne, bambini prevalentemente provenienti dalle zone della Venezia Giulia, del Quarnaro e della Dalmazia, avvenuti tra il 1943 ed il 1947, da parte dei partigiani comunisti jugoslavi guidati dal maresciallo Tito” scrivono Marinangeli e Petrozzi. Si stima che circa 250mila italiani furono costretti ad emigrare forzatamente dalle loro terre di origine. “Per troppi anni gli orrori delle foibe e delle vicende consumatesi nelle terre del confine nord est e in Dalmazia, sono stati taciuti e solo con la legge 92/2004 lo Stato italiano ha istituto il “Giorno del ricordo” in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata con l’obiettivo di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale”. Proseguono gli esponenti leghisti. Anche le Marche furono coinvolte negli anni dell’esodo. Il porto di Ancona fu luogo di arrivo di diverse navi che partivano da quelle terre fin dal 1947. Il 16 febbraio giunsero nella città dorica più di 2000 polesi, un quarto dei quali trovò subito accoglienza e rifugio nella caserma Villarey.


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