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Ex Ligmar, ancora tutto fermo; Felicioni:”Il Comune si muova per ottenere le opere compensative”

PORTO SANT'ELPIDIO - Il capogruppo civico:"Chiara la mancanza di interesse della proprietà ad investire, si lavori per escutere la polizza da 2,7 milioni di euro"
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Alessandro Felicioni

Si parlerà anche di area ex Ligmar al prossimo Consiglio comunale di Porto Sant’Elpidio. E’ il capogruppo del Laboratorio civico Alessandro Felicioni a proporre il confronto in aula attraverso un’interpellanza per verificare lo stato dell’arte su un piano di urbanizzazione che, dalla demolizione dei vecchi stabilimenti a marzo del 2016, è rimasto completamente fermo. Felicioni chiede di “monitorare lo stato di realizzazione del progetto, le condizioni di decoro e sicurezza dei beni della società proprietaria dell’area, il rispetto degli adempimenti fiscali a suo carico e le prospettive di definizione dell’area ex Ligmar”.

Il progetto di riqualificazione dell’area ex Ligmar

Il capogruppo civico evidenzia che il termine massimo per la realizzazione delle opere di urbanizzazione, come da convenzione, scadrà nel 2022 e teme che “nè la società, nè alcun soggetto terzo, saranno in grado di realizzare quanto a suo tempo previsto”. Nel piano di recupero erano previste anche alcune opere compensative per lo sviluppo del quartiere Fonte di Mare, come la via di raccordo ed una struttura polifunzionale, oltre alla rotatoria con sottopasso verso il lungomare Europa. Opere che, rimarca Felicioni, “sono destinate anch’esse a restare sulla carta in assenza di attivazione da parte del privato. A garanzia di tali opere compensative è presente specifica garanzia costituita da fideiussione per l’importo di euro 2.764.570,29 pari al valore delle opere di urbanizzazione previste. Inoltre, la società, nell’ambito del concordato fallimentare dell’ex Ligmar, ha acquisito anche svariate proprietà, ben 45 unità immobiliari e 14 terreni nel territorio di Porto Sant’Elpidio. Molti di questi risultano in stato di abbandono e incidono negativamente sul decoro del paese”.

Tutti elementi che, secondo Felicioni, evidenziano la mancanza di interesse del privato ad investire a Porto Sant’Elpidio. “Tale situazione – conclude il consigliere di minoranza – crea pregiudizio all’intero paese: compromette decoro urbano e vivibilità, senza contare la svalutazione indiretta che subiscono le abitazioni dei cittadini di Porto Sant’Elpidio a seguito del contesto urbano che si viene a creare per la presenza di beni non adeguatamente manotenuti”. Per questo, il leader del Laboratorio civico chiede all’amministrazione comunale di “verificare il decoro e la presenza delle condizioni minime di sicurezza di tutti i beni della proprietà dell’ex Ligmar, provvedendo ove necessario ad ordinanze contingibili e urgenti. L’assessore competente verifichi l’adempimento degli obblighi di versamento dei tributi locali, adottando le misure volte alla riscossione delle somme eventualmente dovute. Il sindaco riferisca sulla garanzia prestata dal privato, sulle sue condizioni e modalità di attivazione della stessa, monitorando tutti gli aspetti tecnico legali che consentano di mantenere in essere la garanzia stessa e di escuterla al verificarsi delle condizioni indicate”.


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