facebook twitter rss

LA LETTERA
L’Arcivescovo Pennacchio scrive ai malati oncologici: “Non siamo soli: in Cristo le nostre sofferenze si possono integrare, riconciliare”

La contingenza di questi due eventi, unita alla recente esperienza personale della malattia e del lutto, mi hanno motivato nel rivolgere a tutti voi, e in particolare ai tanti malati oncologici, queste mie parole
Print Friendly, PDF & Email

 

di Mons. Rocco Pennacchio, Arcivescovo di Fermo

Cari fratelli e sorelle,
abbiamo da poco celebrato la giornata mondiale del malato nella festa della Beata Vergine Maria di Lourdes. Proprio a ridosso di tale celebrazione la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha ufficialmente proclamato San Leopoldo Mandic patrono dei malati di tumore. La contingenza di questi due eventi, unita alla recente esperienza personale della malattia e del lutto, mi hanno motivato nel rivolgere a tutti voi, e in particolare ai tanti malati oncologici, queste mie parole. La Chiesa infatti, nel sentirsi vicina al corpo malato e sofferente dei suoi figli, ovvero a ogni forma di fragilità e malattia, è consapevole che essa stessa è ‘il frutto e il dono scaturito dalle piaghe di Nostro Signore Gesù Cristo’. La malattia è un passaggio, un Esodo, unico e delicatissimo. In questo passaggio la Chiesa di Dio, anche attraverso l’intercessione dei Santi, ci ricorda che non siamo soli, anzi: in Cristo le nostre piaghe e sofferenze si possono integrare, riconciliare, addirittura abbracciare. Per questo, voglio di cuore affidare all’intercessione di San Lepoldo Mandic i malati, il personale sanitario degli ospedali presenti nella nostra Diocesi, gli infermieri, i volontari che accompagnano i malati oncologici presso le loro abitazioni, non ultimi i familiari che sopportano e supportano la pesante croce della malattia. Colgo questa singolare occasione per ringraziare e assicurare la mia preghiera per tutti i cappellani dei nostri ospedali, cliniche e strutture sanitarie, per i diaconi e i ministri della comunione che li coadiuvano.

Carissimi, San Lepoldo ha sperimentato e toccato con Cristo e in Cristo le tante piaghe del peccato e della miseria umana in un instancabile ‘apostolato del confessionale’. In ultimo, egli stesso ha vissuto e abbracciato la malattia a causa di un tumore, dando una grande tesitimonianza di fede nel Signore il quale mai ci abbandona nella notte della vita. La Chiesa, a motivo di ciò, guarda e si affida alla sua santità anche per una particolare intercessione a favore dei malati oncologici. Nel voler condividere con tutti voi – in particolare con i tanti medici e oncologi e con i nostri ammalati – queste mie parole, affido la croce della malattia e la sapienza della scienza all’intercessione di San Leopoldo Mandic e alla Beata Vergine Maria di Lourdes. Maria salute degli infermi: prega per noi!

+ Rocco Pennaccio Arcivescovo


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti


X