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Fondazione San Giacomo della Marca,
scatta la petizione
per tutelare il Made in Italy

MADE IN - La fondazione presieduta da Massimo Valentini e costituita da docenti, piccoli imprenditori, professionisti, singoli cittadini, ha lanciato in queste ore una petizione popolare sulla piattaforma change.org, con raccolta di firme, indirizzata al Presidente del Consiglio Conte, al Commissario europeo Gentiloni, al ministro per gli Affari esteri Di Maio, al ministro per gli Affari europei Amendola e a tutti i parlamentari europei.
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La Fondazione San Giacomo della Marca, con sede a Porto San Giorgio, presieduta da Massimo Valentini e costituita da docenti, piccoli imprenditori, professionisti, singoli cittadini, ha lanciato in queste ore una petizione popolare sulla piattaforma change.org, con raccolta di firme, indirizzata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, al Commissario europeo Paolo Gentiloni, al Ministro per gli Affari esteri Luigi Di Maio, al Ministro per gli Affari europei Vincenzo Amendola e a tutti i Parlamentari europei.

«Di fronte alla crisi economica che scuote le nostre terre, allo spopolamento dei borghi collinari e montani, alla difficoltà sempre più diffusa di trovare lavoro, all’incertezza nel mondo delle imprese, siano esse del manifatturiero calzaturiero o del settore agro-alimentare, ai grandi problemi dell’artigianato, la Fondazione ha lanciato un manifesto per una iniziativa di base, intorno a cui coagulare le firme dei semplici cittadini.

Difendiamo il lavoro nella provincia italiana. Difendiamo il Made in Italy. Chiediamo alla politica italiana un impegno prioritario in Europa su questo tema.

In tempi di grandi sconvolgimenti tutti sono chiamati a un cambiamento per poter preservare il benessere raggiunto: gli imprenditori a innovare costantemente il proprio modello di business; e i lavoratori ad aggiornare costantemente le proprie competenze alla luce delle nuove tecnologie che si sviluppano.

Anche la Politica, però, deve fare la sua parte!

Chiediamo che ci sia una vera competizione in un mercato libero, senza trucchi tollerati per l’interesse di corporazioni piccole o grandi. La tutela del Made In è assolutamente prioritaria se vogliamo preservare lavoro e  benessere per gli abitanti dei nostri territori, e avere un futuro che non sia più avvertito come una minaccia.A questo punto, dopo decenni di promesse, non bastano più dichiarazioni pubbliche di sostegno formali e di facciata da parte dei politici. Quegli stessi politici che in privato e lontani dai riflettori continuano a sostenere l’irraggiungibilità dell’obiettivo. Così dicendo e non facendo, si è finiti a tutelare solo l’interesse di qualche realtà industriale che ha solo ostacolato il varo di una normativa cogente proprio per la tutela del Made In Italy.

Noi chiediamo che vengano approvate normative per cui il marchio Made in Italy possa essere utilizzato esclusivamente da chi svolga la prevalenza delle lavorazioni dei propri prodotti in Italia. È su questo tema che la politica italiana deve assumersi le proprie responsabilità senza scantonare o rinviare.

L’obiettivo potrà essere raggiunto solo a queste condizioni:

1) L’unica Istituzione adeguata per varare una normativa che tuteli il Made In è l’Unione Europea;

2) Occorre che in sede di Commissione Europea, di Consiglio Europeo e in tutti i consessi e i tavoli di lavoro europei, ci si impegni per trovare un punto di mediazione con gli altri Paesi Europei portatori di altri interessi: la mediazione è sempre raggiungibile se ci si impegna sul serio!

3) Per raggiungere questo obiettivo, non c’è bisogno di primi della classe inconcludenti, ma di un’azione coordinata e condivisa da parte di tutti i partiti e degli esponenti politici italiani presenti in Europa, siano essi pro tempore di maggioranza o di minoranza, affinché possano interloquire con una sola voce nel contesto UE. Solo la consapevolezza della assoluta urgenza di questo tema del Made In per il futuro delle nostre province può permettere uno scatto di responsabilità da parte della classe politica. Non abbiamo bisogno di rappresentanti politici che si accontentano di sparare slogan nelle piazze e sui social media, o che tutelano solo l’interesse di qualche circoscritta lobby. Abbiamo bisogno di una classe politica responsabile che, in un impegno anche oscuro, cerchi di raggiungere insieme questo obiettivo così vitale per il futuro dell’Italia». La petizione è già on line da alcune ore. Per firmare, occorre digitare http://chng.it/G5rQZDMnsp seguire le istruzioni. Il potere dei senza potere.


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