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Agrinsieme chiede rassicurazioni sul florovivaismo: “Con la perdita della stagione primaverile, addio al 60% dei ricavi annuali”

ECONOMIA - Il decreto non contiene, per ora, misure specifiche a tutela di un settore che rappresenta il 5% della produzione agricola totale. Le richieste del coordinamento di Agrinsieme al responsabile del Dicastero dell’agricoltura
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“Ringraziamo la ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali Teresa Bellanova per le importanti rassicurazioni che ha fornito in merito alla situazione del florovivaismo nazionale, la cui tenuta è a serio rischio a causa del protrarsi dell’attuale situazione emergenziale legata alla pandemia del COVID-19, o Coronavirus”.

Lo afferma il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italianiConfagricolturaCopagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, che nei giorni scorsi aveva scritto alla responsabile del Dicastero dell’agricoltura chiedendo interventi immediati a sostegno del comparto.

 

“Auspichiamo che le misure annunciate possano essere assunte quanto prima, magari già in sede di conversione del Decreto Legge ‘Cura Italia’ da oggi in vigore e che purtroppo non contiene ancora misure specifiche”, prosegue Agrinsieme, secondo cui “occorre tener presente la particolarità del comparto: ad esempio le imprese florovivaistiche sono nell’impossibilità di mettere il personale in cassa integrazione senza danneggiare la produzione. Le aziende florovivaistiche – continua il Coordinamento – vivono inoltre il paradosso di poter continuare a produrre, senza avere di fatto alcuna possibilità di commercializzare i loro prodotti, che hanno una forte deperibilità, alla stregua degli altri comparti della filiera alimentare. Insieme ai sussidi che la ministra ha annunciato, chiediamo pertanto che si faccia qualcosa per sbloccare le vendite, pur nel rispetto di tutte le disposizioni a tutela della salute previste dai decreti governativi, facendo un appello ai nostri potenziali clienti come la grande distribuzione e le aziende agricole. Guardiamo pertanto con fiducia alle misure compensative annunciate dalla Ministra a sostegno di un comparto che, come purtroppo molti altri, sta pagando a caro prezzo gli effetti del mercato fermo, del completo azzeramento degli eventi, della chiusura dei mercati ambulanti rionali, ma anche e soprattutto delle numerose disdette provenienti dal mercato estero, legate alla disinformazione, allo stop di importanti piazze di contrattazione, alle difficoltà dei trasporti nonché a fenomeni di opportunismo e concorrenza sleale. Ricordiamo, infatti, – aggiunge Agrinsieme – che perdere la stagione primaverile significherebbe dire addio al 60% circa dei ricavi annuali dell’intero sistema florovivaistico, con perdite che potrebbero arrivare addirittura al 100% per i produttori che si dedicano a produzioni esclusivamente primaverili. Il florovivaismo italiano – fa notare il Coordinamento – con una superficie coltivata di 29mila ettari, 27mila aziende produttrici e 100mila persone impiegate, produce un giro d’affari di circa 2,5 miliardi di euro l’anno, per un valore che rappresenta oltre il 5% della produzione agricola totale”.

 

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