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«Mascherina 19, aiutatemi»
In Quarantena le donne vittime
di violenza denunciano in codice

SOCIALE - Meri Marziali, presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità, cita l'esempio spagnolo e ricorda anche la app 1522 (su iOS e Android) per chattare con le operatrici
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di Andrea Braconi

C’è anche la firma di Meri Marziali, presidente della Commissione Regionale Pari Opportunità, nell’appello nazionale inviato la scorsa settimana al premier Giuseppe Conte e sottoscritto da oltre 800 donne. Tra queste l’ex presidente della Camera Laura Boldrini, le ex ministre Anna Finocchiaro e Livia Turco, la regista e scrittrice Cristina Comencini, l’avvocato e giornalista Anna Maria Bernardini de Pace. Un documento che, secondo Marziali, è riuscito ad unire mondi diversi in un’unica battaglia: quella contro la violenza fra le mura domestiche che, in tempo di pandemia, rischia di produrre una strage silenziosa.

“L’indiscutibile prescrizione di ‘stare a casa’ – spiega la presidente – può portare conseguenze nei contesti familiari difficili e violenti e per alcune restare a casa può essere un incubo. Da qui l’idea di una lettera aperta inviata al presidente Conte e alle forze politiche coinvolte affinché lo Stato faccia sentire la sua vicinanza alle vittime, non abbandonandole in questo momento”.

Negli ultimi 15 giorni, rimarca, le chiamate al numero verde antiviolenza e stalking 1522 si sono dimezzate rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. E sono diminuite di circa il 50 per cento anche le denunce alle forze dell’ordine. “La Quarantena ha aumentato le violenze domestiche e diminuito la possibilità di chiedere aiuto. La lettera inviata vuole richiamare l’attenzione, affinché si ristabilisca un filo di dialogo con le donne costrette in casa e in pericolo, riattivando la fiducia nelle istituzioni”.

A tal fine, le firmatarie dell’appello hanno richiesto la promozione di una comunicazione pubblica per divulgare il numero verde 1522. “Le donne – aggiunge – non devono restare sole con la violenza”.

Ma la domanda, come si usa dire, sorge spontanea: come si può telefonare se chi ti perseguita è lì accanto e controlla ogni movimento? “In Spagna – sottolinea Marziali – basta entrare in una qualsiasi farmacia e dire Mascherina 19 (Mascarilla 19) per denunciare la violenza. E proprio seguendo l’esempio spagnolo, l’Italia ha lanciato la campagna Mascherina 1522, una richiesta di aiuto in codice, un grido silenzioso da pronunciare da parte della donna vittima di violenza nelle situazioni in cui non può spiegare cosa le sta accadendo, per la presenza dell’uomo violento o per qualunque altra ragione”. Una formula, quindi, che fa capire ad ogni tipo di interlocutore – un farmacista, un commerciante, un amico, un vicino, un conoscente – che si ha bisogno di aiuto.

“Stiamo imparando molto dalla capacità di resilienza delle donne in questa fase di attesa e sospensione – prosegue -, impariamo dalla loro capacità di affrontare i momenti di vuoto, l’ansia e la frustrazione di non poter uscire, il dover limitare ogni contatto e relazione. Le storie di queste donne, la loro forza ci ispirano e ci motivano oggi più che mai. Il Coronavirus non ferma gli uomini che usano violenza, ma non ferma nemmeno le donne che continuano ad operare nei centri antiviolenza di tutta Italia”.

Il numero 1522, va evidenziato, è disponibile 24 ore su 24 e i centri anti-violenza sono operativi per via telefonica. “Le donne devono sapere che se chiamano c’è qualcuno dall’altra parte che risponde in italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo”. E un risposta attenta all’appello è venuta dalla ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti: “Per le donne che in questi giorni di isolamento subiscono violenze in casa, c’è il numero 1522 ma c’è anche l’app 1522 (su iOS e Android) per chattare con le operatrici e chiedere aiuto, h24. #liberapuoi è una nuova campagna per dire insieme che dalla violenza si può uscire”.

Perché la violenza sulle donne, per Meri Marziali e per ogni rappresentante istituzionale impegnata da anni su questo fronte, è una sconfitta per tutti. Anche oggi. Soprattutto oggi.


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