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”La crisi si affronta insieme”,
accordo per il presente
ed il futuro della Lega Pro

CORONAVIRUS - Nuova riunione in video conferenza tra i vertici della Serie C, Aic e Aiac per un gruppo permanente di lavoro incentrato sull’emergenza covid 19. Sul tavolo operativo diverse proposte a tutela degli attori protagonisti della terza serie calcistica nazionale
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Francesco Ghirelli durante l’inaugurazione, nel Marzo del 2019, della rinnovata sede della Fermana Football Club. Con lui il sindaco di Fermo, Paolo Calcinaro ed il presidente canarino Umberto Simoni. Alla sinistra del vertice della Lega Pro il direttore generale gialloblù, Fabio Massimo Conti

FERMO – Nel tardo pomeriggio di ieri, 7 aprile, si è tenuta in call conference una nuova riunione del tavolo permanente sull’emergenza covid 19 tra Lega Pro, Aic e Aiac.

Dalla riunione è emersa la chiara consapevolezza di tutte le parti dell’aggravarsi dello situazione economico-finanziaria che lo stato d’emergenza sta comportando. In particolare si è riflettuto sulla specificità delle problematiche sanitarie, economiche e gestionali che il mondo della Serie C sarà costretto ad affrontare.

Si è ribadito il comune obiettivo e la disponibilità di tutte le componenti di salvare il sistema nell’immediato, ma anche e soprattutto in un’ottica di medio-lungo periodo dove, come si evince dallo studio d’impatto presentato da Lega Pro, i danni cagionati dalla crisi sanitaria emergeranno in maniera più evidente.

Le parti si sono concentrate nell’analizzare la situazione dei tesserati che percepiscono un reddito inferiore ai 50.000 euro annui ed hanno assunto il comune impegno, valutata la specificità della serie C, di tutelare in particolar modo tali fasce di tesserati che la crisi ha colpito maggiormente, consci della sensibilità che per tale situazione hanno anche la Federazione e le altre componenti del sistema.

Per tali ragioni hanno convenuto di lanciare un accorato appello al Governo ed al Parlamento affinchè si riesca in tempi rapidi ad intervenire in due direzioni: da un lato attraverso la concessione dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali anche per i tesserati sotto i 50.000 euro di reddito annuo, strumento assolutamente necessario ed indifferibile in questo momento, e dall’altro attraverso l’introduzione di strumenti ad hoc che consentano ai club di sopperire alla carenza di liquidità ed ai danni cagionati dal maledetto virus.

E’ altresì emerso che la realtà che vivono i club ed i tesserati di Lega Pro consentirà comunque di trovare la migliore soluzione per tentare di risolvere le differenti problematiche delle singole realtà, ferma restando la necessità di un continuo coordinamento tra Lega, società e associazioni di categoria al fine di fornire il necessario supporto per preservare il sistema.

Il proficuo e costante lavoro del tavolo continuerà quindi con riunioni tra le parti al fine di avere un continuo confronto per verificare lo stato dell’arte ed essere di sostegno ai club ed ai tesserati.

“La tragedia che il maledetto virus ci sta provocando doveva e deve essere affrontata insieme, per questo l’unita‘ con l’Aic e l’Aiac è un fatto di straordinario valore. Interrompe una deriva che rischiava di far apparire il calcio incapace di trovarsi unito anche quando la casa crolla inesorabilmente – ha dichiarato il presidente della Lega Pro, Francesco Ghirelli -. La consapevolezza di una crisi inedita e della specificità della Serie C ci ha consentito un comune sentire: salvare il sistema e rappresentare insieme alla autorità di governo, ad iniziare dal ministro Vincenzo Spadafora, l’urgenza degli interventi che ci consentano di rimediare i danni”.

Non abbiamo molto tempo, dobbiamo nell’immediato avere un po’ di benzina, acquisire subito e poter utilizzare gli ammortizzatori sociali. Con Aic ed Aiac c’è l’impegno di tutelare le fasce deboli e più esposte degli atleti e dei tecnici. Si lavora sul territorio, è la scelta migliore – ha concluso il numero uno della terza serie calcistica nazionale -. Questo ci impone la profondità della crisi. In ogni club la conoscenza dei problemi è più profonda e più diretta, si conoscono. Il tavolo di coordinamento resta in piedi, è come se avessimo dato vita ad un Comitato di crisi. Siamo, tutti, un po’ più credibili e i grandi sacrifici possiamo soffrirli, ma con la consapevolezza che ci proviamo insieme”.

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