
Il direttore dell’area tecnica gialloblù, Massimo Andreatini, durante la diretta
FERMO – Quarto appuntamento con #FermanaLive quella andata in onda stamane, con i canali web gialloblù ad ospitare la doppietta al vertice dirigenziale, vale a dire il direttore dell’area tecnica Massimo Andreatini ed il direttore generale Fabio Massimo Conti.
“Bisognerà purtroppo convivere ancora con questo virus – l’approccio di Andreatini inevitabilmente incentrato sulla triste realtà del momento – , a mio avviso non ci mollerà fino all’estate inoltrata. Se non verrà debellato dovremo conviverci, ed intravedere una ripartenza oggi è davvero difficile. Lo standard tornerà senza dubbio ma sarà un percorso lento“.
“Arriveremo a chiudere la stagione in qualche modo secondo me, se non sul campo avremo a tavolino dei vincitori e dei perdenti perché la parte disputata sul campo parla chiaro, e quindi i verdetti, se verranno stilati, terranno conto inevitabilmente di meriti e demeriti acquisiti. Eventualità porte chiuse? Giocare senza pubblico non è la stessa cosa, ma tornare in campo sarebbe comunque un piccolo passo in avanti verso la normalità“.
“Ho uno stabilimento balneare sulla costa fermane e vivo a Rimini – ha proseguito l’ex atleta, tra le altre della Monturanese dei decenni andati – quindi vivo anche immerso nel turismo, un aspetto cioè che mi fa analizzare il coronavirus anche da un altro punto di vista. Con i colleghi ed i miei concittadini, vista la situazione attuale, sarebbe già tanto salvare il mese di agosto. Un danno, certo, ma ricordiamoci che in piena pandemia c’è anche ci di loro e non solo ha perso i cari“.
“Sarà comunque un calcio ridimnsionato verso il basso quello del dopo la pandemia – un altro inciso di Andreatini -, se non ora, più verosimilmente alla ripartenza del prossimo anno. Mister Mauro Antonioli? Come noto è in scadenza, ma si è fermato tutto all’improvviso, avevamo comunque iniziato a parlare per il futuro con lui”.
“Devo inoltre ammettere che davanti a tutti questi problemi, anche economici, i ragazzi si sono dimostrati davvero sensibili in questo momento di difficoltà, pronti ed elastici nell’accettare, senza tensioni e frizioni, eventuali cifre a ribasso nei loro confronti – la conclusione del dirigente -. Siamo una famiglia, e come tale, in momenti di difficoltà ogni elemento della stessa si stringe socialmente verso il bisogno”.

Il momento live del direttore generale
A seguire l’intervento di Fabio Massimo Conti.
“Gianni Infantino, guida della Fifa, ha parlato chiaro e con razionalità: in campo si tornerà solo se in piena sicurezza. Non ha senso ipotizzare date oggi, in primis bisognerà rispettare inoltre le autorità di Governo ed i relativi provvedimenti nel merito, e poi pianificare il calcio in seguito, nell’immediato per soppesare le sorti di stagione e non da meno, provvedere alla razionalizzazione successiva del futuro a medio e lungo termine”.
“Prepariamoci a potenziali cambiamenti epocali nell’ambito dello sport – ha precisato Conti -, quello che sta succedendo sarà studiato tra un paio di decenni sui libri di storia. Il nemico che stiamo combattendo, silente ed invisibile, lascerà profondi strascichi sotto ogni punto di vista. Ci sono società che si trovano nelle aree più colpite, con lutti anche interni: parlare in questi casi di ripartenza ed ordinaria amministrazione è decisamente complicato”.
“Andando al pratico – i punti cardine per la tutela della salute collettiva secondo Conti -, come potremo rispettare la distanza di sicurezza in campo, in hotel durante i pasti, sul pullman delle trasferte? Giusto per ragionare in termini schietti. Magari in Serie A hanno mezzi e risorse diverse per sopperire a tanti aspetti di questo tipo. Puntando solo sull’aspetto medico però, finché non ci sarà la piena sicurezza per tutti è davvero difficile pensare anche solo a riprendere con gli allenamenti”.
“Analizzando punto per punto, ed osservando le giuste precauzioni igieniche per tutti i tesserati, è ovvio poi che, su una situazione già tragica di suo anche a livello economico, ci sarà un netto lievitare dei costi gestionali, che non sono compensati affatto da contemporanee entrate. Anzi, se si giocherà a porte chiuse non avremo nemmeno i botteghini operativi su cui contare da prassi”ha proseguito.
“Ripartire ad ogni costo per me significherebbe rovinare la stagione dal punto di vista dei risultati sportivi, visti i tempi stretti tra ritorno in sicurezza sui campi di allenamento e la qualità dei match che sarebbero interpretati da giocatori fermi, nella sostanza, da mesi. Se così fosse il campionato corrente finirebbe non prima di agosto, e quando ripartiranno poi le danze del 2020/21? Per me è razionale uno stop già da questo momento, per evitare danni ben peggiori di quanto già sta accadendo”.
“Giudizi di merito frutto di quanto visto sul campo? Giusto a mio avviso che i primi in classifica vadano in Serie B, con retrocessione per chi veleggia all’ultimo posto della lista – la conclusione del dirigente -. Chiaramente chi retrocede potrebbe fare i ricorsi del caso ma, concretamente, quali altri ipotesi abbiamo per tracciare una rotta meritocratica ad oggi? Mai come in questo momento storico, dunque, c’è bisogno di mettere mano alle riforme complessive del nostro sistema calcio, sotto ogni punto di vista. Se non ora, quando?”.














