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Distanze di sicurezza nelle spiagge libere?
Con Romanella dal problema alla soluzione:
“Si installino cilindri per gli ombrelloni”

FERMO - "Senza un intervento che regoli l'utilizzo delle spiagge libere, potrebbe scatenarsi il caos. La soluzione dei cilindri per gli ombrelloni, che dovrebbero essere istallati dai Comuni, l'ho già sperimentata a Lido Tre Archi"
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Luciano Romanella

Distanze di sicurezza ai tempi del Coronavirus. Ok, bene. E in spiaggia? In questi giorni stanno girando le soluzioni più svariate, alcune anche già bocciate da molti operatori di spiaggia, come ad esempio i divisori in plexiglas. Ma, al netto delle ipotesi avanzate, la domanda a monte è e resta una sola: come far mantenere le distanze di sicurezza, appunto, in spiaggia durante la stagione estiva? Bene, nelle concessioni balneari ci sono comunque gli operatori, che lavorano e vigilano. E nelle spiagge libere come si fa? Per Luciano Romanella proprio queste potrebbero, senza un piano di intervento preventivo, diventare epicentro del problema, del mancato mantenimento delle distanze di sicurezza.

Ma Romanella al problema allega anche la soluzione: “E quello che propongo potrebbe partire da Lido di Fermo ed espandersi in tutta Italia. In questi giorni tutti parlano, si riempiono la bocca di chalet, spiagge, concessioni balneari. Ma secondo me il vero problema, se parliamo di far mantenere le distanze di sicurezza, sarà proprio sulle spiagge libere. Lì non ci sono operatori balneari a controllare e a regolamentare i metri tra un bagnante e l’altro. La soluzione che propongo? Semplice: i Comuni installino sulle spiagge libere dei cilindri su cui infilare gli ombrelloni. Cilindri da piantare nella sabbia, un sostegno per gli ombrelloni che, tanto, poi, trattandosi di spiagge libere, appunto, devono essere rimossi a fine giornata. Io questa soluzione l’ho adottata già in passato a Lido Tre Archi. In quel caso era un’operazioni più di stampo sociale, per andare incontro alle esigenze degli anziani. I cilindri andrebbero installati alla distanza stabilita dalla legge. E così, con la regolamentazione dell’installazione delle attrezzature balneari anche sulle spiagge libere, di cui dovrebbero occuparsi i Comuni, non resterebbe altro che controllare il corretto utilizzo della spiaggia. Insomma l’ordine deve arrivare dalle istituzioni e poi chi di dovere controllerà. E’ un gioco da ragazzi ma va fatto, altrimenti rischiamo il caos“.


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