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#FermanaLive, sotto i riflettori
il settore giovanile canarino

CALCIO - Per la settima puntata del rotocalco mediatico gialloblù l'analisi del relativo responsabile Andrea Tubaldi, del direttore operativo Massimiliano Sebastiani e del coordinatore Gianluca De Angelis
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In alto, da sinistra verso destra, l’addetto stampa Roberto Cruciani ed il direttore operativo del vivaio canarino Massimiliano Sebastiani. Sotto, a sinistra il responsabile Andrea Tubaldi ed il coordinatore Gianluca De Angelis

di Paolo Gaudenzi

 

FERMO – Nuovo appuntamento con il rotocalco gialloblù quello andato in onda stamane sul profilo Facebook della Fermana Football Club. 

Il settimo step di stagione con i tesserati canarini ha messo al centro del mirino il settore giovanile fermano, scuola calcio Elite, con gli interventi di Andrea Tubaldi, responsabile dello stesso e Massimiliano Sebastiani, direttore operativo. Al loro fianco Gianluca De Angelis, già tecnico dell’allora Unione Sportiva Femana ed oggi coordinatore del rinnovato vivaio.

Una puntata che, a causa della pandemia che ha definitivamente interrotto le gare nazionali per tutte le categorie giovanili, ha costretto i protagonisti di giornata a relazionare su quanto fatto per i mesi avuti a disposizione nella stagione sportiva ormai ufficialmente spedita, gioco forza, negli archivi.

“Quando il Coronavirus ha cominciato ad allargarsi ci aspettavamo una risoluzione simile – l’approccio di Tubaldi -, ora non ci resta che iniziare a stilare i consuntivi, resoconti che mettono in evidenza elementi felici. Molti dei nostri ragazzi sono infatti nel mirino di club prestigiosi, possiamo vantare ad oggi ben 30 giocatrici, dunque afferenti al nostro spicchio femminile e contiamo oltre 260 tesserati tra scuola calcio e settore giovanile. Dal 2018, inizio del nostro percorso, abbiamo visto lievitare il numero dei nostri tesserati. Non resta ora che pianificare il tutto alla volta della ripartenza futura – ha proseguito il responsabile del vivaio -. Dovremo però attendere la sistemazione di un quadro ad oggi ancora in divenire, continuando naturalmente anche la propositiva collaborazione con tutti i settori giovanili del territorio a noi collegati, vedi la Futura, il Tirassegno, Usa Santa Caterina e gli altri oltre la città di Fermo“.

“Organizzare una macchina del genere non è facile –  il contributo di Sebastiani -, abbiamo ben sei squadre nazionali e tra sedute di allenamento infrasettimanali e le partite nel week end, trasferte comprese, non è affatto agevole coordinare il tutto. Abbiamo lavorato sodo per imboccare la strada giusta, logistica e didattica. Merito anche dello staff con cui abbiamo condiviso la quotidianità, per un’organizzazione a piramide giunta in corso d’opera alla piena efficienza. E’ stato importante inoltre far capire ai tanti vivai del dilettantismo a noi collegati di lasciarci scegliere i migliori ragazzi, per dar loro un’opportunità importante. Vedi l’accordo con l’Afc Fermo, dove possiamo scegliere per primi e con criterio di qualità. Più selezioniamo e più l’asticella si alza, con tutti i benefici del caso nel medio-lungo periodo. Poi bisogna lavorare sulla crescita del singolo, umana, tecnica, comportamentale e quant’altro. La strada per giungere a certi livelli è lunga, ma siamo qui per questo”.

“Abbiamo avuto tante convocazioni nelle rappresentative nazionali –  le parole di De Angelis -, che vanno lette, decisamente, come punto di partenza e non di arrivo. Empoli, Entella, Perugia, Cagliari alcune tra le blasonate società che hanno messo gli occhi su tanti nostri validi ragazzi. Peccato, l’imperversare del Covid 19 ci ha interrotto un percorso di lavoro ben fertile. Non tutti i gruppi hanno la stessa qualità, ma fa parte del nostro agire. Abbiamo infatti schierato squadre con elementi sotto età per dar loro modo di crescere, vedi l’Under 16 a prestare molti tasselli alla compagine superiore dell’Under 17. Il nostro lavoro? Più si parte dal basso e più tempo abbiamo per incidere: vedi l’Under 14, dove possiamo costruire per tempo molti aspetti tecnici, ad esempio il calcio con ambo i piedi, e caratteriali. E’ chiaro che chi arriva invece già all’ex Allievi non ha gli stessi tempi per poter migliorare. Sarà solo il campo, infine, a selezionare chi potrà puntare definitivamente verso l’alto e non, come erroneamente si pensa in maniera ufficiosa, allenatori e dirigenti. Il miglior sponsor di un giovane giocatore, come facilmente intuibile, è lui stesso. Abnegazione, applicazione e volontà di migliorarsi per il bene proprio e delle squadra premiano sempre”.


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