facebook twitter rss

Rossi e Torresi: “Si chieda a Governo e Parlamento di voltare pagina o sarà un disastro sociale”

FERMO - Massimo Rossi e Giulia Torresi hanno proposto al consiglio comunale l'approvazione di un ordine del giorno
Print Friendly, PDF & Email

“Alla luce dell’inadeguatezza ed insufficienza dei provvedimenti sino ad ora adottati dal Governo a sostegno degli enti locali nell’emergenza sociale ed economica prodotta dall’epidemia covid-19, come consiglieri comunali di Fermo abbiamo ritenuto importante proporre al Consiglio Comunale l’approvazione dell’ordine del giorno allegato (promosso congiuntamente con amministratori di altri Comuni coordinati nella “rete delle città in comune”), allo scopo di chiedere al Parlamento risposte adeguate alla gravità della situazione ed una vera e propria svolta rispetto alle politiche di questi decenni”. Così i consiglieri comunali fermani Massimo Rossi e Giulia Torressi di L’Altra Fermo e Fermo Migliore annunciano la proposta di un ordine del giorno.

“La sensazione – spiegano –  è che non ci sia adeguata percezione della portata dell’impatto che nell’immediato futuro si scaricherà sui Comuni come primo front office della devastante crisi sociale che sta dilagando, e che senza correttivi forti e velocissimi creerà una situazione deflagrante per le comunità locali. Il rischio è quello di un vero e proprio collasso dei Comuni – stretti da anni di politiche di tagli, riduzioni dei trasferimenti, blocco delle assunzioni e privatizzazioni – a fronte anche delle minori entrate derivanti dai tributi locali e bisogni sociali crescenti. Nel momento in cui a livello europeo viene sospeso il patto di stabilità far permanere, invece, vincoli di spesa e forme punitive per i bilanci dei Comuni in difficoltà significa condannare milioni di cittadini e cittadine a condizioni sempre più drammatiche. Occorre un provvedimento urgente attraverso il quale gli enti locali siano messi nelle condizioni di sospendere e anche cancellare in alcuni casi il pagamento le tasse locali per i cittadini e le cittadine in particolare condizione di fragilità, a seguito della attuale crisi sanitaria, sociale ed economica, senza oneri e conseguenze”.

I due consiglieri aggiungono: “I 3,5 miliardi di finanziamento straordinario annunciati nel prossimo decreto governativo sono al contempo assolutamente insufficienti. Non solo vanno almeno raddoppiati e gestiti in maniera radicalmente diversa, ma servono poi risorse ad hoc sia sul fronte della emergenza abitativa, per la realizzazione di nuovi piani per la mobilità, a sostegno della cultura, assolutamente indispensabili se si pensa ad una riapertura delle attività, e per preparare la riapertura delle scuole. Si chiede altresì che venga sospeso il pagamento degli interessi sul debito da parte degli enti locali e che al contempo Cassa Depositi e Prestiti torni a svolgere un vero ruolo pubblico, prevedendo per i Comuni la possibilità di accendere mutui senza alcun interesse da pagare. Infine vanno adottati provvedimenti di riforma radicale per il governo degli enti locali a partire dalla fiscalità, rimettendo al centro oggi più che mai il principio di progressività sancito dalla nostra Costituzione”.

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti