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Farmacia, minoranza sul piede di guerra
“La gestione in mano al Comune”

PORTO SAN GIORGIO - Opposizione sul piede di guerra. Contestata la scelta di affidare alla Sgds Multiservizi la gestione della farmacia comunale. "La sua gestione deve restare pubblica" tuonano dai banchi della minoranza.
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Bufera sulla scelta di affidare la gestione della farmacia comunale alla Sgds Multiservizi. L’ok è arrivato l’altra sera dalla maggioranza di centrosinistra su proposta dell’Amministrazione Loira. Ma l’opposizione, che aveva chiesto di rinviare il voto per approfondire alcuni punti, compatta ha detto di no, puntando piuttosto sul suo rilancio da parte dell’ente. Il Comune rivierasco percepirà un canone dell’8% sul fatturato netto delle vendite fino a 1 milione di euro, valore oltre il quale parteciperà esclusivamente agli utili della società. Questo in estrema sintesi il contenuto dell’accordo. “Come consiglieri di minoranza abbiamo affrontato il Consiglio con spirito di solidarietà e volontà di collaborare alla migliore gestione della cosa pubblica, invitando l’Amministrazione a rinviare la votazione dopo avere chiarito alcuni punti fondamentali, che l’istruttoria comunale non ha affrontato” così gli esponenti della minoranza Del Vecchio (Fi), Agostini e Vitturini (FdI), Petrozzi e Marinangeli (Lega) ed il civico Bragagnolo.

“Come Amministrazione Agostini abbiamo dato a costo zero ai sangiorgesi una farmacia nuova e attrezzata con ampio parcheggio e zero canone di locazione fino al 2027” ricordano i consiglieri di centrodestra. Prima invece si pagavano di affitto 10.000 euro netti l’anno. Diversi i quesiti posti all’Amministrazione: “Perché una gestione privata?” ed ancora “perché non procedere con gara di evidenza pubblica aperta a professionisti del settore e invece ci si affida a chi ha competenza di rifiuti”. Minoranza che passa al microscopio l’operazione chiedendo se ci sia un piano di investimento e sviluppo. “Quale il piano di sostenibilità finanziaria dell’operazione?” sono queste alcune delle domande che la minoranza rivolge alla giunta per fare chiarezza sulla contestata delibera. “Il coronavirus dovrebbe aiutare a comprendere che la farmacia comunale è un servizio pubblico locale di rilevanza economica volto alla migliore tutela della salute pubblica e per questo la gestione deve rimanere comunale“.


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