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“Noi siamo collaborativi ma la giunta
procede in solitaria con decisioni frettolose”
la critica di Montegranaro tra la Gente

MONTEGRANARO - Il gruppo di minoranza elenca tutti gli argomenti su cui solleva dubbi e perplessità
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“Caro Sindaco e cari Assessori, noi ci siamo e vogliamo aiutarvi: per il bene della città, smettetela con i troppi personalismi e metteteci nella condizione di farlo.
Ci accorgiamo, e lo diciamo purtroppo con infinito rammarico, che oltre al pericoloso Covid-19 serpeggia nella politica cittadina un altro e non meno pericoloso virus, quello delle decisioni frettolose, prese in assoluta solitudine senza che le stesse portino i benefici che la collettività si aspetta da essi”. Inizia così la reprimenda che il  gruppo di minoranza ‘Montegranaro Tra la Gente’ muove nei confronti del primo cittadino Mancini e della sua giunta. 

“Nonostante da qualche tempo vi sia stata da parte del nostro gruppo consiliare Montegranaro Tra la Gente – si legge nella nota del gruppo consiliare di minoranza – la più totale e ampia disponibilità ad affiancare il sindaco e la giunta comunale cercando di apportare idee e sostegno fattivo per poter alleviare le preoccupazioni e i problemi della cittadinanza, registriamo che questa nostra disponibilità, pur apprezzata nelle forme, sia rimasta solo uno slancio propositivo.
Segnaliamo, a puro titolo informativo, alcune scelte effettuate dalla giunta e dal sindaco che, per la troppa ansia di voler fare da soli, potevano sicuramente essere gestite meglio.
Partiamo dai Bonus alimentari: avevamo chiesto che le graduatorie di assegnazione degli stessi venissero fatte con il coinvolgimento della Caritas cittadina, che conosce purtroppo chi della politica del sostegno si approfitta e chi, invece, di quel sostegno ne ha reale bisogno e talvolta, anche per pudore, non può arrivarci. La Caritas eroga tutti i giorni tali provvidenze e pertanto è perfettamente in grado di conoscere i tanti e troppi bisognosi del territorio: purtroppo, la smania di stilare in fretta un bando e non lasciare ad altri la paternità di un aiuto, ha indotto sindaco e amministrazione, nonostante un coinvolgimento solo formale, all’esclusione della Caritas dalla formazione delle graduatorie.
Il risultato è stato quello di vedere alcuni buoni utilizzati per generi voluttuari, acquisto di alcolici o acquisti che, con la povertà, non hanno nulla a che fare.
A solo titolo di informazione risulta che delle circa 390 domande accolte, 157 siano di cittadini stranieri, oltre il 40%.
Passiamo alle mascherine: pur essendo profondamente grati alla Protezione Civile che si è presa l’onere ed il grande rischio di consegnare una mascherina per ciascun nucleo familiare, dobbiamo rilevare che magari si sarebbe potuto aspettare a consegnarle fino a quando non ce ne fossero state in numero maggiore: il dover ripetere, con tutti i rischi del caso, un’altra distribuzione domiciliare per altro esiguo numero di pezzi, ci sembra sforzo inutile e pericoloso. Oltre a ciò evidenziamo che parte di quelle mascherine è stata acquistata ad un prezzo più che doppio (1,20 euro) rispetto a quelle, analoghe, che un nostro consigliere aveva segnalato a 0,50 euro e che sono state rifiutate.
Parliamo di test sierologici: nell’incontro con i consiglieri tenutosi lo scorso 9 aprile, abbiano manifestato al sindaco la nostra contrarietà all’acquisto massivo di test sierologici sia perché essi avrebbero impegnato cifre del bilancio comunale, sia perché gli stessi non davano certezza alcuna della positività e soprattutto, visto che non erano stati ancora validati, si ponevano in aperto contrasto con le linee ministeriali. Tuttavia dopo qualche giorno abbiamo appreso che gli stessi, sia pur in numero di qualche centinaio, sono stati comunque acquistati dal sindaco. Reputiamo che, questa mania di protagonismo con il conseguente risalto mediatico che la scelta comporta, mal si concili con le ristrette risorse del bilancio e con l’aiuto che, con le stesse somme, può essere dato a qualche famiglia in difficoltà.
Passiamo al Piano di aiuti: ricordiamo che Montegranaro, come rilevato dal Sole 24 Ore lo scorso 15 aprile, è il secondo paese italiano per ordine di importanza (con il 79% di lavoratori fermi per il lock-down) tra quelli piegati dalla crisi e della misure di contrasto per la diffusione del virus. Nessuna misura di sostegno si è sentita per gli industriali che pure, a livello di tasse comunali e servizi, quale quello della fibra (resosi possibile grazie all’interessamento del consigliere Lucentini) ne ha estremamente bisogno.
E concludiamo con il conferimento rifiuti in discarica: nessuna novità invece circa il discorso della raccolta rifiuti. Qualche giorno fa, l’assessore con la delega a tutto, in sede di riunione dei consiglieri aveva garantito il suo interessamento per poter far riaprire l’Eco Centro o quantomeno studiare una modalità, anche in forma di raccolta domiciliare, per poter conferire i tanti rifiuti che si stanno producendo da parte di chi, in questi mesi, ha approfittato per ripulire cantine, soffitte e garage.
Segnaliamo, dopo averlo fatto inutilmente con l’assessore, che il servizio della raccolta domiciliare degli ingombranti deve essere ripristinato quanto prima perché il numero verde per richiedere la raccolta dei materiali ingombranti al proprio domicilio non funziona più da molto tempo e Dio sa quanto in questo momento ce ne sia bisogno.

Potremmo proseguire ma, per decenza, vogliamo fermarci qui: oltre a vedere non accettato il nostro aiuto, questa maggioranza appare come un carro che viene trainato in tutte le direzioni da parte dei vari assessori senza però riuscire a procedere speditamente verso nessuna direzione.
Ricordiamo che Montegranaro, oltre al valore dei funzionari e dipendenti comunali, del segretario comunale e del gruppo di minoranza (non di opposizione), potrebbe contare sul ricco tessuto associativo e su molte altre forze che, tutte insieme, potrebbero meglio affrontare e trovare soluzione in questo difficile momento.
Alcuni consigli ci sentiamo di darli: i momenti che ci aspettano sono drammatici, sia in termini di perdita di occupazione visto che alcune stime parlano di oltre 700 licenziamenti che si verificheranno entro fine anno, come pure per la chiusura per la crisi di molte attività cittadine. In questo quadro il ruolo dei servizi pubblici sarà sempre più necessario come pure le riscossioni dei tributi si farà sempre più problematica. Le poche risorse non possono più essere sprecate e ogni spesa deve essere attentamente valutata e tesorizzata. E’ un momento molto duro e, se vogliamo uscirne, è necessario lo sforzo di tutti anche quello di noi consiglieri di minoranza”.

 


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