facebook twitter rss

Il Coronavirus non ferma le celebrazioni per il 75° anniversario della Liberazione

LIBERAZIONE - Da Fermo a Porto San Giorgio passando per   Sant'Elpidio a Mare fino a molti altri Comuni più piccoli, sono state diverse le cerimonie, seppur ridotte ai minimi termini
Print Friendly, PDF & Email

 

Un anniversario celebrato senza cortei, senza discorsi, senza inni per via delle limitazioni vigenti per l’emergenza Covid-19 in corso e il ricordo dei sacrifici, anche in termini di vite umane, per la conquista della libertà assume un diverso sapore. Nonostante questo i sindaci dei comuni del Fermano non hanno rinunciato a rendere omaggio a coloro che hanno dato la vita per la liberazione dal nazifascismo. Da Fermo a Porto San Giorgio passando per   Sant’Elpidio a Mare fino a molti altri Comuni più piccoli, sono state diverse le cerimonie, seppur ridotte ai minimi termini, in occasione del 75° anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo.

A Fermo il sindaco Paolo Calcinaro ha posto la corona d’allora sulla lapide posizionata sulla facciata di palazzo dei Priori. Un momento che negli anni passati vedeva anche la partecipazione delle massime istituzioni, delle scuole e delle associazioni dei reduci di guerra ma che quest’anno ha avuto un tono minore senza però perdere il suo significato.

Porto San Giorgio

A Porto San Giorgio In un’assolata e deserta piazza 25 aprile il sindaco Nicola Loira ha reso oggi omaggio alle vittime della Liberazione nel giorno del 75esimo anniversario. Anche qui la cerimonia ha tenuto conto delle disposizioni ministeriali legate all’emergenza Coronavirus ed ha visto la partecipazione del primo cittadino, del presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Catalini, del comandante della Municipale Giovanni Paris e di due agenti. Alle 12 in punto è stata deposta una corona d’alloro in memoria delle vittime. Dopo un momento di raccoglimento, il primo cittadino ha voluto esprimere una riflessione sulla ricorrenza. “Non si possono fare paragoni tra le tumultuose giornate della Liberazione e ciò che stiamo vivendo: la storia ci ha però permesso di trarre degli insegnamenti da utilizzare anche in questi momenti difficili. Mi riferisco alla necessità di fare comunità, un valore che abbiamo ereditato dalle tragiche giornate della Resistenza e che può ancora guidarci – ha detto Loira – . Significa non dividersi sui valori fondamentali e fondanti la nostra società che nascono dalla sciagurata esperienza della guerra. Qualunque sia la causa della privazione, la dittatura o un virus, la storia ci insegna che bisogna stare sempre dalla parte della libertà. Essere quindi partigiani, lottando ogni giorno per una società più giusta e solidale”. Il sindaco ha concluso riportando la citazione dello scrittore cileno Luis Sepulveda, stroncato dal Covid lo scorso 16 aprile in Spagna: “La libertà è uno stato di grazia e si è liberi solo mentre si lotta per conquistarla”.

Sant’Elpidio a Mare

A Sant’Elpidio a Mare il primo cittadino Alessio Terrenzi si è recatoo alla stele di Cascinare, come di consueto, per ricordare in particolare il sacrificio in vite umane di due giovani della zona, Silvano Mecozzi e Vincenzo Borraccetti, che il 20 di giugno del 1944 vennero uccisi dai soldati tedeschi che in quei giorni avevano il loro presidio nella vicina Civitanova Marche. “Un tributo, il loro – spiega Alessio Terrenzi –  che si somma a quello pagato da tutti coloro che sono caduti per conquistare la libertà. Ammetto che in quei momenti di silenzio, seguiti alla deposizione di una corona d’alloro, il mio petto si è riempito d’orgoglio al pensiero dei nostri antenati che hanno lottato per consegnarci un’Italia libera e democratica. Un orgoglio che ho sentito sottopelle nel leggere i nomi scritti sulla lapide e che hanno richiamato anche tanti altri volti, tante altre voci di uomini che hanno combattuto per la nostra libertà. Il silenzio di quei momenti mi ha anche fatto pensare a quanto la libertà, conquistata a caro prezzo, sia fragile e come vada preservata sempre, anche in momenti in cui la guerra è lontana, relegata nei nostri ricordi o sui libri di storia. L’esperienza che stiamo vivendo ce lo dimostra. Oggi il nostro è un nemico che non vediamo ma che miete vittime, non fa rumore ma si insinua nelle nostre esistenze con violenza, è esso stesso un’arma letale contro la nostra esistenza. Ed oggi siamo chiamati a difendere la nostra vita su un piano diverso, con diverse modalità, con una diversa consapevolezza e diversi strumenti. Primo tra tutti, lo strumento del buonsenso, quello che ci impone di rispettare le regole anche quando esse limitano i nostri spostamenti. Oggi mi permetto di dedicare questa festa a figure che furono fondamentali allora, ma che spesso si dimenticano, e che sono fondamentali oggi: i medici. Furono protagonisti in tempo di guerra quando dovevano ricucire, medicare, sostenere i soldati con quei pochi mezzi che erano a disposizione; sono protagonisti oggi nel far fronte ad una pandemia mondiale. Oggi come allora, la loro dedizione, il loro sacrificio, la loro instancabile professionalità danno un contributo fondamentale alla riconquista della nostra libertà, della nostra serenità. A loro, al personale infermieristico, paramedico, agli ausiliari e a tutti coloro che lavorano per salvare la vita degli altri che dedico la ricorrenza di oggi”.

Fermo

Porto San Giorgio

Sant’Elpidio a Mare

riceviamo e pubblichiamo da Simone (da Fermo) la foto del Tricolore: “Sventola sempre il Tricolore con dietro l’azzurro dell’Italia”


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti