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«Da noi nessun caso di Covid, strategia vincente»
Il piano d’azione
e la programmazione del ‘Sassatelli’

FERMO - La Casa di Riposo Sassatelli ha il suo nuovo direttore: è Fabrizio Zechini. Il consigliere anziano Mario Liberati: "Passata questa fase difficile per tutti, ho motivo di ritenere che la volontà degli amministratori, la disponibilità e le capacità del personale potranno consentire alla struttura e soprattutto agli ospiti un’esistenza sempre più sorretta dai mezzi che la tecnologia mette a disposizione ma soprattutto dal calore umano che solo una vicinanza attenta sa suscitare"
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Fabrizio Zechini

di Simone Corazza

La nomina a direttore di Fabrizio Zechini ha riportato, in queste ore, la casa di riposo ‘Sassatelli’ alla ribalta delle cronache locali. Zechini, nome molto conosciuto nel territorio per aver svolto con professionalità e competenza dal 1977 al 2018 il lavoro di medico di base (ha anche svolto il ruolo di Medico Legale e medico competente del lavoro), ha già avuto modo di visitare, accompagnato da alcuni consiglieri, la storica struttura (che trae le sue origini fin dal 1854 nella città di Fermo) e ha incontrato alcuni dipendenti amministrativi e sanitari che vi operano. Ha anche preso visione delle attuali condizioni di vita degli ospiti presenti, anche in relazione alla particolare emergenza sanitaria.

E la sua prima puntualizzazione non lascia adito a interpretazioni: “Al Sassatelli fino ad oggi non abbiamo avuto nessun caso di contagio da Coronavirus”. Una puntualizzazione resasi necessaria anche e soprattutto a seguito di illazioni e notizia non vere, circolate in queste ore sui social, su presunti casi, appunto, di contagio all’interno della struttura. Chiacchiere che hanno messo in allarme alcuni dipendenti ma spazzate via dal nuovo direttore e dal consiglio di amministrazione: “Sono solo voci infondate, gravi perché prive di qualsiasi fondamento di verità”. Dopo la visita, Zechini e i consiglieri, in relazione a come è stata gestita l’emergenza Covid 19, hanno ringraziato in primis la caposala Giovanna Manco e tramite lei tutto il personale della Casa di Riposo per aver protetto in modo esemplare ogni singolo ospite. Una puntualizzazione che si rende, però, ancor più necessaria dal momento che le case di riposo, in queste settimane, a livello nazionale sono passate al microscopio, anche con ispezioni sanitarie e indagini, proprio per il propagarsi del contagio. A fare il punto della situazione sul Sassatelli è il consigliere anziano Mario Liberati.

Mario Liberati

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Quale è la situazione al Sassatelli?

“Attualmente la situazione può definirsi sotto controllo; a differenza degli scenari riportati dai vari giornali e telegiornali nazionali, all’interno della nostra struttura non si sono registrati, tra ospiti ed operatori, casi di contagio da Covid-19. La Casa di Riposo Sassatelli ha anticipato ed attuato tutte le misure possibili messe a disposizione dalla comunità scientifica; in questo senso a tutti gli operatori è stato fatto il tampone che ha certificato la non presenza di questo nemico invisibile.
E’ grazie al gioco di squadra e alla collaborazione di tutti se ad oggi siamo riusciti a scongiurare il contagio; la professionalità, la prevenzione, la tempestività, nonché le competenze e la determinazione messa in campo in ogni ordine e grado all’interno della Struttura hanno contribuito sin qui all’ottenimento di questo ottimo risultato”.

Come avete fronteggiato l’emergenza?

“Nulla è stato lasciato al caso. In considerazione della fragilità degli anziani presenti nella casa di riposo, alcuni protocolli per la messa in sicurezza degli ospiti sono stato avviati prima della proclamata dichiarazione di emergenza nazionale. L’emergenza è stata sin qui ben gestita e si è evoluta nel corso del tempo, seguendo le direttive attuative nazionali, previste dai vari Dpcm del Consiglio dei Ministri, nonché le disposizioni emanate dalla Regione Marche e dal Comune di Fermo. Sin dalla metà di febbraio sono state messe in campo delle restrizioni di rilievo: dapprima abbiamo limitato gli orari di accesso alla struttura ai familiari ed ai non addetti; dal 9 marzo abbiamo deciso di chiudere completamente agli esterni il Centro Anziani. Questa misura preventiva è al momento ancora vigente. Oltre a ciò sono stati presi tutti gli accorgimenti necessari in materia di prevenzione e formazione specifica di tutti gli operatori della struttura (Infermieri, Operatori socio sanitari, Amministrativi, Addetti alla cucina e alle pulizie). Un grande plauso va ai medici di medicina generale e alla caposala che si sono adoperati sin dalle prime battute al fine di tutelare la salute e il benessere degli ospiti della struttura, il tutto per limitare al massimo eventuali accessi al Pronto Soccorso, ridurre le visite specialistiche e il rinvio di esami diagnostici. Una strategia che fino ad oggi che è risultata vincente sul fronte dei possibili contagi. Ultima menzione, ma non meno importante, tutti gli operatori sono stati dotati dei dispositivi di protezione quali mascherine, camici, guanti e disinfettanti. In tal senso la struttura, nella figura del Consiglio di Amministrazione e nel personale amministrativo, si è molto adoperata, non lesinando nell’acquisto di questi mezzi, atti a tutelare la salute in primis dei nostri operatori e di conseguenza degli ospiti stessi. Abbiamo ricevuto nel contempo numerose donazioni da parte del Comune di Fermo, della Protezione Civile, di imprese/aziende del territorio, nonché privati, che ringraziamo per la vicinanza dimostrata a favore delle persone più deboli e della Casa di Riposo che,nata nel 1854, è e rimane la struttura più remota del comune di Fermo e della Provincia per la tutela degli anziani in difficoltà.

Quali sono state le principali difficoltà incontrate e quali quelle che prevedete di dover affrontare?

“Tutte queste misure prese sin qui hanno inevitabilmente generato delle complessità in capo a diversi aspetti della vita quotidiana della struttura. Il lavoro degli operatori si è dovuto necessariamente adattare a questa nuova ed inaspettata emergenza. E’ stato creato un reparto ad hoc di isolamento nell’eventualità di dover fronteggiare un’eventuale criticità.
Gli ospiti non hanno più potuto ricevere visite dai propri familiari e al contempo quest’ultimi, abituati a poter visitare i propri cari liberamente, hanno dovuto digerire, loro mal grado, le disposizioni messe in atto dalla Casa di Riposo per tutelare la salute e il bene di tutti.
A tal proposito abbiamo immediatamente fornito agli ospiti la possibilità di rimanere in contatto con i propri cari attraverso le video chiamate. Questo servizio, messo in campo dalla psicologa della struttura, è stato molto apprezzato; si tratta di un vero e proprio sostegno psicologico alle famiglie e alla nostra comunità. Il poter rimanere in contatto, seppur virtualmente, ha alleviato in qualche modo questo momento di stress, cercando di gestire al meglio le emozioni provate in questo stato di quarantena forzata. Sono allo studio al momento altre iniziative a tal riguardo, in considerazione del perdurare di questa situazione emergenziale. Inoltre per garantire la piena sicurezza della struttura, abbiamo chiesto l’intervento dei militi della Croce Rossa Italiana, che stanno monitorando gli ingressi e gestendo eventuali consegne dei familiari”.

Come cambieranno, se cambieranno, l’assistenza agli anziani dopo il Coronavirus e i servizi del Sassatelli?

Questa è una domanda a cui è difficile dare una risposta in questo momento, poiché i cambiamenti da mettere in atto dovranno tenere conto inevitabilmente delle disposizioni che ci forniranno gli organi competenti. La nostra sfida più grande sarà quella di farci trovare pronti al fine di attuare nel minor tempo possibile e nel modo migliore tali disposizioni. Il nuovo Consiglio di Amministrazione si è insediato solamente dal 13 marzo scorso, in piena crisi sanitaria e sociale, ed i consiglieri, per motivi legati alla ‘quarantena’ in atto, non hanno potuto ancora operare al massimo della funzione che è stata loro conferita. Nonostante ciò, utilizzando i mezzi tecnologici a disposizione, ma soprattutto grazie alla buona volontà e disponibilità del personale e degli amministratori, siamo riusciti ad affrontare gli aspetti relativi all’emergenza ed a fronteggiare i problemi sanitari, organizzativi ed amministrativi che si sono presentati.
Passata questa fase difficile per tutti, ho motivo di ritenere che la volontà degli amministratori, la disponibilità e le capacità del personale potranno consentire alla struttura e soprattutto agli ospiti un’esistenza sempre più sorretta dai mezzi che la tecnologia mette a disposizione ma soprattutto dal calore umano che solo una vicinanza attenta sa suscitare”.


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