facebook twitter rss

ALLARME NUOVA POVERTA’
Lavoratori precari, artigiani, piccoli imprenditori e anziani: il report della Caritas Diocesana in prima linea nell’emergenza Coronavirus

EMERGENZA - Un incremento medio di richieste di pacchi viveri del 24,68% con delle criticità particolari rappresentate da Montegranaro, dal quartiere di San Tomaso/Lido Tre Archi a Fermo e da Civitanova. E' questa solo una parte della preoccupante fotografia che emerge nel report dell'emergenza Coronavirus stilato dalla Caritas Diocesana di Fermo
Print Friendly, PDF & Email

 

di Paolo Paoletti

Si affacciano alla Caritas anche piccoli artigiani e piccoli imprenditori. Un incremento medio di richieste di pacchi viveri del 24,68% con delle criticità particolari rappresentate da Montegranaro, dal quartiere di San Tomaso/Lido Tre Archi a Fermo e da Civitanova. E’ questa solo una parte della preoccupante fotografia che emerge nel report dell’emergenza Coronavirus stilato dalla Caritas Diocesana di Fermo. Un impegno in prima linea. Nonostante le limitazioni agli spostamenti e il distanziamento sociale i volontari delle varie realtà associative e della Caritas stessa non si sono tirati indietro, anzi, sono stati incrementati i servizi.

Anche a Fermo, comune capoluogo di provincia, la situazione è delicata. Ci sono numerosi enti che distribuiscono alimenti: Caritas (Caritas San Tommaso, Caritas Santa Petronilla, Caritas S. Antonio Fermo), associazione Il Ponte, Croce Rossa, Emporio, associazione Le ali della solidarietà, associazione Famiglie Numerose, associazione Famiglia Nuova (per famiglie con bambini fino a 3 anni). Da segnalare che alla Caritas Diocesana sono arrivate richieste da zone e Comuni dove non è presente la Caritas, per ora poche (Rapagnano, Grottazzolina, etc). Il Comune di Monte Rinaldo ha assegnato il fondo del Governo per i buoni-spesa alla Caritas Diocesana.

UN NUOVO SCENARIO DI EMERGENZA POVERTA’

In tutti i servizi Caritas attivi già prima dell’emergenza, a fine febbraio si era vista una contrazione delle persone che richiedevano interventi a causa delle restrizioni di circolazione e così è continuato anche nelle prime settimane di marzo, quando le regole di blocco erano state rafforzate.

Ma da metà marzo sono aumentate le richieste e le attività di informazione telefonica, le consegne della spesa a domicilio e gli aiuti alimentari extra forniti a persone in precedenza non registrate (la consegna di alimenti prevede l’ascolto e la presentazione di documenti per attestare il reddito tramite ISEE e/o la situazione di disagio). Sono aumentate le segnalazioni e le richieste di intervento da parte dei Servizi Sociali. Le richieste di pacchi viveri sono aumentate. Attualmente la media è di un aumento del 24,68% I pacchi distribuiti sono stati 1572. Ci sono situazioni di grande criticità con incrementi anche del 50%, in particolare a Civitanova, Montegranaro e San Tommaso-Tre Archi. La situazione a Fermo è un po’ particolare, ci sono numerosi enti che distribuiscono alimenti: Caritas (Caritas San Tommaso, Caritas Santa Petronilla, Caritas S. Antonio Fermo), associazione IL PONTE, CROCE ROSSA, Emporio, associazione Le ali della solidarietà, associazione Famiglie Numerose, associazione Famiglia Nuova (per famiglie con bambini fino a 3 anni).

Da segnalare che alla Caritas Diocesana sono arrivate richieste da zone e Comuni dove non è presente la Caritas, per ora poche (Rapagnano, Grottazzolina, etc). Il Comune di Monte Rinaldo ha assegnato il fondo del Governo per i buoni-spesa alla Caritas Diocesana.

Molte Caritas segnalano le richieste di pacchi viveri e di aiuto per le utenze da parte di persone che in passato erano state aiutate ma che era diventate autonome e da persone che fino a poco tempo fa facevano loro donazioni e beneficenza. Si affacciano alla Caritas anche piccoli artigiani e piccoli imprenditori. La maggior parte delle Caritas Parrocchiali segnalano un aumento delle richieste di pagamento di bollette e affitti.

La situazione però è diversa a seconda delle zone: nelle zone colpite dal terremoto c’è ancora la sospensione delle bollette e molte famiglie ricevono il contributo CAS La maggior parte dei coordinatori Caritas prevede un aumento delle richieste di intervento per utenze, affitti ed anche rate del mutuo (ci sono già le prime richieste). Si affacciano persone che per la prima volta sono in difficoltà, con molto pudore e senso di delusione.

E’ emersa la situazione di povertà economica di molte persone che vivono con lavori precari, spesso in nero ed anche in sfruttamento lavorativo. E’ emersa la situazione di solitudine di molti anziani e persone con disabilità o con familiari con disabilità: per loro sono stati attivati numerosi interventi di vicinanza e di aiuto concreto (consegna pacchi e medicinali, ascolto telefonico, servizi per il trasporto, aiuto per ritirare la pensione, etc ). In alcune Caritas c’è stato un aumento dei volontari, nuovi volontari soprattutto per la consegna pacchi o servizi di accompagnamento. Il coinvolgimento di nuovi volontari però in parte è sospeso in attesa di maggiore sicurezza sul piano sanitario.

Molte Caritas hanno attivato raccolte di alimenti nei supermercati (soprattutto nella settimana santa) proprio perché c’era una forte voglia di aiutare e di contribuire dal basso. Nelle raccolte di alimenti sono coinvolti gruppi parrocchiali, associazioni e singoli. Sono state attivate nuove collaborazioni con altre associazioni. Dopo una fase di difficoltà nelle prime settimane per una numero ridotto di mascherine, ora la situazione è sotto controllo; la Caritas Diocesana ha consegnato le mascherine in alcune Caritas, ma la maggior parte delle Caritas ha avuto donazioni da
privati o consegne dalla Protezione Civile.

Alcune Caritas segnalano la difficoltà per la mancanza di tablet e pc per la didattica a distanza; a Corridonia sono stati donati a 4 anziani un pc per poter guardare la messa. Sul piano sociale c’è preoccupazione per le conseguenze sul piano psicologico e si registra preoccupazione sul lato economico, perché arrivano richieste di aiuto economico o pacco alimentare da piccoli artigiani, commercianti, etc.

LE STRUTTURE DI ACCOGLIENZA E SERVIZIO MENSA

In questo clima così complesso, la Caritas Diocesana di Fermo attraverso la Fondazione Caritas in Veritate, la rete delle Caritas Parrocchiali e la cooperativa Tarassaco si è attivata, innanzitutto, per garantire i servizi già presenti, rimodulandoli rispetto alla situazione contingente, sempre più complessa e assolutamente imprevedibile. Gli uffici della Caritas Diocesana sono rimasti aperti con l’ascolto telefonico, le attività di coordinamento e di supporto alle Caritas Parrocchiali, il rapporto con i Servizi Sociali, i servizi di accoglienza e gli interventi di emergenza. La mensa di Civitanova Marche, gestita direttamente dalla Fondazione Caritas in Veritate, è stata attiva sempre rimodulando le attività con la consegna dei pasti pronti e alimenti per la cena, il dormitorio di Civitanova ha continuato l’attività rimodulando le modalità Sono continuate le accoglienze negli appartamenti già attivi: appartamento per detenuti ed ex-detenuti, appartamento per adulti (uomini) in situazione di disagio, dormitorio di Fermo.

Diverse le strutture impegnate nel fornire un luogo sicuro deve dormire a coloro che si trovano senza una casa o senza fissa dimora. Dagli appartamenti al dormitorio di Villa Nazareth. A Potenza Picena previsti alloggi sociali per adulti, così come alla Casa della Carità di Civitanova sono attivi i servizi dormitorio, mensa, distribuzione alimenti, servizio vestiario, ascolto telefonico, ambulatorio medico.  A questo si aggiunge la rete mense. A Sant’Elpidio a Mare la mensa Caritas ha sospeso l’attività per tutelare le cuoche volontarie ma vengono distribuiti alimenti e prodotti freschi recuperati da supermercati e aziende agricole. Anche a Porto Sant’Elpidio la mensa il Samaritano si è aggiornata con la consegna di pasti pronti e viveri. A Fermo invece la mensa sociale Il Ponte ha continuato l’attività modificando le modalità, con la consegna pasti pronti e viveri per la cena. Consegna tramite la Croce Rossa alcuni pasti a domicilio (su indicazione del Comune). L’associazione su incarico del Comune consegna anche pacchi viveri a domicilio tramite la Protezione civile. Sono attive  21 Caritas Parrocchiali nella distribuzione di alimenti (su 23 Caritas parrocchiali e interparrocchiali).

“Chiaramente – spiegano dalla Caritas –  sono state adottate le misure di prevenzione e di sicurezza, e la distribuzione di alimenti (pacchi viveri) è continuata nel mese di marzo in quasi tutte le Caritas Parrocchiali. A fine marzo la distribuzione di alimenti è ripresa in tutte le Caritas Parrocchiali anche per rispondere alle nuove richieste e tutte le 21 Caritas attive hanno fatto una o più consegne di alimenti entro la Pasqua”.

Nell’ultima settimana di marzo sono stati distribuiti dalla Caritas Diocesana alle singole Caritas parrocchiali € 9.000 di buoni spesa, che sono stati utilizzati dalle singole parrocchie Molte Caritas hanno attivato la consegna dei pacchi, o direttamente o in collaborazione con altre associazioni o la Protezione Civile. Prima di Pasqua molte Caritas hanno attivato anche raccolte di alimenti nei negozi, spesso in collaborazione con altre associazioni e con i Comuni.

AIUTI AL PERSONALE SANITARIO 

Arcidiocesi di Fermo e Caritas che hanno messo a disposizione camere per tutti quegli infermieri, medici e personale ospedaliero che si trova in prima linea nella lotta al Covid-19 altri soggetti sono stati accolti presso  un B&B che ha dato la disponibilità oltre che nei locali del ex seminario che fino al 16 marzo ospitavano migranti e richiedenti asilo, e che dopo essere stati sanificati, sono stati attrezzati e già da qualche settimana per 14 posti letto disponibili per l’accoglienza gratuita per infermieri e medici.

 I NUOVI SERVIZI ATTIVATI IN RISPOSTA ALL’EMERGENZA COVID-19

Nonostante questo scenario di limitazioni la Caritas diocesana non si ferma, anzi, ha attivati nuovi servizi partendo dalla distribuzione di buoni-spesa consegnati alle Caritas parrocchiali che sono stati utilizzati per migliorare la distribuzione di alimenti e beni di prima necessità. Oltre a questo si è provveduto all’attivazione di raccolte di alimenti presso supermercati, recupero e distribuzione di alimenti donati da aziende alla Caritas Diocesana (pasta, colombe, bevande, etc). Alcune Caritas hanno attivato servizi aggiuntivi di ascolto chiamando le persone già conosciute e le persone segnalate dai servizi sociali, ovvero nuove persone che hanno chiesto aiuto (c’è un forte raccordo con i Servizi Sociali comunali). Altre realtà hanno attivato la consegna dei pacchi-viveri e farmaci a domicilio ed altri servizi di accompagnamento, per esempio per ritirare la pensione, consegna farmaci, trasporto per visite mediche. Alcune Caritas (ad esempio Amandola, Pedaso, Altidona, Civitanova, Potenza Picena) hanno attivato numeri telefonici e servizi di ascolto in collaborazione con i Comuni: gli interventi sono svolti in accordo con i Servizi Sociali e altre associazioni di volontariato, Ad Amandola è stato attivato un servizio per consegnare i fiori presso il Cimitero e ripulire su richiesta dei proprietà.

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti