facebook twitter rss

Grottazzolina, Eusebi scrive al sindaco
e ricorda Aldo Moro: “La democrazia
non è solo la maggioranza”

POLITICA - La lettera aperta del consigliere di minoranza dopo la discussa video-riunione di fine marzo con all'ordine del giorno la gestione dell'emergenza Covid-19
Print Friendly, PDF & Email

redazione CF

La gestione dell’emergenza Covid-19 ha diviso il mondo della politica, tanto a livello nazionale quanto nel locale. Anche il Fermano ha vissuto e continua a vivere strascichi: dalle accuse di protagonismo ai sindaci alla distribuzione dei buoni spesa, passando per il rapporto tra maggioranza e opposizione, argomento atavico ma che soprattutto a Grottazzolina ha visto infiammarsi il dibattito tra i rispettivi blocchi. A tornare sul tema è Giuseppe Eusebi, consigliere di minoranza, che ha scritto una lettera aperta al sindaco Alberto Antognozzi.

“Sig. Sindaco, è da tempo che avrei voluto scriverle, ho tardato a farlo con la speranza che il tempo sia ancora un buon consigliere. Scrivo a puro titolo personale prendendo spunto dalla discussa video-riunione tra maggioranza e minoranza del 31 marzo scorso, con all’ordine del giorno la gestione dell’emergenza da Covid-19, di cui anch’io facevo parte. Conosciamo benissimo quali sono stati gli sviluppi, che non starò qui a ripetere.

Vorrei sottolineare, in questa sede che è un nostro diritto fare proposte, come è altrettanto legittimo dissentire, anche accusandoci di non avere idee o di essere portatori di suggerimenti poco significativi, di iniziative appartenenti alla vecchia politica o di ‘bassa lega’. Tutto questo fa parte della dialettica politica, del confronto tra schieramenti, di punti di vista ed opinioni non sempre concordanti, tutti fattori però che, se orientati al perseguimento del bene comune, sono sempre contributi positivi e molte volte proficui. Questo rientra nel concetto più articolato di democrazia liberale e partecipativa, ai cui valori mi sono sempre ispirato e per i quali mi sono sempre battuto, pertanto, con tutta sincerità, vedersi accusato di mettere in atto operazioni di sciacallaggio, mi sembra oltre che offensivo, completamente fuori luogo.

Notoriamente le parole sono come pietre che lanciate possono provocare danni insanabili, pertanto bisogna essere sempre molto avveduti nel pronunciarle o, peggio, scriverle. Ma non è su questo, in particolare, che volevo soffermarmi bensì sulla constatazione che non è la prima volta che Lei assume un atteggiamento non appropriato al suo ruolo verso chi fa proposte non in linea con le opinioni sue o della sua compagine.

Ricordo, a memoria, la reazione alla mia interrogazione sulla rotatoria, oppure durante lo svolgimento di Consigli Comunali a mio avviso non in linea con il regolamento o in ultimo quando ha modificato a maggioranza il Regolamento ed addirittura lo Statuto Comunale.

In un periodo così difficile, con aspettative che non sono incoraggianti, provare ad immaginare cosa ci aspetti una volta sconfitta la pandemia e proporre una commissione che unisca le forze politiche, pur nella distinzione dei ruoli, lo trova così banale e da intralcio all’attività esecutiva?

Milito in politica fin dai primi anni ‘70, nel pieno degli ‘anni di piombo’ e con tutta onestà mi dispiace e mi rammarica la mancanza di rispetto per l’avversario politico e per la persona che si cela dietro e quando ho deciso di candidarmi in questa tornata elettorale, ho proposto, a chi si candidava insieme a me, di prendere come riferimento questa frase di Aldo Moro: «La persona, prima di tutto!» e, lungi da me voler esprimere giudizi, Lei, sig. Sindaco, primo cittadino, il rispetto dovrebbe usarlo e garantirlo a tutte le persone. Aldo Moro, di cui ricorre il 42° anno della sua uccisione, diceva che «…la democrazia non è soltanto il regime della maggioranza, ma il regime del rapporto necessario, della garanzia permanente di esistenza e funzionalità, ciascuna nel proprio ambito di una maggioranza e di una minoranza. Bisogna che la maggioranza possa orientare, dirigere, prendere iniziative e decisioni e che la minoranza possa con forza e sicurezza operare, secondo la sua funzione di controllo, proporre alternative, permettere eventuali mutamenti nell’orientamento del Paese».

Lei ci accusa di essere la vecchia politica, quella politica che però, dal 1945, ha saputo unire donne e uomini appartenenti a ideologie e schieramenti diversi e che ci ha regalato la più bella Costituzione del mondo, quella politica che ha ricucito e ricostruito l’Italia e ha garantito pace, diritti, libertà e democrazia.

Forse quella di assumere talune decisioni senza valorizzare in alcun modo il ruolo dell’assemblea consiliare, in nome dell’efficientismo e pragmatismo, rappresenta l’alternativa alla vecchia politica? Se questo è il suo concetto di politica, ma non lo spero, La rassicuro: è sulla buona strada. La tentazione di un uomo solo al comando nei momenti difficili è sempre in agguato. Oggi, per tante circostanze, è in gioco il futuro della democrazia.

Concludo con questa espressione di Don Lorenzo Milani: «Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne insieme è la politica, sortirne da soli è l’avarizia».

Nella speranza di non averle rubato del tempo le auguro, sinceramente, buon lavoro.”


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti