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Il mare è blu, la bandiera no: ancora un’amarezza per Porto San Giorgio e Porto Sant’Elpidio

PORTO SAN GIORGIO/SANT'ELPIDIO - Esclusione per il secondo anno di fila per i due Comuni, i sindaci Loira e Franchellucci fiduciosi:"Abbiamo attuato percorsi virtuosi, la riprenderemo"
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di Pierpaolo Pierleoni

Si è preferito attendere qualche giorno in più, in attesa che la Fee Italia recapitasse tutti gli inviti per la consegna, quest’anno virtuale, della Bandiera Blu, in programma giovedì. Ma ora non restano più dubbi: anche per il 2020, dall’elenco restano fuori Porto Sant’Elpidio e Porto San Giorgio. I due comuni rivieraschi hanno interrotto nel 2019 un percorso che durava senza soluzione di continuità  da ben 19 anni per il comune sangiorgese, da 11 per quello elpidiense. Una bocciatura dettata dai livelli delle acque di balneazione riscontrati in passato e anche se oggi la situazione, stando a tutti i parametri rilevati, è sempre stata positiva, non è bastato a riconquistare il vessillo.

Amarezza nelle due cittadine costiere, ma anche convinzione che si tratti solo di un arrivederci. “Il regolamento della Fee – commenta il sindaco di Porto San Giorgio Nicola Loira – confligge con l’ottima qualità delle nostre acque. Abbiamo messo in campo energie e progetti sotto la supervisione dell’ufficio ambiente della Regione per ridurre i fenomeni di superamento dei limiti registrati alle foci del Valloscura e del Petronilla”. Un lavoro fatto in sinergia con il Comune di Fermo, la Capitaneria, la stessa Regione e la Ciip. “Abbiamo tutto l’interesse ad ottenere la Bandiera blu e ancor più a mantenere l’eccellenza complessiva delle acque di balneazione che non può essere pregiudicata da uno sforamento dei parametri conseguente ad un evento piovoso di notevole entità”.

Accanto alle attività di controllo dei fossi si affianca così la suddivisione del mare sangiorgese in 5 tratti e non più 3 sottoposti a campionamento periodico da parte dell’Arpam. “Attività certificate e rendicontate alla Fee” chiarisce infine Loira, fiducioso che quella intrapresa sia la strada giusta per vedere sventolare il vessillo magari il prossimo anno.

Dispaciuto, ma fiducioso il primo cittadino di Porto Sant’Elpidio Nazareno Franchellucci. “All’indomani della mancata Bandiera Blu di un anno fa abbiamo cercato di comprendere i problemi. Si è chiarito, ed anche alla Fee è stato compreso, che non c’era alcun problema di depurazione perchè vantiamo un sistema all’avanguardia. Inoltre i percorsi di miglioramento della qualità delle acque in centro e in altre zone sono stati molteplici. Abbiamo avviato un percorso che certamente ci porterà a riottenere la Bandiera Blu, perchè le acque nella zona centro-nord stanno migliorando e la Regione lo certificherà entro l’anno. Continuiamo ad avere acque eccellenti a sud, ottimi numeri sulla raccolta differenziata, siamo stati dei precursori per quanto riguarda le piste ciclabili, ci sono poi altri miglioramenti, come quello che riguarda la progettualità  per le scogliere emerse”.

Franchellucci, quindi, accetta il verdetto con serenità, “ma considerando  i colloqui avuti con i rappresentanti della Fee, siamo consapevoli di essere dentro un percorso virtuoso. La qualità delle nostre acque è certificata dall’Arpam, tutti possono verificarlo, non dimentichiamo poi gli ottimi risultati conseguiti in questi anni da Porto Sant’Elpidio con le vele assegnate da Legambiente e Touring Club”.

Sulla mancata bandiera interviene, a Porto San Giorgio, anche la consigliera di FdI Maria Lina Vitturini. “Proprio ora che abbiamo perso la Bandiera blu e che ci vorra del tempo per riconquistarla, questa Amministrazione dovrebbe concentrarsi a riqualificare la nostra città: il mare, per Porto San Giorgio, è un simbolo e la nostra salute”. Un invito che la stessa Vittirini estende ad altri settori di intervento. “Abbiamo bisogno della pista ciclabile sul lungomare, se non addirittura la sua chiusura al traffico veicolare, e soprattutto, attraverso le limitazioni imposte dal Covid, abbiamo bisogno di essere capaci di promuovere un turismo di qualità e non frenetico e troppo pieno, dialogando con le altre città limitrofe, un lavoro di squadra ma anche di mutuo controllo sugli scarichi abusivi e sulle foci dei fiumi, che spesso hanno danneggiato solo la nostra città”. Qualità della vita in primis, quindi, per FdI, ” ma c’è bisogno di un sindaco con più coraggio per questo cambiamento o rischiamo di scomparire da tutte le mappe turistiche”.


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