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Consiglio comunale in video conferenza,
la protesta di Zacheo, Tulli e Catalini:
“Così si impedisce il confronto”

FERMO - "Ora, con la fase più critica passata, ci si presenta con 21 pesantissimi ordini del giorno ed in videoconferenza mattutina, per discutere in modo confusionario le tante delicate questioni poste sul tavolo"
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“Esprimiamo pubblicamente il nostro dissenso per i metodi attuati per lo svolgimento del Consiglio Comunale di domani. Si impediscono di fatto la dialettica ed il confronto diretto su argomenti complessi e delicati che riguardano la città ed il suo futuro”. Inizia così la nota congiunta dei consiglieri comunali di minoranza Pasquale Zacheo (Io Scelgo Fermo), Gianluca Tulli (Lega) e Giambattista Catalini.

“Domani, infatti – spiegano i consiglieri –  per disposizione della presidente Massucci, il Consiglio Comunale si terrà in videoconferenza e nelle ore mattutine, quando la gente sarà impegnata a recuperare quanto perso in questi mesi di lockdown. Per di più, si terrà, con ben 21 punti all’ordine del giorno, tutti molto importanti, che vanno dal complesso bilancio al regolamento sulla videosorveglianza, dalla variante urbanistica a quella delle antenne, passando per la definizione delle nuove aliquote IMU.  Respinte dalla maggioranza e dalla presidente tutte le proposte della minoranza finalizzate a tenere il consiglio nella sua naturale sede, che consente peraltro, con i dovuti accorgimenti, il distanziamento sociale e le necessarie condizioni di sicurezza. Respinta persino la possibilità di far partecipare fisicamente almeno i capigruppo. Ci si chiede perché non si ritiene di allineare le attività del Consiglio alle disposizioni della fase 2, ove la gente, ovviamente con le dovute cautele, ha ripreso a lavorare regolarmente. Ci si chiede cosa hanno di diverso altri enti della Regione che hanno consentito ai loro rappresentanti di partecipare fisicamente alle riunioni degli organi elettivi, rispettando le disposizioni governative connesse all’emergenza COVID.
Per mesi, contrariamente a quanto fatto da altri comuni, il Consiglio Comunale è stato confinato nell’immobilità, con sindaco e presidente che non hanno mai avvertito la necessità di aprirlo in videoconferenza nella fase più critica dell’emergenza, ove probabilmente sarebbe stato utile un contributo di tutti. Ora, con la fase più critica passata, ci si presenta con 21 pesantissimi ordini del giorno ed in videoconferenza mattutina, per discutere in modo confusionario le tante delicate questioni poste sul tavolo”.

Consiglieri di minoranza che aggiungono: “Si vuole discutere di bilancio di previsione in un Consiglio Comunale prorogato per legge, che, in condizioni normali, avrebbe già cessato il suo mandato. Correttezza, trasparenza e responsabilità avrebbero imposto una discussione per tempo, nel periodo effettivo del mandato, non in quello che sarebbe di altri. Ma si sa che il bilancio è stato sempre un tasto dolente per questa maggioranza, con risorse incredibilmente sperperate negli anni, come quelle provenienti dalla vendita della SOLGAS di cui non vi è più alcuna traccia. Per le feste delle ultime festività natalizie, la Giunta comunale aveva persino dovuto raschiare il barile attingendo impropriamente al fondo di riserva. In questa fase d’emergenza, Calcinaro trova comunque il modo di fare campagna elettorale, arrivando persino ad attribuirsi paternità non sue, come l’abbattimento della tassa di occupazione del suolo pubblico, che invece riguarda una misura emergenziale adottata dal governo.  Il bilancio certificherà la povertà finanziaria dell’ente, una povertà che non sarà mai pari a quella politica di questa maggioranza o a quella relativa alla sua trasparenza”.

 

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