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Bilancio, Malvatani (Pd): “Non vedo
azioni virtuose, ripartiamo dalle opere
pubbliche e private restando uniti”

FERMO - Il capogruppo Pd in Consiglio: "Non vedo quelle azioni virtuose e creative che sarebbero servite, ma solo uno spostamento di risorse attualmente percepite a copertura di spese che destano più di una preoccupazione"
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Pierluigi Malvatani

Una situazione complicata e difficile, una crisi economica e sociale che ci impone oggi una responsabilità ancora più grande. Credo fermamente non vi debba essere una conflittualità né personale né politica, ma sia doveroso mettersi in campo per sviluppare proposte, sfruttando le migliori idee che vengano da qualsiasi parte politica, per superare questo momento difficilissimo che proseguirà purtroppo a lungo. Penso che un buon punto di partenza per il rilancio sia il settore dell’edilizia, dobbiamo avviare e lasciar lavorare per tutte quelle opere pubbliche e private oggi sospese, superando tutti gli ostacoli burocratici che ci troviamo d’avanti, a partire da zone critiche come Lido Tre Archi“. Ne è convinto il capogruppo Pd, Pierluigi Malvatani che in una nota stampa espone le sue considerazioni in merito al bilancio di previsione.

“Doveroso oggi liberare dalla burocrazia, per quello che ci è concesso, l’edilizia privata, dando la possibilità di ripartire ad un settore proprietario, su questo bisogna confrontarsi con la Regione e con il Governo, dando sin da ora la mia disponibilità e quella del Partito che rappresento per dare un contributo in questo senso.
Tenuto conto di ciò, siamo chiamati ad approvare il bilancio di previsione, atto importantissimo in questo momento per la nostra città, e per tutti i nostri cittadini.
Visto che sono previste le rimodulazioni volute dallo Stato a seguito della crisi pandemica in corso, a parer mio, nella previsione non si è tenuto conto abbastanza delle minori entrate, né sono state messe in campo tutte le azioni per garantire la gestione e la stabilità delle casse comunali.
Facendo presente che già abbiamo un disavanzo superiore ai 700.000 euro, e che lo Stato non sarà in grado di ristorare le minori entrate, io non vedo quelle azioni virtuose e creative che sarebbero servite, ma solo uno spostamento di risorse attualmente percepite a copertura di spese che destano più di una preoccupazione. Penso anche alla nuova rinegoziazione dei mutui, che è stata valutata solo sul risparmio dell’anno in corso e successivi, ma non valutando la convenienza se vi è un minore carico debitorio futuro, non c’è un risparmio, semmai si allungano i debiti alle generazioni future. Questo è il momento in cui tutti devono portare un contributo importante alla città e al territorio, dobbiamo stare uniti”.


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