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5G e pista ciclabile, Consiglio fiume
ma le due mozioni non si votano

PORTO SAN GIORGIO - Oltre cinque ore di Consiglio comunale per tre punti all'ordine del giorno. Uno ritirato dalla stessa maggioranza e due mozioni che non sono state sottoposte a votazione perchè riguardanti materie ritenute non di competenza della civica assise.
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di Sandro Renzi

Oltre cinque ore di discussione in Consiglio per tre punti all’ordine del giorno. Il primo prevedeva la possibilità di utilizzare il web per lo svolgimento a distanza delle commissioni consigliari, delle conferenze dei capigruppo o degli stessi consigli fino alla durata dello stato di emergenza e per nove mesi anche oltre questo termine.  Il punto, proposto dalla maggioranza ma fortemente criticato dall’opposizione, è stato subito dopo ritirato  per riproporlo nella prossima seduta della conferenza dei capigruppo. La discussione si è quindi spostata su due mozioni che però non sono state poste in votazione perché non rientranti tra le materie di competenza della civica assise. La prima, quella sulla pista ciclabile, era quella presentata dai consiglieri di FdI, Andrea Agostini e Maria Lina Vitturini. Si chiedeva in sostanza di realizzare una pista ciclabile sul lungomare Gramsci prevedendo il senso unico, il limite di 30 km/h e, tenendo conto del decreto rilancio approvato dal Governo, anche una striscia bianca sull’asfalto finalizzata a delimitare la corsia ciclabile sul lato est della carreggiata. “Utilizzando i fondi messi a disposizione dallo Stato per la mobilità dolce” ha aggiunto la Vitturini aggiornando il testo della mozione originariamente depositata prima dell’arrivo del Covid19. “Ci aspettiamo che almeno questo venga attuato” ha detto Agostini “ma di fatto non abbiamo potuto decidere”.

Resta l’incognita parcheggi infatti. Ed anche dall’opposizione Carlo Del Vecchio (Fi) lancia qualche stoccata ai rappresentanti di Fratelli d’Italia. “Dove li recuperiamo quelli persi? E soprattutto quanti ne verranno cancellati? Il punto di partenza deve essere il piano di spiaggia e la previsione di ciclabile in esso contenuta”. Più possibilista il capogruppo della Lega, Marco Marinangeli, che ha rimarcato come “Porto San Giorgio sia forse l’unica località della costa a non avere una ciclabile sul lungomare”. Marinangeli che ha elogiato il lavoro fatto dal Comitato civico che si sta battendo proprio per una pista su via Gramsci. E’ stata poi la consigliera Catia Ciabattoni  (Pd) a rimettere la questione, che si trascina dallo scorso anno, nel solco più squisitamente istituzionale sancendo che “il prossimo lungomare e la sua pista saranno decisi da questa maggioranza sempre nel rispetto di un confronto con tutte le parti”. Un appello quindi a non cancellare il lavoro fatto dalla Commissione che presiede e il documento votato all’unanimità che impegnava la giunta a predisporre un piano di massima di riqualificazione del lungomare peraltro presentato qualche settimana fa ai tecnici comunali. Anche Antonello Cossiri (Pd) ha sottolineato che “non basta una striscia bianca a garantire la sicurezza dei ciclisti” tanto più se si parla di “corsia promiscua” e come tale aperta addirittura ai pedoni. L’assessore Massimo Silvestrini non si sbottona salvo lasciare intendere che questa estate oltre al senso unico già partito si dovrebbe passare anche ai 30 km/h per tutti i mezzi. E dopo un battibecco tra Loira ed Agostini, arginato non senza qualche difficoltà dal Presidente Giuseppe Catalini, il confronto si è spostato sull’ultimo punto. Si trattava della mozione a firma di tre consiglieri di maggioranza, Catalini, Bisonni e Lanciotti che impegnava il sindaco a sottoscrivere l’ordinanza già firmata da 37 sindaci del Fermano contro l’installazione del 5G a Porto San Giorgio. O meglio contro la sua sperimentazione.

E’ Marinangeli a mettere il dito nella piaga soffermandosi sul dato politico dell’iniziativa. “Tre firme sole su una mozione di maggioranza denotano che siete spaccati” il senso del suo intervento. Ma il capogruppo dem, Andrea Di Virgilio lo ha liquidato la provcazione sottolineando che “questo è un segno di democrazia interno alla nostra maggioranza”. L’intervento più atteso è stato quello di Renato Bisonni. Toni pacati i suoi per spiegare il senso della mozione. “Sappiamo che l’ordinanza sindacale non piò impedire l’installazione del 5G ma quanto meno si crea una barriera e così evitiamo che dall’oggi al domani qualcuno possa installare una nuova antenna semplicemente con la procedura del silenzio assenso”. E questo nelle more di un piano antenne che manca ancora all’appello ma che è in dirittura d’arrivo. La nuova Vas è pronta, assicura Silvestrini, ma occorre seguire l’iter di un piano regolatore per la sua approvazione e, cosa non da poco in questo momento, una assemblea pubblica obbligatoria. L’unica certezza, alla fine, è che nessuno dei consiglieri abbia tra le mani strumenti e conoscenze per affermare che la tecnologia 5G faccia o non faccia male. “Non esiste ancora una verità scientifica” dice Bisonni prima di rinviare al primo cittadino la sintesi di oltre due ore di interventi.  “Le ordinanze dei sindaci non sono uno strumento per arginare le installazioni -ha detto Nicola Loira- c’è una norma di rango primario e che riflette un interesse generale dello Stato, che prevale su altri tipi di norme regionali e comunali, ordinanze comprese. Dispiace in questo momento storico, ma non faccio un riferimento a  questo Consiglio, che chi chiede una ordinanza sindacale perpetra un inganno nei confronti dei cittadini che legittimamente chiedono una azione di contrasto.  Hanno un valore politico in attesa che si sviluppi una certezza dal punto di vista scientifico. Lo strumento più efficace resta quindi il piano delle antenne che tutela la comunità non dalla installazione in un territorio, questo è impossibile, ma perché può contenere delle prescrizioni, prevedere parere di Asur e Arpam, proteggere i siti sensibili”. Loira ha pertanto assicurato di raccogliere le indicazioni arrivate dal confronto in Consiglio. L’ultima parola al Presidente della civica assise che ha firmato la mozione. “L’importanza di questa iniziativa -ha detto Catalini- era dimostrare la compattezza politica del territorio di fronte al tema del 5G, questo non esclude il piano delle antenne.  E’ importante l’ordinanza, comunque. La maggior parte degli interventi è stata a favore della compattezza, non vigliamo fare le cavie e non vogliamo la sperimentazione”.

 


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