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Marziali: ”Alleanza tra famiglie,
scuole e Comuni per la tutela dei
bambini ed il lavoro femminile”

REGIONE - Per la Fase 2 la presidente della Commissione marchigiana Pari Opportunità propone la “scuola fuori dalla scuola”, nei luoghi della cultura e negli spazi esterni, laboratori all'aperto e risorse per rendere gli edifici scolastici spaziosi e high-tech. "Il territorio diventi un'aula didattica" precisa la Marziali
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Meri Marziali

«Occorre trovare un punto di equilibrio per conciliare l’impegno lavorativo, soprattutto quello femminile, con il diritto allo studio e alla sicurezza – afferma la stessa in una nota la presidente della Commissione regionale pari opportunità, Meri Marziali -. Le bambine e i bambini sono stati i primi a subire le conseguenze del Coronavirus, con la chiusura delle scuole e la brusca interruzione dei normali percorsi di crescita e formazione. Occorre ripartire da loro, perché il benessere dei più giovani, la loro salute e il loro diritto a ricevere un’educazione di qualità sono le sfide più grandi della fase 2».

La presidente Marziali sostiene e propone alcune idee innovative per trasformare la ripartenza in un’occasione per creare un ponte tra l’offerta didattica e le risorse del territorio per rinnovare la scuola.

«I più piccoli – sottolinea – hanno dovuto rinunciare non solo a frequentare le lezioni, ma anche alle passeggiate, alle attività sportive e ricreative, perdendo quel fondamentale momento di crescita che è la condivisione». Seppure la didattica a distanza rappresenti «una straordinaria risposta offerta dal sistema scolastico, non comprende in pieno il principio di pari opportunità, perché ci sono alunni, in condizioni socioeconomiche svantaggiate, che non hanno gli strumenti necessari per una piena partecipazione».

Al tema della scuola sospesa si lega quello della conciliazione del lavoro, «con le famiglie, in particolare le donne, costrette ad un impegno straordinario, dovendo gestire l’occupazione, in moltissimi casi in modalità smart working, con le lezioni a casa e l’impossibilità di poter contare sui nonni». Alla luce di queste criticità e nella consapevolezza che ad oggi è ancora difficile prevedere la conclusione della fase 2, Meri Marziali sollecita la riapertura delle scuole il prima possibile e lancia una serie di proposte per trovare un punto di equilibrio tra «l’impegno lavorativo, soprattutto quello femminile, il diritto allo studio e alla sicurezza».

«Possiamo portare i bambini fuori dalle pareti scolastiche – entra nel dettaglio – con attività alternative, sperimentazioni da valorizzare, arte, musica, sport, tradizioni locali e creatività digitale. Penso a laboratori, lavori di gruppo, visite nei musei, nei luoghi dell’arte e della cultura. Il territorio marchigiano, grazie alla sua versatilità, può diventare una grande aula multidisciplinare e il ruolo di Comuni potrebbe essere strategico».

Accanto alla “scuola fuori dalla scuola”, la Marziali considera fondamentale imprimere una forte accelerazione all’edilizia scolastica: «Riaprire i cantieri per creare ambienti spaziosi e innovativi, con infrastrutture tecnologiche all’avanguardia, nel rispetto del distanziamento e con una didattica di qualità, non più schiacciata sui soli contenuti ma aperta al territorio. Ma per fare tutto questo – conclude – serve una nuova alleanza tra famiglia, scuola e istituzioni, in particolare con le amministrazioni locali».


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