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Celebrazioni 2 giugno, il messaggio del sindaco Terrenzi alla città: “Siamo stati una vera comunità”

SANT'ELPIDIO A MARE - "Abbiamo voluto consegnare una laurea speciale, insieme al presidente della Croce Azzurra, Roberto Mazzoni, ai familiari di Roberto Tomassetti. Lui non aveva titoli accademici, ma ha conquistato il più alto titolo in termini di generosità e carica motivazionale"
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“È stato un 2 giugno diverso, una Festa della Repubblica nuova, ma intensa. Una giornata celebrativa costellata da piccoli momenti di riflessioni ed emozioni. A Sant’Elpidio a Mare il Covid19 non ha frenato il desiderio di riscoprirci comunità, di dare valore ai sogni dei giovani e ai sacrifici degli adulti, omaggiando non solo chi ci ha restituito un Paese libero e democratico oltre 70 anni fa, ma anche ricordando chi si impegna ogni giorno per garantirci la sicurezza e la salute”. Così il sindaco Alessio Terrenzi commenta l’importante giornata di oggi.

“Abbiamo iniziato alle 9 con la deposizione della corona d’alloro al Monumento ai Caduti, in assoluto silenzio – racconta Terrenzi – insieme ad alcuni consiglieri comunali, alla Polizia municipale, all’arma dei Carabinieri, all’Associazione degli Alpini e all’Ente Contesa del Secchio. Non abbiamo avuto il piacere di ascoltare le solenni note delle nostre bande musicali, causa Covid , ma sono sicuramente risuonate in tutti noi lì presenti le parole del presidente Mattarella di ieri sera.  La Santa Messa nella Perinsigne Collegiata celebrata da don Enzo per l’Italia ha voluto richiamare tutti ad essere comunità attiva e coraggiosa, proprio come gli operatori della sanità e delle forze dell’ordine che si sono spesi per il nostro bene. Il parroco non ha dimenticato di ringraziare anche l’amministrazione comunale per l’impegno nel gestire l’emergenza. Il vangelo di oggi è stato più che calzante: “quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio”. Nella preghiera abbiamo ricordato tutti coloro che abbiamo perso per il corona virus. Anche noi, purtroppo, non siamo stati immuni e un pensiero va, in questo giorno di festa, anche alle famiglie elpidiensi colpite in modo diretto da questa epidemia”.

Terrenzi aggiunge; “L’Accademia Organistica Elpidiense, nella persona del presidente Giovanni Martinelli, ci ha fatto dono del concerto Note all’Italia con il quartetto di fiati della banda di Petriolo, con il suo direttore e prodigioso tenore Massimiliano Luciani ed il maestro organista Andrea Carradori di Tolentino. L’inno di Mameli e altri brani musicali dall’organo Callido hanno pervaso tutta la chiesa, ricordandoci che l’arte e la bellezza sono strumenti di rinascita. Al termine della Messa, come sindaco, in diretta facebook dalla pagina della Parrocchia Sant’Elpidio Abate, ho voluto salutare virtualmente tutta la cittadinanza e richiamare l’attenzione sui valori del 2 giugno e soprattutto sull’orgoglio che provo ogni giorno nel rappresentarvi. Siete stati, siamo stati una vera comunità. La Protezione Civile, la Croce Azzurra e gli uffici comunali, che non mi stancherò mai di ringraziare, hanno dimostrato prontezza e efficacia in ogni situazione. E cosa dire di voi miei concittadini? Avete usato pazienza, calma, forza; vi siete fidati ed affidati; avete rispettato le regole nonostante sia stato difficile – e lo comprendo – accettarle. Nel momento della prova abbiamo dato tutti insieme il meglio di noi. Siamo e dobbiamo essere un modello per i meravigliosi giovani elpidiensi. Questa giornata è stata pensata soprattutto per loro. Hanno il compito di portare avanti i valori della democrazia; saranno la futura classe dirigente. Loro sono l’oggi ed il domani. A loro, neodiciottenni, abbiamo donato una pennetta USB con del materiale scritto e video di alto valore storico. A loro, neolaureati nei mesi di chiusura degli atenei, abbiamo riservato una cerimonia intima di laurea, ascoltando le loro tesi, brindando al compimento dei loro sogni e progetti, affiancati dai familiari che li hanno sostenuti con sacrifici e convinzione. È stato un onore accogliere nella Sala Consiliare questi 10 giovani uomini e donne, ascoltarli e comprendere quanta voglia di futuro bello e concreto c’è in ognuno di essi. Non hanno potuto festeggiare né avere il ricordo di una vera e propria solenne proclamazione; abbiamo solo voluto restituire un minimo di cerimonialità per il percorso di studi completato. La tecnologia ci ha aiutati a videocollegarci con una giovane neolaureata che era ancora nella sua città universitaria per motivi di lavoro. Anche a lei va il nostro augurio di concretizzare ogni sua idea. Abbiamo poi voluto consegnare una laurea speciale, insieme al presidente della Croce Azzurra, Roberto Mazzoni, ai familiari di Roberto Tomassetti. Lui non aveva titoli accademici, ma ha conquistato il più alto titolo in termini di generosità e carica motivazionale. Ci ha lasciati per il Covid, ma tutto ciò che ha insegnato non è disperso e continua attraverso i militi più giovani che tanto amava”.


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