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Terrenzi e le scuole: “L’attenzione
non si ferma alla prima campanella”,
dalle dimensioni delle aule ai servizi

SANT'ELPIDIO A MARE - Il primo cittadino fa il punto "sull'impegno dell'ente sul fronte scuola"
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Il sindaco Alessio Terrenzi

“Sabato scorso è suonata la campanella per la fine dell’anno scolastico per le scuole marchigiane. Un anno scolastico particolare, che ha messo alla prova l’intero sistema, alunni e famiglie compresi. Se al suono della campanella gli alunni e le famiglie hanno chiuso i libri e disattivato le piattaforme con le quali hanno seguito le lezioni, per l’Amministrazione Comunale l’impegno non si ferma. Quest’anno per noi, per le famiglie e per gli insegnanti l’estate non sarà il tempo delle vacanze – dice il sindaco, Alessio Terrenzi nel fare il punto della situazione e nel dare conto dell’impegno dell’Ente sul fronte scuola – Non è il tempo delle vacanze né di star seduti in attesa di decisioni dall’alto; è giunta l’ora della programmazione, della progettazione, del coordinamento, delle scelte importanti. Ci giochiamo il futuro, il futuro della nostra città e dell’Italia intera, e ne siamo pienamente consapevoli. Sappiamo, come Amministrazione, che questi pochi mesi che ci separano da un tanto atteso ritorno tra i banchi di scuola sono cruciali. E allora mettiamo in campo l’ufficio tecnico, l’ufficio trasporto scolastico, l’ufficio mensa, i consiglieri ed assessori impegnati sul fronte scuola per prospettare e studiare soluzioni in grado di garantire la didattica in presenza”.

A che punto siamo?

“Per ora, con la collaborazione della dirigente scolastica – prosegue il sindaco – abbiamo acquisito i dati relativi alla composizione di tutte le classi dei plessi dell’Isc elpidiense, dall’infanzia alla secondaria di primo grado. Abbiamo fatto dei sopralluoghi nei singoli edifici scolastici per capire, laddove è possibile, come ampliare le aule o addirittura ricavare altri spazi. Si stanno aprendo molti scenari in attesa delle definitive linee guida del Miur per la riapertura. Qualora si dovesse dividere la classe in due sottogruppi avremmo già individuato delle stanze da riadattare per consentire le lezioni in simultanea; se invece da Roma venisse la scelta, non condivisa ma tuttavia da accettare, di continuare con l’impostazione delle classi che definirei ‘pollaio’, vaglieremmo l’eventuale ipotesi di trasferire parti di plessi in altri edifici (principalmente di nostra proprietà) e disponibili con pochi accorgimenti e lavori di adeguamento”.

E’ chiaro che il tema scuola non si esaurisce assolutamente con le dimensioni delle aule.

“Alla scuola sono legati il trasporto, la mensa, le risorse umane, sempre più esigue in termini numerici), le palestre, la viabilità, ecc. – aggiunge il primo cittadino – Si tratta di un mosaico così complesso che una sola tessera mancante o divergente potrebbe mettere a rischio l’intera opera. La scuola in primis si compone di mattoni viventi, parlanti e soprattutto pensanti. Solo se abbiamo ben chiaro questo concetto potremo superare ogni ostacolo e capire che il necessario sacrificio economico va fatto ora e non rinviato, purtroppo, come sempre. Non è sofferenza di bilancio, ma è puro investimento; è il rilancio necessario in questo momento di crisi, e non solo finanziaria. E, contemporaneamente all’innegabile impegno dei capitoli di bilancio, portiamo avanti un’altra sacrosanta battaglia: il perseverare nel richiedere all’Ufficio scolastico regionale la costituzione di altre classi. Non è possibile che, rispetto ai Comuni più grandi del Fermano, noi abbiamo l’indice alunni/classe più alto, ovvero la media di 24,4 alunni per classe. Poiché finora le risposte ricevute non sono confortanti, non smetterò di sottoscrivere altre missive pur di raggiungere il risultato sperato. La scuola è la Fabbrica del nostro futuro. E dato che abitiamo in una terra in cui ‘fabbrica’ è sinonimo di emancipazione, di crescita, di conquistata dignità, non posso permettermi, ed in generale non possiamo permetterci, di certo, di vederla sempre all’ultimo posto del nostro agire. È suonata la campanella, è vero. È suonata per darci la sveglia e all’appello la nostra città alzerà la mano”.


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