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“Bentornato Peter!”
Il ritorno dopo 3 mesi di ricovero,
l’incubo coronavirus è alle spalle

SANT'ELPIDIO A MARE - Musica, palloncini e bandiere per Franco Orsili: era ricoverato da marzo, dopo una lunga convalescenza, quartiere Ponte Rotto in festa per accoglierlo
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“E’ stata davvero terribile, ho sentito la morte a un passo, ho avuto paura di non farcela e la convalescenza è stata lunga. Ma finalmente sono a casa”. Può sorride Franco Orsili, per tutti Peter. La sua battaglia l’ha vinta, il coronavirus è alle spalle. Dopo tre mesi di ricovero, oggi è tornato nella sua Sant’Elpidio a Mare. Ad aspettarlo ha trovato vicini, familiari e conoscenti, i musici della Pasquella ad intonargli alcuni canti per celebrare il suo rientro. Una cinquantina di persone in via Lombardia, dove abita, tra bandiere, cartelli, palloncini a forma di cuore, per rendere speciale una giornata che segna per lui, finalmente, il ritorno alla normalità.

E’ un abbraccio affettuoso, quello del quartiere Ponte Rotto, con la bandiere tricolori appese ad un lampione e quelle rossonere della sua contrada, la San Giovanni, di cui è stato giocatore e capitano di tante Contese del secchio. “Bentornato Peter” si legge in un cartello a lato del portone di casa. Dal versante opposto la scritta “Ci sei mancato capitano”. Sessantanove anni, ex direttore di banca ora in pensione, Orsili è un volto molto conosciuto a Sant’Elpidio a Mare, dove è nato e vive da sempre. I suoi compaesani hanno voluto organizzarsi, allora, per celebrare degnamente il suo ritorno a casa. Franco ora potrà godersi il ritorno alla normalità affiancato dalla moglie, dai due figli e dai due nipotini, anche loro in prima fila ad accoglierlo, con un colorato cartellone e la scritta “bentornato nonno”.

Tre lunghissimi mesi di ricovero, quelli passati da Peter, iniziati a marzo, con i primi sintomi di una forte polmonite, che lo hanno costretto al ricovero a San Benedetto del Tronto. “E’ stata veramente brutta e in alcuni momenti ho pensato che non ce l’avrei fatta – racconta Orsili – Sono stato a lungo intubato in terapia intensiva ed anche quando la fase acuta è passata, mi sentivo a pezzi. Ero debilitato, ho perso molto peso, non riuscivo a stare in piedi. Sono stato trasferito al centro riabilitativo Santo Stefano di Ascoli Piceno, dove ho trascorso l’ultimo mese. Ci tengo a ringraziare tutto il personale, dai medici agli infermieri agli oss, perchè ho davvero ricevuto un trattamento a 5 stelle. E’ stata lunga, ma giorno dopo giorno ho recuperato parte dei chili persi, ho ripreso tono muscolare, adesso sto molto meglio, posso dire di essermi lasciato questo terribile virus alle spalle”.

P.Pier.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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