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‘COVIDA’ SULLA COSTA
Controlli, danni e sanzioni nella notte:
Polizia e il ‘fiuto’ della Finanza
in strada e nei locali

FERMANO - Raffica di controlli in locali e chalet da parte della Questura di Fermo con l'ausilio di un'unità cinofila del Gruppo della Finanza del comando provinciale. Diverse le patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza. Controlli a tutto campo ma ci sono anche le richieste degli esercenti e degli operatori balneari, partendo dalla spiaggia
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di Giorgio Fedeli

Polizia e Finanza, con l’ausilio del fiuto del cane antidroga Grant, in strada e nei locali. Nottata di controlli quella di ieri, con diverse pattuglie della Polizia della Questura di Fermo a monitorare assembramenti e rispetto delle normative anti-Covid nei locali notturni e negli chalet della costa fermana, a partire da Porto San Giorgio. Quattro pattuglie della Questura e un’unità cinofila del Gruppo delle Fiamme gialle del comando provinciale hanno infatti passato al setaccio diversi chalet e pubblici esercizi. Occhi puntati sulla movida notturna che, in una stagione segnata dagli strascichi del Coronavirus, è già ribattezzata ‘Covida’. La presenza delle divise  è stata oggetto di un tam tam tra avventori ed esercenti andato avanti tutta la notte. E poi c’è la strada, si diceva. Sì perché ieri notte la Polizia e la Finanza hanno effettuato anche dei controlli agli automobilisti. E sono diverse le patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza, con ovviamente sanzioni annesse. Per conoscere l’esito e il numero preciso dei controlli, insomma quante sanzioni sono state elevate per mancato rispetto delle norme anti contagio, o per guida in stato di ebrezza, ci sarà da attendere i dati della Questura. Restano però i controlli, che andranno avanti anche nelle prossime serate. Controlli, sì, che dividono, che sono al centro di diverse ‘scuole di pensiero’, se così si possono chiamare. Da una parte ci sono loro, le divise, che sono chiamate a far rispettare la legge. Sempre e comunque. Dura lex sed lex. A maggior ragione se, in casi come questi, ne va della salute pubblica perché il Covid non è ancora stato debellato del tutto. Dall’altra gli esercenti. Non un muro contro muro, sia chiaro. Perché anche i secondi spingono per i controlli e per il rispetto delle regole e delle norme. Ma…sì c’è un ma. E si arriva agli avventori.

Gli esercenti, infatti, lamentano il fatto di trovarsi troppo spesso tra l’incudine della legge e il martello di clienti che se ne infischiano delle loro raccomandazioni e, a monte, delle norme. E, dunque, proprio chi è dietro al bancone, a lavorare, se è chiamato a vestire i panni del ‘controllore’, vorrebbe quantomeno poter evitare quelli dell’ammonitore. Insomma chiedere al cliente di rispettare la legge, ok, chiedere di evitare assembramenti, magari anche essere rigidi e inflessibili, ok anche questo. Ma dover subire le conseguenze di chi, dall’altra parte del bancone se ne infischia di mascherine e assembramenti, di chi si ferma davanti al locale, in strada, per far baldoria con gli amici, questo no. E guarda caso, ieri notte, alla vista dei lampeggianti, sul lungomare nugoli di giovanissimi sono svaniti proprio verso il mare, verso la spiaggia. Proprio dove è vietato andare dopo le 23. E qui i toni dei balneari si fanno più severi: gli operatori, come Paolo Santarelli della Conchiglia o Ulderico Beato di Baia Principe, solo per fare due nomi, chiedono infatti alle autorità maggiori controlli proprio in spiaggia, di notte, con un’arenile che da troppe stagioni diventa terra di nessuno. E anche ieri si sono registrati dei danni a ombrelloni e lettini. Dunque c’è chi vorrebbe che i controlli capillari delle forze dell’ordine si estendessero anche in riva al mare. E alcuni concessionari di spiaggia si stanno muovendo, cercando di giocare d’anticipo per evitare una nuova stagione di danni e bagordi sulla sabbia, per mettere nero su bianco le loro richieste in una missiva da inviare al prefetto Filippi. Un bel nodo gordiano da sciogliere perché nello scacchiere c’è la legge che predonima, ci sono coloro che sono chiamati a farla rispettare e ci sono gli esercenti che vogliono poter lavorare, nel rispetto sì della normativa, ma lavorare senza sovraccarichi, oneri e rischi (nel caso di doversi confrontare, per tutelare il proprio lavoro e le proprie attrezzature, con chi della legge se ne infischia, magari anche sotto effetto di alcol e stupefacenti), un equilibrio che sarebbe facilmente raggiungibile se solo tutti, a partire dai clienti, si fermassero a riflettere per un’assunzione di responsabilità, prima dell’assunzione dell’alcolico.


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