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Il giorno della maturità inedita:
niente prove scritte, gel e mascherine
all’ingresso, professori a distanza

FERMO - Gli stati d'animo di dirigenti scolastici, professori e soprattutto studenti tra Ipsia "Ostilio Ricci", Itet "Carducci-Galilei" e Itt "Montani" in quel giorno (e quella notte) prima degli esami
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di Andrea Braconi

Niente scritto le centinaia di studenti delle superiori fermane per una maturità sui generis, tra mascherine, gel igienizzanti e distanze. Per capire gli stati d’animo di dirigenti scolastici, professori e soprattutto studenti ci siamo mossi tra Ipsia, Itet e Montani, in quel giorno (e quella notte) prima degli esami che segna, da decenni, la vita delle nostre famiglie e delle nostre comunità.

Da subito è risultato chiaro che l’esame si sarebbe basato su un colloquio orale, come ricorda la dirigente dell’Ipsia Stefania Scatasta, che come tutti i presidi in questi giorni sarà in servizio presso altre scuole. L’incertezza, aggiunge, era soltanto riguardo al fatto che fosse in presenza o a distanza, fino al chiarimento contenuto in un’ordinanza ministeriale. “Sicuramente la procedura toglie completamente gli scritti e ci mette nella concentrazione di lavorare con un orale articolato in 5 fasi, dove si cerca di recuperare l’elemento trasversale dell’italiano, l’interdisciplinarietà delle materie della commissione, la Pcto (ex alternanza scuola lavoro) e poi Cittadinanza e Costituzione”.

I ragazzi sono stati preparati a questa nuova modalità (“Speriamo inedita ma anche unica” rimarca) perché il colloquio richiede una competenza anche linguistica e argomentativa importante. “Li educhiamo a vivere una competenza come quella del problem solving che sicuramente quest’anno hanno sperimentato”.

Un banco di prova anche per il prossimo anno scolastico, insomma, limitato a poche persone. “Aspettiamo indicazioni più chiare che ci portino a capire come possiamo agire nella nuova fase, all’interno di un contesto di giovani che devono maturare una coscienza che ancora non hanno, dal credersi immortali perché appunto giovani alla convinzione che non siano attaccabili dal virus. Invece dobbiamo smontare questo e insegnare loro il rispetto di norme igieniche che non riguardano solo il Covid. Quindi, più stiamo attenti tutti, più è meglio”.

All’interno dell’Ipsia Carmela Calabrò insegna Progettazione tessile abbigliamento moda e costume. All’esame porterà 21 studenti della V Moda, per una maturità che non esita a definire strana. “Non c’è la consapevolezza di un qualcosa, per quanto mi riguarda ho la sensazione di fare l’esame ma è come se non riuscissi a toccare nulla con le mani. In questo lockdown abbiamo fatto lavori, la didattica non l’abbiamo persa e sono soddisfatta di questo insieme alle colleghe di laboratorio. Ci siamo strutturate per proseguire il programma che si pensava di fare, naturalmente perdendo alcuni elementi”.

Per quanto riguarda l’aspetto emotivo, la sua sensazione è che comunque i ragazzi abbiano tutto chiaro. “Abbiamo puntato tanto sull’aspetto dell’orale, che per la nostra scuola non è così scontato. In questo periodo abbiamo cercato di ascoltare i ragazzi tramite Skype, facendoli parlare per prepararli al meglio. Dal primo al 13 giugno sono stati affidati 7 temi legati alla progettazione di una collezione moda, consegnati in tempo anche perché siamo stati molto fiscali per dare loro anche un po’ il brivido dell’esame. Credo che se uno ha queste emozioni riesce a crescere, è una cosa bella, ma in questa situazione non avendo l’adrenalina è difficile ricordare poi l’ostacolo che si supera”.

C’è un aspetto che però preoccupa la professoressa Calabrò: il dare per scontato un po’ tutto. “Questa situazione ha reso tutto ad un unico livello, è un limbo che ancora non riesco a concretizzare bene. Penso che capirò meglio dopo aver superato questa cosa, che è strana anche per noi docenti”.

La sicurezza, come ovvio dentro questa emergenza, resta un elemento imprescindibile. “Saremo a distanza di due metri con l’altro docente, il ragazzo sarà al centro. Noi non potremo toglierci la mascherina, solo il ragazzo sarà autorizzato ad abbassarla. Inoltre, ad ogni cambio di studente, dovremo uscire dall’aula per la sanificazione. Insomma, è un qualcosa di pesante che però sapremo superare”.

È invece uno stato d’animo carico di ansia quello con il quale la studentessa Marta Borraccini si avvicina all’esame. “Con i professori in questi ultimi mesi ci sono state sì interrogazioni ma diverse rispetto a ciò a cui eravamo abituati. Ritornare davanti ai professori dopo tre mesi, quindi, non è facile. Io sto cercando di metterla sotto l’aspetto di una chiacchierata, di un confronto, in modo da tranquillizzarmi. A livello di studio sto ripassando le cose principali, mi soffermo più su quelle rispetto ai dettagli”.

Pesa, a Marta come agli altri compagni di classe, non vivere la “normalità” di un esame così importante. “L’ultimo giorno di scuola di quinto è quello che si ricorda di più, ma noi non l’abbiamo vissuto. Mi manca anche l’emozione di sentire l’esame tutti quanti vicini che cerchiamo di consolarci e ci abbracciamo per affrontare al meglio questa cosa. Tutto questo manca e si fa sentire”.

Anche l’Itet “Carducci-Galilei” ha visto la dirigente Cristina Corradini in prima linea per la realizzazione in sicurezza delle operazioni, con tanto di informazioni specifiche riportate sul sito della scuola. “È stato molto impegnativo realizzare il protocollo previsto a livello nazionale e ci siamo riusciti anche con il coordinamento dell’USR Marche per quanto riguarda la formazione. Poi c’è la collaborazione con Croce Rossa e Protezione Civile, che hanno il compito di sostenere le scuole in queste attività, monitorare l’andamento e le eventuali necessità”.

Dal punto di vista della didattica, aggiunge, c’è la soddisfazione per aver recuperato il contatto con ragazzi e docenti, che saranno i loro commissari. “Sicuramente lo abbiamo recuperato in maniera più intensiva rispetto al tradizionale esame, che prevedeva commissari interni ed esterni”.

Comunque vada (“E andrà certamente bene” tiene a sottolineare), questo rimarrà un anno scolastico indelebile. “Speriamo che l’emergenza sanitaria possa essere recuperata in pieno e, soprattutto, che il vero insegnamento sia che ciò che abbiamo dovuto imparare in fretta possa essere il vero tesoro per i periodi successivi, da preservare sia da parte degli studenti che di tutti noi. Mi riferisco a norme igieniche, precauzioni, attenzione all’ambiente: questo deve essere il vero insegnamento dopo mesi di grande sacrificio”.

Per ovviare all’assenza della tradizionale e sentita festa di fine anno, la Corradini ha voluto preparare un dono con una frase per tutti i ragazzi che verrà consegnato loro alla fine del colloquio, indipendentemente dal voto.

C’è poi chi, come la professoressa di lettere Patrizia Gambini, ha voluto scrivere via social una lettera aperta ai suoi 19 alunni che affronteranno la maturità. “Ricordate l’Ulisse di Dante? – evidenzia in un passaggio -. Vi piacque molto in terzo,quando vi spiegai che Dante lo aveva messo all’Inferno non certo per l’inganno del cavallo di Troia, ma per il suo orgoglio intellettuale, per quel suo osare il ‘non plus ultra’. Ecco, il mio augurio è che rimaniate un po’ tutti Ulisse… perché se è giusto usare la virtù della sapienza, è pure giusto bilanciarla con quell’orgoglio intellettuale, che vi farà andare sempre oltre”.

In tanti sono convinti che questo esame senza prova scritta sia facile, ma secondo Gambini non è affatto così. “Si gioca tutto sull’orale e la divisione in 5 fasi è piuttosto rigida. Quindi i ragazzi sono comunque costretti a stare dietro ad un percorso a cui non erano abituati, ci sono trovati davanti all’improvviso, per 3 anni si sono preparati ad altro. Ad esempio, la cosa che ha spiazzato tutti è l’aver tolto le famose tipologie di esame, come l’articolo di giornale, il saggio o l’analisi del testo. Non è così tanto scontato togliere questo ed integrarlo in un orale che dovrà toccare anche il testo di italiano, l’elaborato, il Pcto, Cittadinanza e Costituzione. Da parte dei ragazzi, inoltre, ci vorrà una grossa capacità di sintesi oltre che di analisi”.

All’ingresso non ci sarà il termoscanner, ma sono state predisposte diverse postazioni con percorsi obbligati per ogni singola commissione. “All’ingresso di ogni percorso ci sarà un dispenser con gel e mascherine fornite dalla scuola, da prendere dopo aver lasciato la propria. Altrettante mascherine saranno dentro le aule in caso di necessità di ricambio. Sopra al banco troveranno un sacchettino sigillato con dentro penne e gel, mentre gli armadietti non verranno utilizzati per evitare condivisioni di spazi. Ovviamente, ci sarà un distanziamento di due metri tra colleghi e anche di più rispetto all’alunno”.

“Di sicuro non vivere la maturità come l’hanno vissuta tutti può essere un ricordo che rimane più di un esame classico, ma dall’altra c’è un po’ di tristezza – è il commento di Sara Catalini, studentessa della V Amministrazione Finanza e Marketing -. Mentre gli altri avranno vissuto le cose in modo più intenso, per noi avendo solo l’orale sarà completamente diverso. E anche rivedere i professori dopo tre mesi ci farà un certo effetto”.

Una scuola, l’Itet, che rivendica orgogliosamente di essere partita subito con la didattica a distanza. “Non abbiamo aspettato le direttive generali – prosegue Sara -, i professori si erano attrezzati prima, non volevano perdere tempo. L’elaborato che ci è stato assegnato è un’applicazione delle cose studiate nella pratica e tutto quello che abbiamo visto con la Dad siamo riusciti a metterlo in pratica”.

“In bocca al lupo ai nostri ragazzi maturandi – conclude la preside Corradini – che possano affrontare la prova con ottimismo e determinazione, doti necessarie per poter costruire un futuro solido, teso alla realizzazione del miglior percorso possibile, umano e professionale, oltre scuola. La vostra storia rimarrà anche la nostra. Senza distanze. Con la passione di sempre”.

Al Montani la maturità verrà vissuta in vari plessi, dal Polo al Biennio, dall’Elettrotecnica all’Agraria, lasciando al Convitto gli uffici. “Abbiamo dovuto fare tutto un protocollo con percorsi igienizzati, dove si entra, dove si esce, tutto nel rispetto delle regole – afferma la dirigente Margherita Bonanni -. Certo, didatticamente si misurano altre conoscenze e abilità: un conto è l’abilità nello scrivere e nell’elaborare rispetto ad altre competenze, ma ci sarà spazio per molto altro e per capire l’alunno. D’altronde, non si poteva fare altrimenti, quale alternative c’erano? Fare gli scritti sarebbe stato impossibile in questa situazione, in spazi grandi che le scuole non hanno e anche per la durata della stessa prova”.

A fine agosto la Bonanni andrà in pensione e mai avrebbe pensato di chiudere così questa lunga carriera. “È una situazione anomala, ma mi sono arrivati tanti messaggi da parte degli alunni e delle famiglie che mi hanno gratificato e commosso”.

La sua scuola, quindi, è pronta. “Sono state fatte le riunioni preliminari con il presidente e le commissioni, è stato sistemato l’orario e comunicato agli alunni. C’è stato tutto un percorso già studiato da tempo con il responsabile sicurezza e con le Rsu, come previsto dalla nuova normativa. Inoltre, un collaboratore scolastico sarà addetto alla distribuzione delle mascherine, alla sanificazione ad ogni uscita degli studenti e nel pomeriggio a pulire di nuovo tutto. Ma sono convinta che, come ci ripetiamo da mesi, andrà tutto bene, ce la faremo sicuramente a superare anche questo ostacolo”.


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