facebook twitter rss

Estetiste e acconciatori dopo la riapertura,
Cna: “Si lavora due ore in più
e un terzo dei clienti in meno”

ESTETICA - Silenzi: “Il settore subisce un consistente aumento dei prezzi delle forniture”. Vallasciani: "Ben più pesante il conto dei dispositivi di protezione individuale, cioè mascherine, guanti, camici monouso e così via, denunciato dalla stragrande maggioranza delle imprese intervistate"
Print Friendly, PDF & Email

Perlita Vallasciani e Paolo Silenzi

“Due ore in più di lavoro al giorno e sei clienti in meno”, a fotografare la giornata tipo di un acconciatore o di un’estetista rispetto a prima della chiusura è l’indagine condotta dal Centro Studi Cna in collaborazione con Cna Benessere e Sanità su un campione di imprese associate, rappresentativo a livello nazionale per dimensione, specializzazione, localizzazione.

“Costi alle stelle, aumenti irrisori: è l’estrema sintesi della situazione che – aggiungono da Cna – stanno affrontando le imprenditrici e gli imprenditori del comparto all’indomani della ripartenza”. “Dai dati rilevati – commenta il presidente di Cna Fermo Paolo Silenzi – emerge che meno di un quarto delle imprese intervistate ha incrementato i prezzi e che, mediamente, l’incremento registrato è di appena l’1,5%. Un’inezia rispetto ai costi che saloni e centri estetici hanno dovuto sopportare, che non sono solo quelli per igiene e sicurezza. Come riferiscono le aziende, la doccia fredda – dice Silenzi – è stata veder aumentare anche il prezzo di prodotti standard, come shampoo e smalti”.
Spiega la presidente regionale di Cna Benessere e Sanità, la fermana Perlita Vallasciani: “Ben più pesante il conto dei dispositivi di protezione individuale, cioè mascherine, guanti, camici monouso e così via, denunciato dalla stragrande maggioranza delle imprese intervistate (l’84,6%): qui i rincari superiori al 10% sono stati rilevati da un’impresa su due. A questi aspetti si aggiungano i costi per l’adeguamento dei locali (dai 500 euro ai 1000 euro), vale a dire messa in sicurezza e igienizzazione degli stessi e acquisto dei dpi. Quasi il 90% delle imprese, però, continua a offrire gratuitamente alla clientela mascherine e guanti.
In sostanza, rispetto al periodo precedente il lockdown, il calo delle attività incide per un terzo sul totale. Ma le imprese non sono rimaste a guardare – conclude Vallasciani – hanno aumentato di oltre un quarto le ore lavorate, visto che serve più tempo per gestire il singolo cliente, informarlo sulle norme, prepararlo con i necessari dpi, compilare l’elenco presenze. Insomma, se prima nei centri estetici e nei saloni entravano mediamente 18 clienti ogni giorno, oggi ne entrano 6 in meno”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti


X