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L’INTERVISTA
Daria Testoni, la moderna cantastorie fermana
alla conquista dell’editoria

FERMO - Il libro, dal titolo "Torino Diabolika"  uscirà in autunno, ma vista l'altissima domanda dopo le prime presentazioni, avvenute online per l'emergenza Covid19, è possibile ordinarlo sin da ora
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di Paolo Paoletti

Una fermana doc, Piazza del Popolo nel cuore, e una grande passione per il viaggio, la bellezza, la scrittura e perchè no, anche il mistero. Tutto questo è Daria Testoni che in queste settimane ha letteralmente visto decollare il suo nuovo progetto editoriale. Il libro, dal titolo “Torino Diabolika”  uscirà in autunno, ma vista l’altissima domanda dopo le prime presentazioni, avvenute online per l’emergenza Covid19, è possibile ordinarlo sin da ora, mandando o una mail alla casa editrice Scrittura Pura o contattandola direttamente su Facebook (Daria Lightman Testoni) o tramite il suo curatore e fotografo Paolo Ranzani. Un libro sui misteri di Torino. Secondo Arturo Brachetti, che ne ha scritto la prefazione, i due hanno: “Saputo cogliere l’aspetto metafisico di alcuni luoghi della nostra Torino senza cadere nel sensazionalismo fumettistico o nel dejà-vu”.

Un libro sui segreti di Torino scritto da una fermana, com’è nato questo progetto?

Sono approdata a Torino per la prima volta 7 anni fa e ne sono rimasta da subito folgorata, letteralmente incantata.
Da quel momento, imprigionata inesorabilmente dal suo fascino, ho sentito un fortissimo desiderio di tornare da Lei senza soluzione di continuità. In tutti questi anni ho indagato alla ricerca dei suoi misteri più reconditi, scoprendo luoghi inimmaginabili, storie da un lato da cardiopalma, dall’altro estremamente seducenti, persone e personaggi calamitanti. Non è una città qualunque, è un Mondo di sotterranea spaventosa bellezza e stimolante ed ineguagliabile malia. Con il risultato di queste investigazioni ho “tormentato” a lungo il mio carissimo amico Paolo Ranzani, fotografo torinese, che alla fine ha avuto la splendida idea di realizzare un libro da tutti i miei “appunti di viaggio”. Li ha quindi mostrati alla casa editrice “Scritturapura” (che ha sede anch’essa a Torino), la quale ne è rimasta piacevolmente colpita e ha deciso di sostenere il progetto, di cui lo stesso Paolo ne è curatore e realizzatore delle foto.

Dovendo paragonare la tua città natale con quella che è ormai diventata la tua seconda casa quali differenze hai notato?

Nel trovare naturali diversità, potrei senza difficoltà riscontrare anche dei punti in comune. Fermo è charmant, seduce sottilmente; sorniona e rassicurante per certi versi, è altresì carica di un rilevante bagaglio di autorevole storia che la rende regale e molto molto accattivante. “Firmum Firma Fides Romanorum Colonia”: durante la prima e seconda guerra punica, la nostra antica comunità romana, si guadagnò il riconoscimento di essere una Colonia dalla “Ferma Fedeltà” al grandioso Impero Romano. Ne è testimonianza considerevole le nostre maestose “Cisterne Romane”, seconde soltanto a quelle di Istanbul, una vera e propria incredibile opera d’arte idraulica (un complesso archeologico che si estende per 2200 metri quadri), la cui costruzione sembra attribuirsi a Cesare Ottaviano Augusto. Che dire poi della “Sala del Mappamondo” che rientra insieme al Trinity College di Dublino e al Genevieve di Parigi, tra le “Biblioteche più belle del Mondo”?! Per non parlare poi dell’imponente Duomo e del romanticissimo Parco che lo circonda sul belvedere, e del misterioso “Bosco delle Rimembranze” che veglia silente su di esso.
Torino è una seducente donna enigmatica fuori dallo spazio e dal tempo. Nell’essere calata in periodi storici precisi, è in grado comunque di trasportarti in altre magiche dimensioni dove tutto è possibile. Ti trovi così, che tu lo voglia o meno, a muoverti tra spettri, streghe, alchimisti, re e regine, Santi edentraîneuse, poeti, attori e musicisti, tutti desiderosi di farti conoscere le loro vicende!
Irresistibilmente romantiche, regali e dolcemente soavi, ognuna con la propria arcana personalità, come si può non amarle entrambe?

Anche tu, come molti altri autori, hai dovuto cambiare i programmi. Il libro doveva essere presentato al Salone del Libro di Torino ma poi l’emergenza Covid ha cambiato tutto. Presentazione che c’è stata, ma online vero?

Si, poi abbiamo deciso di realizzare intanto l’intervista che ne anticipava le venature che lo caratterizza e parte dei contenuti. Ad intervistarmi è stato lo scrittore, illusionista e mentalista MarianoTomatis (considerato un vero e proprio genio dei nostri tempi), che è anche l’autore della Prefazione di “Torino Diabolika”.
Il libro, realizzato durante un arco di 7 anni, è come se fosse diviso idealmente in due parti: la prima è frutto di accurate indagini sul campo ed interviste realizzate ad operatori e responsabili museali e guide turistiche che si sono gentilmente prestate ad approfondire particolari argomenti che mi avevano appassionata; la seconda ha tutta un’altra storia: colpita da un trafiletto che parlava di casi di Mesmerismo a Torino, ho iniziato delle indagini che sono durate ulteriori due anni. Durante questo tempo ho intensificato le ricerche sull’origine dell’ipnotismo, dello spiritismo e di tutti i fenomeni ad essi legati, facendo riferimento a molti degli ammalianti scritti proprio di Mariano e dei testi originali del XVIII secolo che lui stesso aveva generosamente messo a disposizione sulla sua “Biblioteca Magica del Popolo”, un preziosissimo tesoro online di libero accesso, ricco di un’infinità di stimoli intellettivi.

E la collaborazione con Arturo Brachetti?

Brachetti, a Torino, nell’arte dello spettacolo, è l’icona dello stupore. Paolo Ranzani è il suo fotografo da più di 20 anni, è stato quindi fisiologico che gli parlasse del progetto. Dalla descrizione del libro che gli ha fatto Paolo, ne è rimasto così entusiasta che ha dato con piacere la sua collaborazione nella presentazione.

 Tra i tuoi tanti interessi, come è nata la tua passione per la scrittura?

Da sempre ho nel sangue l’inarrestabile desiderio di scrivere, per divulgare conoscenza e bellezza.
Come diceva Shakespeare, ” Ci sono più cose in Cielo e in Terra Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia”, allora perché non diffondere il più possibile tanta immensità, tutto questo incanto smisurato?
Come esordisco nell’introduzione dell’opera, io viaggio per capire, sono un gomitolo di sensazioni delle più disparate, non so mai quale filo e di quale colore, oggi verrà imbrigliato nei tentacoli dell’esperienza.
Viaggio per scoprire. C’è così tanta bellezza che ci aspetta là fuori, ogni persona, paesaggio, sottosuolo, castello, opera d’arte, costruzioni umane di ogni genere, ambienti terreni e sottomarini, grotte, anfratti, siti storici giunti miracolosamente fino a noi, il cielo, il mare, le stelle, i profumi, non basta una vita.
Viaggio perché ci sono frammenti di me sparsi per il mondo che riconosco in tutto ciò che mi emoziona.

Hai mai pensato ad una storia che veda coinvolta la tua Fermo?

Certamente. Tempo fa avevo iniziato delle indagini che riguardavano delle testimonianze di avvistamenti di fantasmi nella nostra città che mi avevano molto inquietato (e di conseguenza innegabilmente attratto), non escludo di riprendere in mano quelle ricerche.

Come vedi il tuo futuro?

Da moderna cantastorie, che vuole intingere la penna nel suo calamaio senza “mai scendere dalla nave”, proprio come fece Novecento, il protagonista di Alessandro Baricco.

 


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