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Dagli evasori totali alla criminalità
organizzata nel Fermano, un anno
di Guardia di Finanza:
oltre 2mila ispezioni e 334 indagini

FIAMME GIALLE - Il bilancio 2019 e dell'emergenza Covid del comando provinciale della Finanza, guidato dal colonnello Regina, questa mattina, alla presenza del prefetto Filippi, in occasione del 246esimo anniversario della fondazione della Guardia di Finanza
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di redazione CF

Nella mattinata odierna, alla presenza di Sua Eccellenza il Prefetto di Fermo, Vincenza Filippi, accolta dal Comandante Provinciale, Colonnello Antonio Regina, presso il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Fermo, è stato celebrato il 246esimo anniversario della fondazione del Corpo.
Alla cerimonia, improntata alla massima sobrietà, per le note limitazioni legate all’emergenza sanitaria in corso, ha partecipato una ridotta rappresentanza del personale in servizio. Dopo la deposizione di una corona di alloro alla targa commemorativa del tenente Livio Rivosecchi, per i fatti accaduti nel corso del secondo conflitto mondiale, a cui è intitolata la caserma sede dei Reparti della Guardia di Finanza di Fermo, è stata data lettura del messaggio del Capo dello Stato e dell’Ordine del Giorno Speciale del Comandante Generale della Guardia di Finanza.

BILANCIO OPERATIVO DEL 2019

“Nel corso dell’anno 2019 la Guardia di Finanza di Fermo – comunicano dal comando provinciale delle Fiamme Gialle – ha eseguito 2.068 interventi ispettivi e 334 indagini delegate dalla magistratura ordinaria e contabile in tutti gli ambiti della propria missione istituzionale”.

LOTTA ALL’EVASIONE, ALL’ELUSIONE E ALLE FRODI FISCALI

“Evasione fiscale, frodi all’Iva, indebite compensazioni ed economia sommersa sono alcuni dei fenomeni più gravi e pericolosi su cui si sta concentrando l’attenzione della Guardia di Finanza al fine di contrastare gli effetti distorsivi della concorrenza provocati dalla grande evasione e dalle frodi fiscali, particolarmente dannosi soprattutto nei periodi di crisi.
Un’azione che, nel corso dell’ultimo anno, si è concretizzata nell’esecuzione di 133 interventi ispettivi e di 61 indagini delegate dalla magistratura, che hanno permesso di riscontrare diversi reati fiscali (principalmente riferibili all’occultamento delle scritture contabili e all’omessa dichiarazione) e di denunciare 13 soggetti.
Il valore dei beni sequestrati nella passata annualità per reati in materia di imposte dirette e Iva è di 3,5 milioni di euro.
Non meno significativo è l’impegno del Corpo nel contrasto all’economia sommersa, come testimonia l’individuazione di 34 soggetti sconosciuti al Fisco (evasori totali), che hanno evaso complessivamente oltre 3,1 milioni di Iva. Verbalizzati 3 datori di lavoro per aver impiegato lavoratori in “nero” o irregolari.
L’impegno dei reparti fermani si è manifestato anche nell’attività di prevenzione e contrasto del contrabbando e delle violazioni commesse nel settore delle accise. Tra i diversi interventi svolti risalta il sequestro di oltre 3 tonnellate di tabacchi lavorati esteri, per un valore di tributi evasi di oltre 650mila euro. Nel settore del gioco illegale ed irregolare sono stati eseguiti 9 controlli”.

CONTRASTO AGLI ILLECITI NEL SETTORE DELLA TUTELA DELLA SPESA PUBBLICA

“Dieci sono i Piani operativi che il Corpo ha dedicato al contrasto agli illeciti in materia di spesa pubblica e a quelle condotte che pregiudicano la corretta allocazione delle risorse, favorendo sprechi, truffe, malversazioni e indebite percezioni.
Si tratta di un settore strategico, in quanto il corretto impiego dei fondi pubblici sostiene il tessuto economico territoriale, consente di affrontare le condizioni di disagio in cui possono trovarsi i cittadini e le famiglie, contribuisce a contenere l’esborso complessivo dello Stato e si traduce, in ultima analisi, in un miglioramento della qualità della spesa, permettendo che essa possa conseguire gli obiettivi cui tende: benessere, crescita e sviluppo.
Diciassette sono gli interventi svolti, nel periodo in considerazione, a tutela dei principali flussi di spesa, dagli appalti agli incentivi alle imprese, dalla spesa sanitaria alle erogazioni a carico del sistema previdenziale, dai fondi europei alla responsabilità per danno erariale, cui si aggiungono 34 deleghe d’indagine concluse in collaborazione con la Magistratura ordinaria e 1 delega svolta con la Corte dei Conti.
Tra i controlli in materia di prestazioni sociali agevolate, all’indomani dell’introduzione del ‘reddito di cittadinanza’, il Corpo ha realizzato uno specifico dispositivo operativo volto al contrasto dei fenomeni di illecita apprensione del beneficio a tutela di coloro che hanno reale necessità di usufruire del sussidio.
Nove sono stati i soggetti verbalizzati per indebita fruizione di prestazioni sociali agevolate (di cui 4 percettori di reddito di cittadinanza) e 2 per indebita esenzione dal pagamento del ticket sanitario. Nell’ambito dei Piani operativi finalizzati alla tutela della regolarità della spesa previdenziale e sanitaria, le Fiamme Gialle fermane hanno portato a termine 5 interventi, individuando 10 responsabili di diverse violazioni e quantificato un danno erariale per oltre 2,5 milioni di euro, segnalato altresì un soggetto per aver richiesto e percepito indebitamente oltre 4mila euro di una pensione di guerra non dovuta. Nel settore della tutela della legalità nella Pubblica Amministrazione, sono stati controllati appalti per circa 60mila euro”.

CONTRASTO ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA ED ECONOMICO-FINANZIARIA

“La strategia perseguita dalla Guardia di Finanza mira al contrasto di ogni forma di infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto finanziario, economico e imprenditoriale provinciale, attività di rilevanza assoluta nello scenario che va a profilarsi, contraddistinto dall’urgente necessità di tutelare la sicurezza economico-finanziaria a salvaguardia del “sistema Paese” nella delicata fase emergenziale. L’azione del Corpo si svolge sul piano repressivo nell’esecuzione di mirate indagini di polizia giudiziaria e sul piano preventivo, nell’approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette inviate dai soggetti obbligati ai sensi della normativa antiriciclaggio.
In quest’ottica, si è proseguito nell’opera di rafforzamento dello sviluppo degli accertamenti patrimoniali in applicazione della normativa antimafia, anche nei confronti di soggetti connotati da “pericolosità economico-finanziaria” (ovvero coloro che, per condotta e tenore di vita, debbano ritenersi che vivano abitualmente, anche in parte, con i proventi derivanti da ogni genere di attività delittuosa, in particolare di natura tributaria, societaria, fallimentare, ecc.). Nel monitoraggio è stata inclusa anche la cosiddetta “area grigia”, rappresentata da soggetti che, pur non organici alle consorterie, si propongono quali facilitatori della penetrazione criminale nel tessuto socio/economico.
È stata, tra l’altro, conferita priorità all’analisi di quei contesti legati alla fase emergenziale e post emergenziale, alle pratiche speculative sui prezzi dei dispositivi medici di protezione individuale o alle procedure di approvvigionamento di materiale medico, nonché, in prospettiva, ai controlli sull’utilizzazione delle provvidenze che saranno poste a disposizione di cittadini e imprese per superare la contingente crisi economica.
Altra importante direttrice dell’azione della Guardia di Finanza per il contrasto del riciclaggio di denaro è rappresentata dalla massima valorizzazione delle informazioni acquisite nel corso del controllo economico del territorio, valorizzando, tra le altre, le segnalazioni sui movimenti transfrontalieri di valuta che pervengono dai Reparti di confine o operanti in ambiti aeroportuali e portuali.
Ulteriore priorità del Corpo continuerà ad essere quella di reprimere i reati fallimentari, societari e bancari, nonché i fenomeni usurari e di abusivismo bancario e finanziario, per salvaguardare i risparmiatori da offerte di soluzioni d’investimento non sicure.
Con riguardo al contrasto all’infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico provinciale, in applicazione della normativa antimafia, nei primi cinque mesi del 2020 sono stati svolti accertamenti patrimoniali nei confronti di 5 soggetti.
Sono stati eseguiti 408 accertamenti a seguito di richieste pervenute dalle Prefetture della Repubblica, la maggior parte dei quali riferiti alle verifiche funzionali al rilascio della documentazione antimafia. Quattordici le indagini in materia di riciclaggio, usura, reati societari e bancari. Con particolare riguardo al campo dei reati fallimentari sono stati denunciati 38 soggetti, constatando la distrazione di patrimoni per 13 milioni di euro.
Nel comparto operativo dedicato alla sicurezza della circolazione dell’euro, nel corso di 7 interventi, sono state sottoposte a sequestro 143 banconote false per circa 9mila euro.
Tra le attività del Corpo svolte a tutela del mercato dei beni e dei servizi si pongono quelle, convergenti su 3 Piani operativi, a contrasto dei fenomeni della contraffazione, delle false attestazioni concernenti la corrispondenza dei prodotti agli standard di sicurezza previsti e a tutela del Made in Italy e dei diritti d’autore.
In tali ambiti, i Reparti operativi hanno effettuato 14 interventi e dato esecuzione a 8 deleghe dell’Autorità Giudiziaria, sottoponendo a sequestro più di 14mila prodotti industriali contraffatti, con falsa indicazione del made in Italy e non sicuri”.

CONTROLLO DEL TERRITORIO E CONTRASTO AI TRAFFICI ILLECITI VIA MARE

“Il controllo del territorio, del mare e dello spazio aereo sovrastante per il contrasto ai traffici illeciti è assicurato attraverso un dispositivo d’intervento unitario, che prevede l’integrazione tra le diverse componenti territoriale, investigativa, aeronavale e speciale del Corpo.
In questo contesto, assume particolare rilevanza l’attività svolta dalla Guardia di Finanza in mare. Al Corpo sono state, infatti, attribuite rilevanti ed esclusive funzioni nell’ambito del comparto di specialità della sicurezza del mare e della sicurezza delle frontiere, che si traducono nell’attuazione delle direttive dell’Autorità di Pubblica Sicurezza per il mantenimento dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica a mare.
Nel contrasto ai traffici illeciti di sostanze stupefacenti la Guardia di Finanza di Fermo, nel corso di oltre 200 interventi, grazie anche alle proprie unità cinofile, ha segnalato più di 180 soggetti per detenzione di sostanze illegali e denunciato 17 persone (di cui 2 arrestate) per spaccio di sostanze stupefacenti tra cui hashish, marijuana, cocaina ed eroina”.

BILANCIO OPERATIVO NELLO STATO DI EMERGENZA DA COVID-19

“A seguito dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, il Corpo – aggiungono, in conclusione dal Provinciale della Finanza – ha rivolto la propria azione contro gli illeciti economico-finanziari che, nel particolare momento che sta vivendo il Paese, destano maggiore preoccupazione: usura, riciclaggio, truffe e frodi in danno della popolazione, pratiche commerciali scorrette e pericolose per i consumatori, manovre distorsive sui prezzi, indebite percezioni di risorse pubbliche, reati contro la Pubblica Amministrazione, frodi nelle pubbliche forniture e, più in generale, violazioni al Codice degli appalti.
Oltre 1.700 i controlli svolti dalla Guardia di Finanza a partire dallo scorso mese di marzo per assicurare il rispetto delle misure di contenimento della pandemia.
70 i soggetti denunciati o sanzionati per violazioni commesse nel periodo dell’emergenza.
816 sono stati gli accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle fermane a seguito di richieste pervenute dalla locale Prefettura, Autorità fulcro del sistema di prevenzione antimafia in ambito provinciale. 12 i provvedimenti di sospensione delle attività eseguiti dai finanzieri su disposizione della Prefettura, 10 le chiusure provvisorie degli esercizi operate di iniziativa, 81 le persone o le attività sanzionate per violazioni alla normativa antiCovid-19.
La crisi sanitaria connessa al Covid-19 vede la Guardia di Finanza fortemente impegnata, inoltre, nelle attività a tutela dei consumatori, principalmente volte a contrastare le fattispecie fraudolente riferite, da un lato, all’illecita commercializzazione di dispositivi di protezione individuale e beni utili a fronteggiare l’emergenza epidemiologica e, dall’altro, a condotte ingannevoli e truffaldine.
Nei primi mesi del 2020, per i reati di contraffazione e frode in commercio, nonché per violazioni alle norme in tema di sicurezza prodotti, sono stati denunciati 2 soggetti, accertate sanzioni amministrative in 2 casi e sottoposti a sequestro 49.000 mascherine chirurgiche e oltre 900 dispositivi di protezione individuale (FFP2) non regolari.
Nel complesso, durante l’emergenza epidemiologia da Covid-19, la Guardia di Finanza di Fermo, operando nel dispositivo provinciale coordinato dalla Prefettura, ha assicurato l’attuazione delle misure di contenimento del contagio, attraverso l’impiego complessivo di oltre 1.200 militari”.

Il comandante provinciale, colonnello Regina

LE DICHIARAZIONI DEL COMANDANTE ANTONIO REGINA

Nel celebrare il 246esimo anniversario della fondazione del Corpo della Guardia di Finanza – il commento, a margine della cerimonia, del comandante provinciale delle Fiamme gialle, colonnello Antonio Regina – si coglie l’occasione per esaltare, oggi più che mai, l’attività d’istituto del Corpo, che trova quotidianamente conferma nell’impegno di tutte le Fiamme Gialle al servizio esclusivo dei cittadini, per la tutela del tessuto produttivo sano del Paese e dei contribuenti onesti, sostenendo convintamente il cambiamento culturale in atto nell’amministrazione finanziaria, teso a rifondare, su nuove basi, il rapporto tra fisco e contribuente e a rafforzare il significato autentico del prelievo tributario come contributo del singolo al bene comune.
Alle semplici funzioni di polizia doganale, di cui si occupava inizialmente il Corpo, si sono uniti i compiti di polizia tributaria, versati principalmente al controllo fiscale, per poi aggiungersi anche quelli economico-finanziari che ci permettono di dedicarci, oggi, agli illeciti economico-finanziari a 360 gradi, a tutela del bilancio dello Stato e di quella quota parte del bilancio europeo che comunque entra nella nostra vita nazionale. Ciò vuol dire occuparsi non solo di evasione fiscale, che oggi può assumere anche un carattere transnazionale, ma indirizzare l’attività di controllo anche al comparto della spesa pubblica, per individuare le fattispecie di indebita percezione ed illecita richiesta (e nei casi più gravi di frode e malversazione) delle risorse pubbliche provenienti da fonti comunitarie, nazionali e locali destinate agli aiuti alle imprese e ai privati o delle risorse finanziarie pubbliche messe a disposizione del servizio sanitario nazionale o degli enti previdenziali.
L’azione del Corpo, costante e continua, è volta a contenere, ridurre ed eliminare gli sprechi di denaro pubblico e gli illeciti che alterano le regole di funzionamento dell’economia, della concorrenza e del mercato, a presidio degli interessi dei consumatori, della collettività e dell’erario. Tutelare il bilancio pubblico vuol dire infatti non soltanto garantire l’interesse dello Stato all’effettivo incasso dei tributi dovuti, ma anche assicurare che le risorse a disposizione siano impiegate per finalità di interesse collettivo e per favorire le politiche di sviluppo sociale necessarie al superamento della crisi economica, specie nella situazione emergenziale in atto.
L’attività della Guardia di Finanza è preceduta da un’accurata attività di intelligence ed è supportata da efficaci forme di cooperazione internazionale, funzionali a recuperare gettito, ma, anche e soprattutto, a tutelare le imprese sane, le loro potenzialità competitive ed i livelli di occupazione che esse sono in grado di assicurare.
Questo lo facciamo anche attraverso la valorizzazione del patrimonio informativo contenuto nelle banche dati in uso al Corpo, da ultimo innovate da una moderna applicazione capace di far interagire tra loro le diverse piattaforme informatiche oggi disponibili, avendo la possibilità di ottenere, in forma sistematica e relazionale, un reticolo di dati su cui orientare più efficacemente i processi di lavoro di supporto alle investigazioni.
In tali contesti si inquadrano alcuni tra i principali servizi svolti da questo Comando Provinciale:
scoperta di 34 evasori totali (soggetti completamente sconosciuti al fisco) che hanno sottratto a tassazione oltre 24 milioni di euro di imposte dirette, omettendo di versare IVA per oltre 3 milioni di euro; denuncia, per reati fiscali, di 13 soggetti e sottoposizione a sequestro di patrimoni per circa 3,5 milioni di euro;
confisca di un intero complesso residenziale costituito da 57 immobili, tra fabbricati e terreni, per un valore stimato di circa 10 milioni di euro, scaturente da un’indagine di polizia giudiziaria nel settore dei reati fallimentari, nella quale sono state accertate gravi condotte distrattive e dissipative del patrimonio societario;
esecuzione di 5 interventi, segnalazione di 10 responsabili di diverse violazioni (tra i quali un soggetto che ha percepito indebitamente oltre 4000 euro di pensione di guerra non dovuta) e quantificazione di un danno erariale per oltre 2,5 milioni di euro.
Anche nell’ambito del contrasto alla criminalità economica e organizzata siamo presenti sul territorio con continui sforzi per contrastare il contrabbando, il riciclaggio, l’usura, il traffico di sostanze stupefacenti e la contraffazione.
Difatti, anche in tali settori, abbiamo raggiunto significativi risultati, come l’esecuzione di 200 interventi che, anche grazie all’impiego delle due unità cinofile di questo Comando Provinciale, ci hanno permesso di segnalare più di 180 soggetti per detenzione di sostanze illegali e di denunciare 17 persone (di cui 2 arrestate) per spaccio di sostanze stupefacenti, tra cui cocaina, eroina, hashish e marijuana, e di individuare e sequestrare un’estesa piantagione di cannabis celata da una folta vegetazione (nello specifico 93 piante e 79 bulbi destinati alla germogliazione, oltre ad altra attrezzatura e materiale vario); sequestro di oltre 3 tonnellate di tabacchi lavorati esteri di contrabbando, per un valore di tributi evasi di oltre 650 mila euro; sequestro di oltre 50.000 mascherine (chirurgiche e FFP2), tutte prive dei requisiti necessari ed essenziali di salute e di sicurezza.
Fra i numerosi compiti assegnati al Corpo si annovera anche quello del rispetto della legislazione in materia di tutela ambientale e, anche in tale ambito, questo Comando Provinciale ha raggiunto dei risultati: sono state sequestrate oltre 3 milioni di buste in polietilene per alimenti, per un peso complessivo di 9 tonnellate, non conformi alla normativa ambientale, e si è, inoltre, proceduto al sequestro di 5 diversi lotti di terreno (di circa 80.000 mq complessivi) ed annessi fabbricati, destinati a discariche non controllate di rifiuti, denunciandone i responsabili”.


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