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“La Dad, nuova frontiera della didattica?”
Tecnologia e istruzione
al centro dell’incontro dell’Aimc

PORTO SAN GIORGIO - Dall'associazione maestri cattolici: "Le competenze digitali risultano essere una delle priorità di rilevanza strategica del sistema scolastico che non può sottrarsi alle innovazioni ma deve gestirle con entusiasmo seguendo i discenti nei loro linguaggi, nelle loro curiosità tecnologiche e nella loro sfera emotiva"
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“La DaD: una nuova paidéia? Sfida provocatoria nell’incontro-dibattito della sezione Aimc Fermo-Porto San Giorgio”

Spunti di riflessione e testimonianze dirette sulla didattica a distanza hanno animato ieri pomeriggio, alle ore 17,30, la platea, alquanto numerosa, del Teatro Parrocchiale ‘Gesù Redentore’ di Porto San Giorgio, moderati dal maestro Dario Laurenzi nell’incontro-dibattito organizzato dall’associazione italiana maestri cattolici.

“Una proficua sinergia tra le rappresentanti dell’Associazione Italiana Maestri Cattolici del territorio con – spiegano dalla stessa Aimc – il significativo intervento di due dirigenti scolastici, di alcuni genitori delle scuole di Porto San Giorgio e Fermo e le conclusioni dell’assistente diocesano don Pietro Gervasio. Dopo il saluto delle autorità presenti nelle persone del sindaco del comune di Porto San Giorgio, Nicola Loira, e del vicepresidente della Provincia di Fermo, Stefano Pompozzi.
L’incontro è proseguito con la riflessione dell’insegnante di scuola primaria, Annalisa Cognigni (presidente sezione Aimc Sant’Elpidio a Mare), che sottolinea, come nel titolo volutamente provocatorio, l’accostamento della DaD con la paidéia (in greco antico παιδεία, paidéia) formazione, educazione, termine che i Greci utilizzavano riferendosi non solo all’istruzione scolastica ma anche ad una forma di cultura elevata in grado di guidare il loro inserimento armonico nella società. Possiamo dunque asserire di aver raggiunto una nuova frontiera della didattica? L’emergenza sanitaria sicuramente ha portato ad una crisi cioè ad un momento di riflessione, di valutazione, di ripensamento dell’agire didattico. La DaD di per sé è una contraddizione epistemologica tuttavia ha rappresentato un tentativo costruttivo del fare e da utilizzare come strumento del maestro.
Sono seguite le testimonianze dirette di due insegnanti di scuola infanzia e primaria dell’Isc Nardi: Maria Grazia Ortenzi e Grazia Crescenzi, rispettivamente presidente e vicepresidente Aimc sezione Fermo-Porto San Giorgio, che hanno raccontato che la loro esigenza primaria, dopo un primo periodo di sconcerto, di confusione e di inadeguatezza, era quella di riallacciare un rapporto, seppur virtuale, continuare un percorso educativo-didattico che si era bruscamente interrotto: la DaD è entrata nelle case non solo delle famiglie con i loro vissuti, i loro valori, le loro origini culturali ma anche in quelle dei docenti con tutte le difficoltà del momento. Molti insegnanti hanno stravolto la loro vita, le loro abitudini, il loro modo di fare scuola e si sono reinventati come docenti in un’avventura straordinaria ad orario infinito.
A marzo quando, improvvisamente ed inaspettatamente, si sono chiuse le scuole, si sono però aperte le classi: edifici scolastici chiusi ma tutti a scuola con la DaD. Ecco il paradosso che però ha permesso di far funzionare la didattica anche se in un modo diverso dalla normalità.
La Dad un’opportunità? Sì, la DaD – continuano nel resoconto dalla Aimc – è stata un’opportunità ma non solo nel momento del bisogno, entrambi i dirigenti scolastici, Daniela Medori dell’Isc Nardi di Porto San Giorgio e Cristina Corradini dell’Itet Carducci-Galilei di Fermo Scuola Polo per la formazione, sostengono che la DaD non sia stata solo la didattica dell’emergenza ma l’alleato della scuola e dell’insegnante, l’occasione per rafforzare il legame ormai imprescindibile tra il settore dell’istruzione e formazione e la crescita professionale della comunità educante: la DaD è un metodo, una metodologia.
Le competenze digitali risultano essere una delle priorità di rilevanza strategica del sistema scolastico che non può sottrarsi alle innovazioni ma deve gestirle con entusiasmo seguendo i discenti nei loro linguaggi, nelle loro curiosità tecnologiche e nella loro sfera emotiva. Un nuovo scenario di fare didattica, quella che potrebbe essere o diventare una rivoluzione della scuola. Alla base del tutto, l’idea è che le tecnologie non debbano essere il fine ma il mezzo con cui fruire conoscenza e migliorare i risultati di apprendimento.
A conclusione dell’incontro un plauso doveroso è andato a tutte le famiglie ed ai bambini che hanno saputo rispondere in maniera positiva e complice alle proposte della scuola, in questo senso si è rinegoziato il rapporto scuola-famiglia ed anche i genitori intervenuti in qualità di rappresentanti del Consiglio d’Istituto dell’Isc Nardi e dell’Ic Betti hanno elogiato il lavoro svolto dalla scuola e ringraziato l’impegno dei docenti.
Didattica a distanza? Forse meglio Dav, Didattica della vicinanza, perché ha permesso di unire tutti gli alunni da nord a sud del nostro paese anche se distanti. La vera didattica è però quella in presenza fatta di contatto e di relazione, di sguardi e di espressioni del volto, di limiti e di regole, di socializzazione e d’inclusione. Recalcati afferma che non c’è trasmissione che possa prescindere dall’incontro. La scuola è un luogo dove gli incontri avvengono”.


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